Agenda macro 13 dicembre 2018: riunione Bce, quale sarà la politica monetaria del futuro?

Oggi il vero protagonista della giornata sarà il meeting della Bce: il presidente Mario Draghi dovrà indicare la via maestra per la politica monetaria che verrà dopo la fine del Quantitative Easing

Agenda macro 13 dicembre 2018: riunione Bce, quale sarà la politica monetaria del futuro?

Oggi l’evento più importante nel nostro calendario macro è sicuramente l’ultima riunione dell’anno della Banca Centrale Europea.

Il vertice sarà anticipato in mattinata dalla lettura finale dell’inflazione tedesca relativa allo scorso mese che, se dovesse essere confermato quanto emerso in sede preliminare, offrirà non pochi spunti di riflessione al board di banchieri dell’Eurotower.

L’istituto centrale dovrà valutare le implicazioni della recente debolezza dei dati economici mostrati dalle principali economie del blocco euro. Secondo le proiezioni raccolte da Bloomberg fra gli analisti, nella conferenza stampa che seguirà il vertice dovrebbe prevalere un tono ancora accomodante, nonostante il presidente Mario Draghi annuncerà la fine del programma di Quantitative Easing. L’annuncio è però già ampiamente scontato dal mercato e di per se non dovrebbe muovere i titoli.

Ciò che invece catalizzerà gran parte dell’attenzione saranno le frasi in merito alle future azioni di politica monetaria, che invece dovrebbero seguire una linea flessibile dipendente dall’andamento di crescita e inflazione. La prosecuzione della politica accomodante dovrebbe essere una buona notizia per gli investitori, visti i timori di un inasprimento prematuro del costo del denaro, che dovrebbe invece rimanere stabile almeno fino all’estate 2019.

Germania: inflazione finale di novembre apre le danze

Ad aprire la giornata degli appuntamenti macro il rilascio delle letture finali dei prezzi al consumo tedeschi relative al mese di novembre. Gli analisti censiti da Bloomberg non si aspettano variazioni significative rispetto la lettura preliminare. Il dato CPI su base mensile dovrebbe quindi rimanere stabile allo 0,1%, mentre il dato su base annuale dovrebbe rimane fermo al 2,3%. Stime analoghe per i dati armonizzati Ue, che sono attesi allo 0,1% e al 2,2% rispettivamente per le rilevazioni mensile ed annuale.

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