Assegno unico per i figli da 800 euro e senza ISEE? La proposta

Teresa Maddonni

10/05/2021

17/05/2021 - 11:06

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L’assegno unico per i figli dovrebbe partire per tutti dagli 800 euro all’anno per ciascun minore senza necessariamente far riferimento per la parte variabile all’ISEE. La proposta arriva dalla Cisl che ha presentato il rapporto sulla nuova misura in arrivo per le famiglie.

Assegno unico per i figli da 800 euro e senza ISEE? La proposta

Assegno unico per i figli: da 800 euro per ciascun figlio e senza ISEE. La proposta arriva dalla Cisl ed è contenuta nel Rapporto sull’assegno unico per i figli; un webinar in merito si è tenuto qualche giorno fa e al quale ha partecipato anche la ministra per la Famiglia Elena Bonetti.

La Cisl propone, sulla base delle elaborazioni contenute nel rapporto, un assegno unico per i figli che dovrebbe garantire una quota fissa di importo pari a 800 euro l’anno per figlio per tutti cui si aggiungerebbe la parte variabile.

L’assegno unico per i figli, lo ricordiamo, è stato definito nelle caratteristiche generali dalla legge delega n.46 del 1° aprile 2021 e ora si è al lavoro per i decreti attuativi.

La misura di sostegno alle famiglie dovrebbe entrare in vigore dal 1° luglio 2021, ma la ministra Bonetti ha già annunciato che entrerà a regime solo dal prossimo gennaio 2022.

Vediamo allora in cosa consiste la nuova proposta della Cisl sull’assegno unico per i figli e perché potrebbe essere anche senza ISEE.

Assegno unico per i figli da 800 euro e senza ISEE

L’assegno unico dovrebbe essere di 800 euro a figlio all’anno secondo la Cisl come quota base per tutti cui si aggiungerebbe la parte variabile.

L’assegno unico per i figli a carico fino a 21 anni a partire dal settimo mese di gravidanza della madre, secondo la legge delega lo ricordiamo, si compone di una parte fissa e una parte variabile sulla base dei principi dell’universalità e della progressività.

E proprio sulla base dei due principi dell’universalità e della progressività che nel Rapporto Cisl sulla proposta di Assegno Unico e Universale per il sostegno ai figli si parte dagli 800 euro a figlio vale a dire 66 euro al mese cui si aggiungerebbe la parte variabile che non terrebbe conto dell’ISEE, ma dell’ISR quindi della situazione reddituale. Si legge nel rapporto del sindacato sull’assegno unico:

“Per soddisfare i due principi di universalità e progressività, nella nostra prima proposta (AUUF1) definiamo un Assegno per ogni figlio minore che si compone di due parti: una componente costante concessa per tutti i minori a prescindere dalla condizione reddituale della famiglia pari a 800 euro annui per ogni figlio alla quale viene sommata una componente variabile, che è inversamente proporzionale all’ISR del nucleo familiare e che risulta massima, ovvero pari a 1.600 euro, per tutti i nuclei familiari con un ISR inferiore a 16.000 euro. Al di sotto di tale livello si trovano il 20% delle famiglie con figli coinvolte dalla riforma, quelle più povere. Oltre questo valore la componente variabile diminuisce linearmente all’aumentare dell’ISR fino a esaurirsi in corrispondenza di un ISR pari a 80.000 euro. Supera tale limite il 10% delle famiglie interessate, quelle con i redditi più elevati.”

L’assegno unico per i figli minori (per i maggiorenni cambia riducendosi) avrebbe, secondo quanto emerge dal rapporto della Cisl, i seguenti importi:

  • 800 euro più 1.600 euro per ISR fino a 16.000 euro;
  • 800 euro per un ISR pari a 80.000 euro.

Nel mezzo si trovano delle percentuali variabili come spiega la Cisl nel rapporto:

“Per il restante 70% delle famiglie beneficiarie, infine, l’importo sarà compreso tra questi due estremi a seconda della loro situazione reddituale”.

Il 20% delle famiglie cui spetterebbe l’assegno unico per i figli si trovano nella prima fascia con ISR fino a 16.000 euro e riceverebbero così 200 euro a figlio al mese. Viene così tolto l’ISEE di cui ha parlato anche la ministra Bonetti, come abbiamo anticipato, proprio durante il webinar della Cisl sul rapporto:

“Quelle messe in campo del governo sono misure non riparative, ma proattive. L’assegno rappresenta un approccio nuovo e si inserisce in una riforma fiscale. Si rivolge all’universalità del tema dei figli ed è il migliore possibile. La legge delega non impone l’uso dell’ISEE.”

E ha aggiunto:

“Stiamo facendo delle simulazioni, non c’è una decisione, ma l’orientamento è di non inibire il secondo percettore di reddito. L’idea è partire da luglio: per fare questo serve una “misura- ponte”, per evitare di creare pasticci o enormi disagi ai lavoratori e alle imprese.”

