Assegno unico: pagamento automatico per chi prende il Reddito di Cittadinanza?

Simone Micocci

6 Luglio 2021 - 19:34

condividi

Assegno unico per i figli: la domanda all’Inps non è sempre necessaria. Per chi prende il Reddito di Cittadinanza questo viene corrisposto d’ufficio.

Assegno unico: pagamento automatico per chi prende il Reddito di Cittadinanza?

C’era molta attesa per l’assegno unico per i figli partito a luglio 2021: una nuova prestazione per il sostegno del reddito delle famiglie che in alcune circostanze verrà accreditato in automatico a chi ne soddisfa i requisiti.

Per quanto riguarda la presentazione delle domande dell’assegno unico, la procedura è partita ormai da qualche giorno e sono diverse le famiglie che hanno inviato richiesta in autonomia, direttamente dalla propria area personale Inps, così come sono molti coloro che invece hanno deciso di rivolgersi al patronato. Ma c’è una categoria che - come si legge chiaramente nell’ultimo messaggio Inps - non deve presentare domanda: si tratta dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

Per questi, infatti, il nuovo assegno unico verrà accreditato d’ufficio nel caso in cui nell’Isee siano presenti figli minorenni.

Assegno unico da luglio: ecco per chi

L’assegno unico è quello strumento che - per adesso, ossia da luglio a dicembre 2021 - verrà pagato esclusivamente a coloro che non possono fare richiesta degli assegni al nucleo familiare (i quali, invece, continueranno a essere pagati per tutto il 2021).

Per questo motivo si parla di assegno unico “ponte”: obiettivo del Governo, infatti, è di arrivare a gennaio 2022 con un solo strumento, facendo sì che tutti gli attuali bonus famiglia possano convogliare all’interno dell’assegno unico, e universale, per i figli.

Al momento, quindi, condizioni necessarie per avere diritto a questo strumento sono:

  • essere escluso dalla possibilità di beneficiare l’assegno al nucleo familiare. Attenzione, per questa condizione si guarda a tutto il nucleo familiare: basta che ci sia anche una sola persona che percepisce gli ANF per i familiari a carico e si è esclusi dalla possibilità di richiedere l’assegno unico;
  • di fatto, possono richiedere l’assegno unico ponte coloro che sono disoccupati, ma anche gli incapienti e i lavoratori autonomi;
  • avere un Isee (in corso di validità) inferiore ai 50.000€;
  • avere, ovviamente, almeno un figlio minorenne a carico.

Per percepirlo bisognerà fare domanda avvalendosi dei servizi telematici dell’Inps. Sappiamo, a tal proposito, che anche per chi fa domanda con qualche settimana di ritardo non ci sarà problema nel ricevere anche le mensilità di luglio: nel dettaglio, c’è tempo fino al 30 settembre per fare domanda e percepire anche gli arretrati di luglio e agosto.

Assegno unico pagato in automatico: ecco per chi

Il testo del decreto sull’assegno unico, pubblicato il mese scorso in Gazzetta ufficiale, ci spiega come funziona l’assegno unico per quelle famiglie che percepiscono il Reddito di Cittadinanza.

E tra le novità indicate dal provvedimento c’è anche quella per cui coloro che già prendono il Reddito di Cittadinanza - e ovviamente non percepiscono nel contempo l’assegno al nucleo familiare e non si trovano neppure nella condizione per farlo - riceveranno l’assegno unico familiare sulla stessa carta RdC di Poste Italiane. Ci sarà un ricalcolo del beneficio, dal quale verrà sottratta la quota minori e sarà implementato l’’assegno unico. Questa operazione comporterà un aumento del Reddito di Cittadinanza: qui trovate tutte le informazioni a riguardo.

Ed è importante sapere che chi si trova nella suddetta condizione non deve fare domanda dell’assegno unico. Si legge nel provvedimento, infatti, che questo verrà corrisposto d’ufficio (anche se non è ancora chiaro da quando). Sarà l’Inps, in base alle informazioni in proprio possesso, a valutare chi si trova nella condizione di percepire l’assegno unico per i figli e a pagarlo in automatico.

Iscriviti a Money.it

Selezionati per te

Correlato

Assegno unico: cosa cambia dal 2022

Prestazioni a sostegno del reddito

Assegno unico: cosa cambia dal 2022