Wework verso l’IPO con una perdita di $900 milioni

La compagnia statunitense potrebbe sbarcare a Wall Street già il mese prossimo, ma pesano gli oltre 900 milioni di dollari di perdita netta registrati. I dettagli

Wework verso l'IPO con una perdita di $900 milioni

Wework approda a Wall Street. Ad annunciarlo la stessa compagnia, che ha fatto sapere di aver fornito già tutta la documentazione alla Sec, lasciando ipotizzare un’IPO per il prossimo mese.

La società statunitense - che fornisce spazi di co-working - si appresta al fondamentale passo non senza importanti basi di crescita, che dal 2010 ad oggi l’hanno portata a diventare una delle realtà più interessanti sul panorama economico e a estendere e diversificare le sue attività.

Forte di investitori del calibro di Goldman Sachs, SoftBank e Benchmark, la valutazione più recente di WeWork avrebbe un valore che tocca quota 47 miliardi di dollari. Ma il quadro non è tutto roseo per l’azienda, i cui problemi di liquidità sono ben noti.

Chiuso il 2018 segnando 1,9 miliardi di dollari alla voce perdite, vede al momento quella cifra sui 900 milioni di dollari, di gran lunga superiori ai rossi fatti registrare da Uber e Lyft.

Stando a questi numeri, sembrano inevitabili le domande e i dubbi sollevati da Wall Street, nell’imminenza del tanto atteso approdo in Borsa.

Wework verso l’IPO con una perdita di $900 milioni

Col suo imminente approdo in Borsa, la giovane azienda USA va a completare un 2019 ricco di esordi importanti a Wall Street sul fronte tech.

Ma il quesito principale che circola tra gli investitori è quale sarà la strada che porterà la compagnia verso la redditività.

Secondo Kathleen Smith - numero uno di Renaissance Capital - il punto chiave per il futuro della realtà sta nel non sottovalutare nessun aspetto del suo business, portando avanti una comunicazione trasparente con i potenziali traders.

Smith sostiene infatti che la compagnia fondata da Adam Neumann e Miguel McKelvey abbia “un buon marchio”, ma - aggiunge - agli investitori non possono bastare soltanto dei concetti interessanti:

“Lo scenario può davvero essere allettante per chi investe, ma ci vorrà molto tempo per dare un senso dal punto di vista del profitto”.

L’azienda - prosegue Smith - dovrà riuscire in qualcosa che apparentemente società come Uber e Lyft “non sono riuscite a fare”:

“WeWork dovrebbe impegnarsi a mostrare un modello chiaro per il futuro, e per fare questo non può evitare di affrontare anche i punti critici della sua attività”.

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