Due gestori di hedge fund tra i più osservati di Wall Street hanno scelto di incrementare in modo significativo la propria esposizione su Meta Platforms nel secondo trimestre del 2026, proprio mentre il titolo attraversava una fase di crescente scetticismo da parte del mercato.
I documenti 13F depositati presso la SEC, che fotografano le posizioni al 30 giugno, mostrano che Bill Ackman attraverso Pershing Square ha aumentato la partecipazione di circa il 20 percento, portandola a rappresentare quasi il 10 percento del portafoglio, mentre David Tepper con Appaloosa Management ha incrementato la propria quota di oltre il 50 percento, fino a farne una posizione intorno al 5 percento.
Come sta andando il titolo Meta?
Questi movimenti, sebbene riferiti a un periodo ormai concluso, assumono un rilievo particolare perché coincidono con un momento in cui il titolo di Meta Platforms ha perso terreno rispetto ai livelli di fine trimestre e rispetto all’inizio di aprile.Il ritardo fisiologico delle dichiarazioni 13F rende i dati già datati al momento della pubblicazione.
Dal 30 giugno il titolo è sceso di circa il 3 percento, e dall’inizio del secondo trimestre il calo si è attestato intorno al 6 percento. Chi ha acquistato in qualsiasi momento tra aprile e giugno ha quindi operato a prezzi mediamente più alti rispetto a quelli disponibili nelle settimane successive alla pubblicazione dei risultati trimestrali. Quella finestra di tempo, in altre parole, offre oggi un punto di ingresso teoricamente più conveniente rispetto a quello sfruttato dai due investitori, almeno in termini di quotazione di mercato.Il contesto che ha determinato la correzione è legato principalmente alla trimestrale del secondo trimestre.
I ricavi di Meta Platforms sono cresciuti del 28 percento, un’accelerazione robusta sostenuta dalla pubblicità e dal miglioramento dei sistemi di raccomandazione e targeting basati sull’intelligenza artificiale. Tuttavia i costi e le spese complessive sono aumentati del 55 percento, comprimendo i margini operativi e facendo scendere l’utile operativo. Il flusso di cassa libero ha subito un crollo del 91 percento, riducendosi a poche centinaia di milioni di dollari, perché gran parte della liquidità generata dal business pubblicitario è stata assorbita dagli investimenti in infrastrutture di calcolo. La società ha alzato la fascia bassa della guidance di capitale per il 2026, indicando una spesa compresa tra 130 e 145 miliardi di dollari, un impegno enorme destinato a data center, server e capacità di addestramento dei modelli.
Prospettive di crescita da rivedere
Mark Zuckerberg ha tentato di rassicurare il mercato con un documento dedicato alle ambizioni dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale, illustrando come una parte rilevante della capacità di calcolo sarà impiegata per migliorare il business esistente, per sviluppare agenti personali e aziendali e, in prospettiva, per offrire servizi a grandi clienti. Il mercato, però, ha interpretato quelle indicazioni come ancora insufficienti a delineare un percorso chiaro e ravvicinato di monetizzazione. La domanda che resta aperta è se e quando gli investimenti miliardari si tradurranno in nuove linee di ricavo sostenibili, oltre al rafforzamento della macchina pubblicitaria già esistente.Questa incertezza si riflette nelle valutazioni.
Meta Platforms tratta a circa 17,5 volte gli utili attesi, un multiplo inferiore rispetto alle 21,4 volte dell’S&P 500. Il mercato sta quindi prezzando aspettative di crescita futura più contenute rispetto all’indice generale, segno di un disincanto verso la capacità dell’azienda di trasformare rapidamente la spesa in intelligenza artificiale in profitti aggiuntivi. Proprio questo scarto di valutazione è, secondo molti osservatori, la ragione per cui due investitori noti per l’approccio value e per la pazienza di lungo periodo hanno deciso di incrementare le posizioni.
Questa settimana, inoltre, Meta si è accordata con 48 stati statunitensi per pagare fino a 18 miliardi di dollari di risarcimenti e chiudere un processo in cui era accusata di aver progettato volontariamente i suoi social media per creare dipendenza e di aver violato la privacy degli utenti minorenni. I pagamenti saranno distribuiti su 10 anni.
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La tesi degli hedge fund
Bill Ackman e David Tepper tendono a comprare quando il consenso è più cauto e i prezzi incorporano già una buona dose di pessimismo, scommettendo che il tempo e l’esecuzione operativa possano colmare il divario tra percezione e realtà.La scommessa, in sostanza, è che Meta Platforms riesca a convertire la propria scala, i dati e l’infrastruttura in un vantaggio competitivo duraturo nel campo dell’intelligenza artificiale, senza che i costi correnti erodano in modo permanente la qualità del business.
Se questa tesi si rivelasse corretta, il titolo partirebbe da un livello di prezzo relativamente contenuto rispetto alle prospettive di lungo termine. Se invece la monetizzazione tardasse o i ritorni sugli investimenti risultassero inferiori alle attese, il mercato potrebbe continuare a penalizzare il titolo nonostante la crescita dei ricavi pubblicitari. I due investitori, con le loro mosse del secondo trimestre, hanno scelto di posizionarsi sul primo scenario, accettando la volatilità di breve periodo in cambio di un’esposizione a quella che considerano un’opportunità di valore.