Avvocati, regime forfettario anche per gli ex praticanti: ma è sempre possibile?

Gli ex praticanti possono beneficiare del regime forfettario alla fine del tirocinio obbligatorio. Ma cosa succede a chi non supera l’esame la prima volta? I dubbi sulla flat tax.

Avvocati, regime forfettario anche per gli ex praticanti: ma è sempre possibile?

Gli ex praticanti che, dopo l’ottenimento del titolo di avvocato, continuano a lavorare presso il dominus possono beneficiare del regime forfettario con imposta sostitutiva agevolata al 5%.

Infatti, dopo i primi dubbi interpretativi, il Dl Semplificazioni ha chiarito che il divieto previsto all’articolo 1, comma 57, lettera d-bis della Legge di Bilancio non si estende ai praticanti avvocati che restano in rapporto con l’ex dominus anche dopo la fine del periodo di pratica obbligatoria.

Tuttavia, resta ancora da capire se lo stesso valga anche per gli avvocati che non superano l’esame al primo tentativo e che continuano a collaborare con il dominus anche dopo i 18 mesi di pratica previsti per legge. La domanda è se anche questi avvocati possano collaborare con l’ex dominus avvalendosi del regime forfettario.

Regime forfettario: cosa prevede la flat tax

La questione sulla possibilità o meno di beneficiare del regime forfettario per gli ex praticanti parte dal dettato dell’articolo 1, comma 57 della Legge di Bilancio per il 2019, il quale alla lettera d-bis esclude il forfettario per:

“Le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono incorso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.”

Fin dall’inizio, il dettato della Legge di Bilancio aveva suscitato molte reazioni negative poiché non teneva conto della particolare situazione dei praticanti avvocati, i quali, molto spesso, dopo l’ottenimento del titolo continuano a collaborare con l’ex dominus.

Il punto più dibattuto riguardava l’inquadramento del rapporto di lavoro tra dominus e praticante, che per alcuni è assimilabile ad un rapporto di lavoro subordinato (e quindi integrato nel divieto), per altri invece è un rapporto sui generis che non rientra nella fattispecie della lettera d-bis.

La questione ha visto scendere in campo molti esperti di materie giuridiche e fiscali, fino all’intervento delle Camere che, con l’approvazione del Dl Semplificazioni hanno sciolto ogni dubbio (almeno apparentemente).

Regime forfettario per gli ex praticanti: cosa dice il Dl Semplificazioni

Il Dl Semplificazioni ha ridotto la portata del divieto previsto dall’articolo 1, comma 57, lettera d-bis della Legge di Bilancio, escludendone l’applicazione a chi esercita un’attività di nuova iscrizione ad un ordine o ad un collegio professionale. Ne deriva che coloro che hanno svolto un periodo di tirocinio propedeutico al superamento dell’esame di stato possono beneficiare del regime forfettario se continuano a lavorare presso l’ex dominus, anche se è il loro maggiore committente.

Dunque, il Dl Semplificazioni stabilisce che può beneficiare dell’imposta sostitutiva al 5% chi:

  • non ha svolto attività d’impresa nei 3 anni precedenti;
  • non andrà a svolgere un’attività che rappresenta una continuazione di quella precedente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente, a meno che non si trattava di un periodo di pratica obbligatoria per poter esercitare la professione;
  • chi nell’anno precedente non ha fatturato più di 65.000 euro.

Tuttavia, come abbiamo anticipato, nonostante i chiarimenti resta ancora un punto controverso: infatti il Dl Semplificazioni fa esplicito riferimento al periodo di pratica “obbligatoria”, lasciando scoperta l’ipotesi in cui un tirocinante non superi l’esame al primo tentativo ma continui comunque a lavorare presso il dominus.

Dunque, alla luce di quanto esposto, è lecito chiedersi se questi soggetti potranno aderire al regime forfettario dopo l’ottenimento del titolo e continuare a collaborare con l’ex dominus in qualità di committente principale.

Le soluzioni possibili

Posto il problema, nell’attesa di ulteriori chiarimenti, proviamo a vedere quali potrebbero essere gli esiti dell’intervento chiarificatore.

Secondo una interpretazione letterale, agli ex praticanti che non superano l’esame dopo i 18 mesi, il regime forfettario dovrebbe essere escluso. Infatti il Dl Semplificazioni parla chiaramente di “periodi di pratica obbligatoria”, escludendo i mesi (che in alcuni casi diventano anni) che superano il periodo di tirocinio obbligatorio.

Invece, secondo una interpretazione estensiva della disposizione, anche a questi avvocati dovrebbe essere permessa l’adesione al regime forfettario perché la loro condizione è equiparata a quella degli altri praticanti. In questo modo si andrebbe a considerare tutto il periodo successivo ai 18 mesi come un’estensione della pratica legale obbligatoria.

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