Qe con l’alibi verde: Bce e Bank of Japan compreranno bond ESG per il post-Covid

12 Luglio 2021 - 14:12

12 Luglio 2021 - 14:48

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A poche ore dall’apologia di Larry Fink (BlackRock), le due Banche centrali annunciano - fra le righe - come la transizione ecologica diventerà la chiave per proseguire con le politiche espansive

Qe con l'alibi verde: Bce e Bank of Japan compreranno bond ESG per il post-Covid

La situazione si sta facendo decisamente sgradevole. Perché quando il Wall Street Journal si trova costretto a pubblicare un articolo dal titolo Higher inflation is here to stay for years, economists forecast, significa che un’intera narrativa è crollata. Occorre passare al piano B. E apparentemente, anche in fretta. Perché queste due immagini
Guide1 Fonte: Jeff Weniger
Guide2 Fonte: Barron’s online
parlano da sole, lasciando in bocca il sapore amaro di un déjà vu del 2008 che sta borbottando come caffè nella moka. Se infatti la ratio fra prezzi medi della abitazioni e reddito medio negli Usa comincia a rimandare sinistri scricchiolii, peggio ancora ci si sente dopo aver letto l’intervista del potente numero uno della Fed di Dallas, Robert Kaplan, concessa a Barron’s.

Di fatto, una palese constatazione di effetto collaterale in atto rispetto ai 40 miliardi di acquisti di Mbs al mese compiuti dalla Fed, giudicati ormai forieri di criticità che superano i benefici in base alle metriche del mercato immobiliare. Tradotto, se taper deve essere, si cominci da lì. Eliminazione totale? Qe pandemico che scenderebbe quindi da 120 a 80 miliardi al mese di controvalore, già dall’autunno, concentrandosi solo sul debito governativo? E Wall Street, come la prenderà?

Tranquilli, la giornata di oggi pare destinata a un futuro da precedente cerchiato in rosso sul calendario delle grandi manipolazioni di mercato. Se infatti l’appello di Janet Yellen al G20 rispetto ai rischi posti dalla variante Delta alla ripresa economica globale è apparso a tutti in chiaro segnale di come gli Usa intendano mantenere alta la bandiera delle politiche espansive ancora per molto tempo, a svelare quale sarebbe il piano B ci ha pensato il numero uno di BlackRock, Larry Fink. Il capo del principale fondo di investimento al mondo, infatti, ha sfruttato la sua presenza alla Conferenza internazionale sul clima tenutasi a Venezia a latere dei lavori del G20 per inviare un chiaro messaggi: lo scafo comincia a imbarcare acqua, è ora che entrino in campo anche Banca Mondiale e Fmi. In quale contesto?

Ma ovviamente in quello della transizione green, definita da Fink l’inizio della più profonda trasformazione del sistema finanziario che ho visto nei miei 40 anni di carriera nella finanza. Con oltre 400 miliardi di dollari di inflows nel solo 2020, il comparto ESG è ormai più della next big thing dei mercati di investimento, come mostrano questi grafici.
Guide3 Fonte: Bloomberg
Guide4 Fonte: Bank of America
Guide5 Fonte: CNBC
L’ultimo dei quali svela anche il motivo che sottende l’urgenza e la determinazione dell’appello di Larry Fink alle principali istituzionali finanziarie sovranazionali: i primi dieci detentori di quote dell’ETF flagship del settore sono infatti anche i contrafforti dell’intero sistema. Al netto della credibilità del loro reale impegno ambientalista, ovviamente. E con l’Fmi fresco di deliberazione per 650 miliardi di nuovi diritti di prelievo, quale momento migliore per pungolarne ulteriormente la generosità?

Ma attenzione, perché il meglio è appunto arrivato questa mattina. Parlando a Bloomberg TV, Christine Lagarde ha infatti preannunciato alcune interessanti variazioni e cambiamenti al meeting della Bce del 22 luglio, tali da tramutare quel board pre-feriale in un appuntamento veramente importante. La forward guidance sarà certamente rivista. In che modo? Dopo aver ribadito che l’attuale Pepp da 1,85 trilioni di euro resterà attivo almeno fino al marzo 2022, Christine Lagarde ha parlato chiaramente di una sua transizione verso un nuovo formato dopo quella data. Nessuna anticipazione ulteriore, però. Reazione dell’euro alla notizia? Encefalogramma piatto. Borse europee? Idem.

La numero uno dell’Eurotower ha definitivamente perso il magic touch? In compenso, a svelare l’altarino globale in elaborazione a Francoforte e con esso - implicitamente - la gravità di una situazione che rende necessario il contemporaneo schieramento in campo di variante Delta e accelerazione sulle nuove guidance, ci ha pensano questo grafico,
Guide6 Fonte: Bloomberg
relativo alle emissioni record di debito ESG nell’eurozona e l’annuncio fatto dell’antesignano di ogni manipolazione di mercato su larga scala: la Bank of Japan. Una fonte anonima, infatti, ha svelato alla Reuters come la Banca centrale nipponica stia considerando da subito l’acquisto di green bonds attraverso l’Asia Bond Fund, veicolo ad hoc creato nel 2005 dall’Executives’ Meeting of East Asia-Pacific Central Banks (EMEAP).

Ufficialmente, una mossa coordinata delle Banche centrali asiatiche per promuovere e far sviluppare il mercato obbligazionario dell’area. In realtà, l’alibi politically correct e spendibile ad libitum dopo la fine della pandemia per caricare ancora a dismisura i bilanci degli Istituti centrali, continuando così a inondare di liquidità il mercato. Insomma, paradossalmente, a poche ore dall’annuncio della Cina rispetto alla fine dell’emergenza estinzione per il panda, l’intero castello di narrativa che ha visto in Greta Thunberg il simbolo di una rivoluzione non più rinviabile ha svelato parte del suo vero volto: l’ennesima scusa per continuare a stampare, monetizzare debito e finanziare deficit. Sostenendo, nel contempo, i mercati finanziari.

Con somma gioia di un Larry Fink talmente in ansia da essere sceso in campo in prima persona. Insomma, tranquilli: il rally può continuare - almeno, per un altro po’ - grazie ai ghiacciai che si sciolgono e ai pinguini che sudano. Speriamo che almeno la giovane pasionaria svedese sia ricompensata con ricche stock options...

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