15 azioni che saliranno con i $1.400 miliardi promessi a Trump dagli Emirati

Claudia Cervi

25 Marzo 2025 - 13:09

L’accordo tra Stati Uniti ed Emirati Arabi porterà un afflusso record di liquidità su Wall Street per i prossimi 10 anni. Ecco le aziende che potrebbero trarne i maggiori benefici.

15 azioni che saliranno con i $1.400 miliardi promessi a Trump dagli Emirati

Stati Uniti ed Emirati Arabi hanno siglato un accordo da 1.400 miliardi di dollari destinato a ridisegnare gli equilibri del commercio mondiale. Un investimento che si estenderà su dieci anni e che toccherà settori strategici come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, l’energia e la manifattura.

L’impegno emiratino non solo rafforza i legami economici con gli Stati Uniti, ma potrebbe innescare un nuovo rally su Wall Street, con almeno 15 titoli che potrebbero beneficiare di questi investimenti.

Tra i settori più interessati ci sono quelli legati alla trasformazione digitale e all’innovazione tecnologica, con aziende coinvolte nell’intelligenza artificiale e nei semiconduttori che vedranno un forte incremento della domanda. Nel settore dell’energia, il fondo di investimento arabo ADQ e il partner statunitense Energy Capital Partners hanno già annunciato investimenti per creare data center e infrastrutture energetiche per 25 miliardi di dollari.

Oltre agli investimenti diretti, questo accordo ha il potenziale di ridefinire anche le alleanze internazionali, con gli Emirati che, pur mantenendo i legami con la Cina, sembrano orientarsi verso un rafforzamento della cooperazione con Washington. Il piano ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un punto di svolta per l’economia globale, creando nuove opportunità per le aziende americane e, di riflesso, per gli investitori che seguiranno da vicino questo fenomeno.

Vediamo nel dettaglio quali sono le 15 azioni che saliranno con i $1.400 miliardi promessi a Trump dagli Emirati.

15 azioni che saliranno con i $1.400 miliardi promessi a Trump dagli Emirati

Il maxi-piano da 1.400 miliardi di dollari promesso dagli Emirati Arabi a Donald Trump rafforzerà in modo mirato le aziende statunitensi attive nei settori strategici a maggiore intensità di capitale. L’obiettivo, evidente ma non dichiarato, è ridurre la dipendenza emiratina dalle partnership tecnologiche con la Cina, dirottando la cooperazione verso l’industria americana. In questo contesto, vediamo di seguito i titoli che potrebbero beneficiare in modo diretto di questa ondata di capitali:

1) Nvidia
Nvidia (NVDA) è tra le azioni più promettenti che potrebbero trarre vantaggio dagli investimenti in arrivo dagli Emirati Arabi. Già leader indiscusso nel settore dell’intelligenza artificiale, l’azienda ha appena fatto il suo ingresso nell’AI Infrastructure Partnership, un consorzio con sede ad Abu Dhabi che include nomi del calibro di BlackRock e Microsoft. L’obiettivo è quello di raccogliere 100 miliardi di dollari per potenziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, costruire nuovi data center e ampliare le capacità di quelli esistenti negli Stati Uniti e nei paesi partner.

Questo piano di rafforzamento delle infrastrutture digitali porterà a un forte incremento della domanda di GPU ad alte prestazioni, mercato in cui Nvidia domina su scala globale. L’ondata di investimenti destinati alla realizzazione di strutture per l’elaborazione dei dati e per l’AI avanzata potrebbe tradursi in una spinta importante per i ricavi del colosso californiano.

2) Microsoft
Anche Microsoft (MSFT) potrebbe beneficiare di nuovi investimenti infrastrutturali. L’afflusso di capitali destinati alla costruzione di data center e allo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa, come Copilot, rafforzerà la sua competitività sul mercato, mettendola in una posizione di forza rispetto ai concorrenti.

La lunga e consolidata collaborazione con il Dipartimento della Difesa e altre agenzie federali statunitensi fa di Microsoft un partner chiave in qualsiasi piano industriale volto a consolidare la leadership tecnologica degli Stati Uniti. In questo contesto, la possibilità di ottenere nuovi contratti pubblici e privati, anche grazie agli investimenti provenienti dagli Emirati, getta le basi per un nuovo slancio del titolo a Wall Street.

3) Alphabet
Sono diversi i motivi per cui Alphabet (GOOGL) potrebbe salire grazie agli investimenti emiratini. Attraverso Google Cloud e altre applicazioni AI, l’azienda potrebbe intercettare una parte significativa dei fondi destinati a potenziare le infrastrutture digitali, soprattutto negli Stati Uniti. La costruzione di nuovi data center non solo permetterebbe a Google di aumentare la capacità di elaborazione dati, ma offrirebbe anche lo slancio necessario per far evolvere la propria piattaforma AI più rapidamente e su larga scala. Inoltre i data center all’avanguardia di Alphabet, progettati per consumare meno energia e ridurre le emissioni, si allineano perfettamente con la volontà di Abu Dhabi di finanziare progetti a basso impatto ambientale.

