Fed, aumento tassi d’interesse: cause, obiettivi, effetti e conseguenze sul mercato internazionale

Marta Ruggiero

27 Luglio 2015 - 13:27

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La Federal Reserve si avvicina all’aumento dei tassi d’interesse: qual è l’obiettivo? Il rialzo del dollaro sarà la discriminante principale. Quali saranno gli effetti sul mercato internazionale?

Gli Stati Uniti continuano a essere i protagonisti indiscussi dell’economia internazionale. Secondo quanto afferma Janet Yellen, presidente della Fed, entro il 2015 la banca centrale degli Stati Uniti avvierà il processo di normalizzazione dei tassi, ed è probabile che ciò avvenga a settembre.
Qual è l’obiettivo della Fed e quali effetti ci saranno sul mercato statunitense e internazionale?

La Federal Reserve, come tutte le banche centrali, controlla i tassi d’interesse attraverso la vendita o l’acquisto di titoli di Stato. Nel caso in cui decide di abbassare i tassi acquista titoli governativi e aumenta la liquidità nel sistema bancario, nel caso contrario decide di venderli e i tassi d’interesse aumentano.

Secondo le ultime dichiarazioni della Fed, l’aumento dei tassi di interesse si avvicina sempre di più, e le casse del Tesoro avranno una minore liquidità che affluirà nel libero mercato. L’obiettivo finale è stimolare l’economia e diminuire l’inflazione.
La Federal Reserve può optare per un intervento sul tasso dei fondi federali, per i prestiti a breve termine tra banche, o sul tasso di sconto, quello applicato alle banche per i prestiti avuti direttamente dalla Fed.

Tassi d’interesse: come influenzano il consumatore medio
In teoria per chi cerca un prestito per un qualche acquisto, un aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve si dovrebbe tradurre in un conseguenziale aumento dei tassi d’interesse da applicare al prestito. Questo però non si verifica mai perché entra in gioco il tasso d’interesse reale: la differenza tra il tasso nominale stabilito dalla Federal Reserve e il tasso d’inflazione, calcolo di cui il consumatore non si renderà conto immediatamente perché gli effetti non sono subito evidenti.

Tassi d’interesse: le intenzioni dell Federal Reserve
Nelle intenzioni della Fed c’è di stimolare l’economia stagnante e ridurre l’inflazione. Un aumento dei tassi d’interesse, quindi, sta diventando sempre più plausibile, ed è probabile che ciò avvenga a settembre. Le ragioni sono da ricercare in una domanda di lavoro sempre più consistente e in tassi d’inflazione più stabili. Se le condizioni rimangono queste, la Federal Reserve sarà in grado di alzare i tassi d’interesse.

Il primo rialzo dipenderà sicuramente dagli effetti di un dollaro forte, secondo l’indice ponderato su base commerciale della Federale Reserve, il biglietto verde nei giorni scorsi ha toccato i massimi di tre mesi rispetto all’euro, di sei anni rispetto al dollaro canadese ed ha raggiunto un nuovo record rispetto al peso messicano. Interessante sarà seguire l’andamento del dollaro rispetto a queste tre valute.

Il dollaro al rialzo: gli effetti sull’economia e il ruolo della Fed
Il dollaro al rialzo provoca anche una diminuzione del tasso d’inflazione. Con una riduzione dei prezzi di beni e servizi importati, che a loro volta spinge al ribasso i tassi d’inflazione reale – causando così un ulteriore allontanamento dal target ufficiale della Fed del 2%.

Ma c’è un problema: con una riduzione dei prezzi, la domanda - a un certo punto - supera l’offerta, i prezzi aumentano e la domanda scenderà di nuovo, calerà la produzione, occupazione e stipendi subiranno un calo. Torna il fantasma dell’inflazione.

Qui entra in gioco la politica monetaria della Federal Reserve con uno degli strumenti più efficaci per frenare il tasso d’inflazione: l’aumento dei tassi d’interesse. Il dollaro diventa più forte e attira gli investitori stranieri.
Un aumento del valore del dollaro, però, crea anche competizione tra le aziende degli Stati Uniti che, se non riescono a reagire bene ai cambiamenti, potrebbero essere costrette a chiudere. Il risultato? Disoccupazione e instabilità economica a livello nazionale.

Federal Reserve: alla ricerca di un equilibrio
Quello che dovrà fare la Federal Reserve è cercare un equilibrio sul mercato non solo statunitense ma mondiale. Janet Yellen ha spesso annunciato un aumento dei tassi, ma le dichiarazioni non si sono finora tradotte in fatti.
L’economia degli Stati Uniti ha avuto alti e bassi, la crisi in Grecia ha creato non poche preoccupazioni: tutto ciò si riflette sul valore del dollaro.
A questo si aggiunge il crollo della Borsa in Cina, Paese sicuramente legato a doppio filo con gli Stati Uniti, e le decisioni future dalla Fed restano un’incognita.
Gli ultimi sviluppi e dichiarazioni, fanno pensare a un aumento dei tassi d’interesse: è solo questione di tempo, e si assisterà al primo aumento dopo quasi dieci anni.

Aumento dei tassi: gli effetti sul mercato internazionale
C’è il rischio che i mercati emergenti reagiscano all’aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed con un’eccessiva volatilità.

Secondo Christine Lagarde - direttore generale del FMI - un tam-tam sul “tapering” - che già nel maggio del 2013 creò incertezza nei mercati asiatici, spingendo al ribasso le valute della regione contro il dollaro - potrebbe questa volta essere di entità maggiori a causa della grande quantità di liquidità riversata nel mercato finanziario internazionale:

Il pericolo è che le vulnerabilità che si sono venute a creare durante un periodo di politiche monetarie molto accomodanti possano improvvisamente liberarsi quando tali politiche vengono ritirate creando una volatilità significativa.

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