Assegno unico per i figli: la seconda proposta

C’è però per l’assegno unico per i figli una seconda proposta della Cisl contenuta sempre nello stesso rapporto e che riguarda sempre l’importo.

Spiega il sindacato che si vuole frenare “il disincentivo che potrebbe emergere, più frequentemente per le donne, ad accettare un lavoro soprattutto nelle basse classi reddituali (e rispetto a lavori scarsamente retribuiti), a causa dalla perdita di una parte del sussidio fornito dall’AUUF.”

Per questo si è pensato, nel caso quindi di doppia entrata, a una maggiorazione di 500 euro l’anno dell’assegno unico per i figli.

Le proposte della Cisl sull’assegno unico per i figli sono riassunte nel rapporto in una tabella che riportiamo di seguito.

Caratteri generaliAssegno Unico “base” (AUUF1)Assegno Unico “Pro-Work” (AUUF2)
Requisito sulla nazionalità Essere cittadino italiano o comunitario, o possessore di permesso di soggiorno di durata almeno annuale
Requisito sulla residenza Residente in Italia per almeno due anni
Quota fissa del beneficio 800€ per figlio minorenne- 400€ per figlio maggiorenne 800€ per figlio minorenne 500€ per figlio maggiorenne
Quota variabile del beneficio 1.600€ per figlio minorenne - 800€ per figlio maggiorenne 1.500€ per
figlio minorenne, 800€ per figlio maggiorenne
Requisito per quota variabile Nessuno Nucleo beneficiario degli istituti soppressi dalla riforma
Soglia ISR di inizio décalage 16.000€ 16.000€
Soglia ISR di fine décalage 80.000€ 80.000€
Maggiorazione per terzo figlio e successivi 800€ per ciascun figlio oltre al secondo 800€ per ciascun figlio oltre al secondo
Maggiorazione per figlio disabile grave o non autosufficiente +30% in caso di disabilità media o grave, +50% in caso di non autosufficienza +30% in caso di disabilità media o grave,+50% in caso di non autosufficienza
Maggiorazione per nuclei con madre giovane (under21) 1.000€ 1.000€
Maggiorazione per nucleo con second earner Nessuna 500€

Assegno unico e reddito di cittadinanza per la Cisl

L’assegno unico per i figli è compatibile con il reddito di cittadinanza.

Non è chiaro ancora, leggendo la legge delega, quale sarebbe l’importo dell’assegno unico per i figli per i nuclei familiari con minori beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il sindacato scrive nel suo rapporto che se il reddito di cittadinanza è considerato “come una misura di ultima istanza contro la povertà, nella prova dei mezzi per il suo calcolo si dovrebbero includere tutte le fonti di entrata, compreso l’assegno ai figli. È questa la soluzione adottata in molti Paesi europei.”

Questo tuttavia non determinerebbe per chi riceve il reddito di cittadinanza alcun aiuto aggiuntivo, quindi nessun assegno unico per i figli il che sarebbe accettabile se i percettori del sussidio avessero risorse sufficienti per i figli a carico.

Non è così nel nostro Paese, sottolinea la Cisl come più volte è stato evidenziato, perché il reddito di cittadinanza così come è pensato penalizza le famiglie più numerose.

La Cisl pensa così alla soluzione opposta vale a dire la separazione tra le due misure, ma con la conseguenza “che per i nuclei percettori del RDC l’assegno si sommerebbe al RDC stesso. Questa scelta potrebbe però determinare importi del trasferimento complessivo particolarmente elevati per alcune famiglie rispetto alle opportunità offerte dal mercato del lavoro e al costo della vita soprattutto in alcuni contesti territoriali economicamente più arretrati. Il rischio della trappola della povertà potrebbe essere concreto.”

Il testo della legge delega sull’assegno unico per i figli, sottolinea il sindacato, lascia un margine di ambiguità perché se da una parte fa pensare che la prestazione si somma con il reddito di cittadinanza, dall’altra lascia intendere “la possibilità di una sostituzione almeno parziale tra le due prestazioni.”

Il sindacato pertanto sostiene che “probabilmente una soluzione accettabile si trova in una posizione intermedia tra questi due estremi. Ogni soluzione intermedia determina un risparmio nella spesa totale del RDC, che può essere usato per finanziare l’assegno stesso”

L’assegno unico per i figli al momento è chiaro che è in fase di definizione. Non sappiamo se il governo alla fine andrà a prendere in considerazione la proposta del sindacato sugli importi e se le simulazioni per i decreti attuativi porteranno allo stesso risultato.

Presto, prima del 1° luglio si spera, informazioni chiare sull’assegno unico per i figli e sugli importi dovrebbero arrivare dal ministero guidato da Bonetti, pertanto non resta che attendere.

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