4) Oracle
Oracle (ORCL) è da anni unpartner strategico del governo statunitense e della pubblica amministrazione di diversi Paesi, tra cui l’Italia. Il suo punto di forza è la gestione dei dati: l’azienda fornisce soluzioni robuste e sicure per l’archiviazione, l’elaborazione e l’analisi delle informazioni, diventando un punto di riferimento per enti pubblici e realtà sensibili, dove la protezione dei dati è cruciale. Proprio per questo motivo, Oracle collabora stabilmente con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e con altre agenzie federali, offrendo infrastrutture tecnologiche adatte a gestire servizi critici e informazioni riservate.

In questo scenario, l’interesse di Abu Dhabi per infrastrutture digitali sicure, scalabili e conformi a standard rigorosi apre la strada a nuovi investimenti che potrebbero favorire direttamente Oracle. L’azienda, infatti, è perfettamente in linea con le esigenze di modernizzazione tecnologica e di sicurezza dei dati che guidano i piani industriali emiratini, senza entrare in conflitto con le normative americane sulla protezione delle informazioni strategiche. L’afflusso di capitali potrebbe dare un’ulteriore spinta alla crescita dei ricavi e rafforzare il valore del titolo in Borsa.

5) Intel
Intel (INTC) potrebbe beneficiare dell’ondata di capitali dagli Emirati Arabi, accelerando ulteriormente la costruzione di nuovi impianti produttivi. L’azienda è al centro della strategia di rilocalizzazione produttiva negli Stati Uniti, in linea con le politiche di sicurezza tecnologica promosse dall’amministrazione Trump, che mira a ridurre la dipendenza dagli impianti asiatici, in particolare da quelli cinesi. L’obiettivo è rafforzare una filiera domestica per la produzione di semiconduttori, cruciale per la sicurezza nazionale e l’indipendenza tecnologica. Intel, con il suo ruolo storico nell’industria tecnologica e il sostegno bipartisan che riceve, potrebbe consolidare il suo ruolo centrale nella catena di approvvigionamento dei semiconduttori, contribuendo a ridisegnare gli equilibri produttivi mondiali.

6) GlobalFoundries
GlobalFoundries (GFS) è uno dei principali produttori di semiconduttori negli Stati Uniti, specializzato nella realizzazione di chip per settori strategici come la difesa, l’automotive e l’industria. Gli Emirati sono particolarmente interessati a investire in aziende che giocano un ruolo cruciale nella sicurezza tecnologica globale, soprattutto nel settore dei semiconduttori, che è diventato sempre più strategico in un contesto geopolitico incerto.

Con la crescente domanda di semiconduttori, alimentata dal boom tecnologico e dalla necessità di ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento asiatiche, il sostegno a GlobalFoundries rappresenterebbe per gli Emirati un’opportunità per rafforzare i legami industriali con gli Stati Uniti, diminuendo allo stesso tempo l’esposizione alle forniture dalla Cina.

In questo contesto, GlobalFoundries potrebbe beneficiare di un ciclo di crescita sostenuto sia da investimenti pubblici che privati.

7) Texas Instruments
Texas Instruments (TXN), leader nei semiconduttori per il settore industriale e automobilistico, è tra i titoli che potrebbero sfruttare l’alleanza tra l’industria americana e gli investitori del Golfo. Gli Emirati, infatti, sono fortemente orientati allo sviluppo di infrastrutture energetiche avanzate, un settore in cui TXN è un attore fondamentale, grazie alla fornitura di componenti cruciali.

Inoltre, la solida presenza di Texas Instruments negli Stati Uniti si allinea perfettamente con le politiche dell’amministrazione Trump, che mira a rafforzare la filiera tecnologica nazionale e ridurre la dipendenza dalle forniture estere. In questo contesto, gli investimenti emiratini potrebbero incrementare la domanda per i prodotti di TXN, stimolando una crescita continua e aumentando l’interesse degli investitori sul titolo.

8) NextDecade
NextDecade (NEXT) sarà uno dei beneficiari diretti dell’accordo con gli Emirati, grazie alla collaborazione con XRG, il braccio internazionale di Adnoc. La compagnia texana, specializzata nell’esportazione di gas naturale liquefatto (LNG), riceverà investimenti significativi per espandere la propria infrastruttura e aumentare la capacità produttiva.

Questo sostegno finanziario rientra nella strategia più ampia degli Stati Uniti di rafforzare l’export energetico, con un impatto positivo sul bilancio commerciale e sull’autonomia energetica del Paese. Per NextDecade, l’afflusso di capitali emiratini rappresenta un’opportunità per accelerare la crescita e consolidare la sua posizione nel settore.

9) ExxonMobil
ExxonMobil (XOM), gigante dell’energia americana, potrebbe attrarre parte dei capitali emiratini per progetti orientati alla transizione energetica e allo sviluppo di infrastrutture avanzate. Gli Emirati, particolarmente interessati a investimenti a basse emissioni e a iniziative nel settore chimico industriale, vedono in Exxon un partner ideale per ampliare la cooperazione energetica, estendendo la collaborazione anche oltre l’industria tradizionale dell’oil & gas. Grazie a questi capitali, Exxon potrebbe rafforzare la propria leadership nel mercato energetico e diversificare le sue donti di reddito con ricadute positive sul valore del titolo nel lungo periodo.

10) Chevron
Chevron (CVX) si trova in una posizione simile a quella di ExxonMobil, con un portafoglio di progetti innovativi focalizzati sulla chimica e sulle energie a basse emissioni. La capacità dell’azienda di adattarsi alle nuove esigenze del mercato energetico, integrando soluzioni sostenibili e tecnologicamente avanzate, la rende un partner ideale per gli investitori emiratini, che sono sempre più interessati a diversificare le loro partecipazioni.

Gli investimenti provenienti dagli Emirati potrebbero sostenere l’espansione delle attività di Chevron negli Stati Uniti, contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Inoltre, una cooperazione più stretta con il Golfo potrebbe aumentare l’interesse per il titolo, favorendone un rialzo.

11) Caterpillar
Caterpillar (CAT) è un’altra azienda americana che potrebbe crescere velocemente grazie all’accordo tra Stati Uniti ed Emirati Arabi. Gli investimenti in costruzioni, data center e infrastrutture energetiche genereranno una domanda crescente per le macchine e soluzioni industriali di Caterpillar.

Gli Emirati, focalizzati sulla realizzazione fisica di queste infrastrutture, potrebbero trovare in Caterpillar un partner ideale per sviluppare sinergie produttive e operative. Questo contesto, caratterizzato da una forte domanda di macchinari e attrezzature per grandi progetti infrastrutturali, potrebbe tradursi in un incremento degli ordini e nel rafforzamento della redditività di Caterpillar, sostenendo così il valore del titolo nel medio termine.

12) Deere & Co.
Anche Deere & Co. (DE), leader nella produzione di macchinari per l’agricoltura e la costruzione, potrebbe trarre vantaggio dall’espansione delle infrastrutture fisiche, in particolare nei settori energetico e logistico. I progetti infrastrutturali finanziati da capitali emiratini genereranno una maggiore domanda per attrezzature avanzate, un settore in cui Deere è altamente specializzata. Inoltre, l’innovazione nei macchinari industriali, in particolare in quelli per l’automazione, si allinea con le esigenze dei grandi progetti moderni. Questo scenario potrebbe tradursi in una solida crescita delle vendite e in un rialzo significativo del titolo.

13) Fluor Corporation
Fluor Corporation (FLR) è ben posizionata per ottenere contratti diretti nei progetti infrastrutturali strategici, aumentando il proprio portafoglio ordini. Grazie alla sua esperienza nella gestione di cantieri complessi e nella costruzione di impianti avanzati, Fluor rappresenta un partner ideale per gli investitori emiratini, che cercano aziende affidabili negli Stati Uniti per realizzare grandi progetti. La partecipazione di Fluor a queste iniziative finanziate dagli Emirati potrebbe migliorare significativamente le sue performance, con un potenziale rialzo del valore azionario nel medio-lungo periodo.

14) Nucor
Nucor (NUE), uno dei principali produttori di acciaio degli Stati Uniti, vedrà un aumento della domanda grazie all’espansione delle infrastrutture e alla crescita del reshoring produttivo. Con la costruzione di nuovi impianti e data center, l’acciaio diventa essenziale e Nucor è ben posizionata per soddisfare questa necessità. Gli Emirati, con i loro investimenti nel rafforzamento della capacità industriale americana, potrebbero contribuire ad aprire nuovi impianti e a potenziare la produzione, favorendo così l’occupazione e supportando la politica di rinforzo della filiera produttiva interna.

15) US Steel
US Steel (X), altro gigante dell’acciaio, potrebbe beneficiare indirettamente degli investimenti emiratini. Nuovi investimenti nelle infrastrutture energetiche e tecnologiche faranno aumentare la domanda di acciaio di qualità. L’afflusso di capitali pubblici e privati porterà nuova linfa al settore, offrendo solide prospettive di crescita per il titolo, con possibili guadagni nel medio periodo.