Elon Musk ridimensiona il valore del Curriculum Vitae: per essere assunti nelle sue aziende contano colloquio, risultati raggiunti e qualità personali.
Nelle scorse settimane è diventato virale un annuncio di lavoro di Elon Musk per la ricerca di collaboratori esperti incaricati di testare le funzionalità di Grok, l’intelligenza artificiale collegata al social network X, soprattutto per la paga offerta, che può arrivare fino a 260 euro al giorno.
E si tratta solo di una delle tante opportunità di lavoro previste dalle aziende che, in qualche modo, sono collegate a quello che attualmente è l’uomo più ricco al mondo. Anche Tesla, infatti, ha più volte avviato selezioni di personale arrivate anche in Italia, con stipendi fino a 270.000 euro l’anno e persino la possibilità di lavorare da remoto.
Va detto che ogni volta che Elon Musk assume l’attenzione è massima: d’altronde, quale migliore occasione per crescere professionalmente se non quella di lavorare alle dipendenze di uno degli uomini più influenti al mondo? Un vero e proprio visionario, che tuttavia ha convinzioni molto precise quando si parla di assunzioni.
È quindi lecito chiedersi cosa serva per fare colpo su una persona come Elon Musk ed essere assunti in una delle sue aziende. Fermo restando che, ovviamente, non è lui in prima persona a occuparsi dello screening di ogni candidato, è ragionevole immaginare che abbia dato precise indicazioni agli uffici delle risorse umane.
Ecco perché una recente intervista in cui Elon Musk ridimensiona l’importanza del Curriculum Vitae, spiegando cosa conta davvero per convincerlo della validità di un candidato, è particolarmente interessante per chi sogna di lavorare un giorno per una delle sue aziende.
Elon Musk non guarda il Curriculum Vitae, ecco perché
Quando ci si candida per un’offerta di lavoro, la prima cosa che si fa è controllare il Curriculum Vitae, assicurarsi che sia tutto corretto e procedere con l’invio, spesso allegando anche una lettera di presentazione così da avere maggiori possibilità di essere presi in considerazione. In particolare, il Curriculum Vitae deve presentare alcune caratteristiche essenziali: uno stile fresco e la capacità di far emergere il meglio del candidato in uno spazio ridotto, solitamente non superiore a una pagina.
Ma quanto è determinante il CV (e soprattutto quanto c’è scritto al suo interno)? Molto nella prima fase, quella in cui si valutano i candidati con cui procedere nella selezione. Un buon Curriculum consente infatti di spiccare tra centinaia di candidati e di avere maggiori possibilità di arrivare a un colloquio di lavoro, dove potersi raccontare e giocare le proprie carte.
Attenzione, però, perché da quel momento in poi il Curriculum viene quasi dimenticato dai recruiter. Nel confronto di persona, infatti, tanto le esperienze pregresse quanto i titoli non sono più così rilevanti.
È dello stesso parere Elon Musk, il quale in un’intervista recente - nel nuovo episodio del podcast condotto dal co-fondatore di Stripe John Collison e dal podcaster tecnologico Dwarkesh Patel - ha spiegato di non dare così tanto valore al Curriculum della persona, specialmente quando non è accompagnato da altre caratteristiche.
In particolare, Musk dà molto peso al colloquio. Questa convinzione nasce anche da errori commessi in passato. Gli è capitato, infatti, di cadere in quello che viene definito effetto “polvere di fata”, ossia la convinzione per cui un candidato che ha maturato esperienze importanti in aziende virtuose, come Google o Apple, possa automaticamente rappresentare la migliore risorsa possibile da assumere.
In quel caso basterebbe guardare al CV per scegliere i candidati, ma attenzione: questo approccio può portare a cadere in errore. Non è infatti così semplice, anche perché ogni contesto è a sé e non è detto che un lavoratore che ha performato bene in un’altra realtà possa farlo automaticamente anche nella propria.
Per questo motivo Musk ha iniziato a dare maggiore importanza al colloquio: già i primi 20 minuti possono essere sufficienti per capire se un candidato è più o meno adatto. “Bisogna credere nella conversazione, non al CV”, sottolinea Musk, che dà quindi priorità al modo in cui una persona è in grado di comunicare le proprie competenze.
“In genere, quello che dico agli altri, e che dico anche a me stesso, è: non guardare il Curriculum”, ha affermato Musk nel podcast. “Abbi fiducia nella tua interazione.”
Cosa serve per essere assunti da Musk?
Alla luce di questo, se avete letto un annuncio per una delle aziende guidate da Elon Musk e intendete candidarvi, prestate sì attenzione al Curriculum, ma preparatevi soprattutto a un eventuale colloquio. Un consiglio che vale per qualsiasi azienda, ma che nel caso di Musk assume un peso ancora maggiore.
Il motivo è semplice: Musk non sembra cercare soltanto titoli ed esperienze. Quello che vuole vedere sono risultati raggiunti, meglio ancora se fuori dal comune. In più occasioni ha infatti spiegato di prestare molta attenzione alle prove di capacità eccezionali, cioè a ciò che una persona ha realmente fatto. Ecco perché bisogna saper indicare uno, due o tre esempi capaci di dimostrarlo davvero. Esperienze anche insolite, purché significative: qualcosa che faccia capire che il candidato è stato in grado di andare oltre l’ordinario.
Musk guarda però anche ad altri aspetti: affidabilità, determinazione e capacità di lavorare bene con gli altri. Ha ammesso, in passato, di aver sottovalutato l’importanza della bontà d’animo, salvo poi riconoscere quanto conti avere in squadra persone non solo brillanti, ma anche corrette e solide dal punto di vista umano.
La logica è che le conoscenze specifiche di un settore si possono acquisire, mentre alcune qualità di fondo sono più difficili da costruire dopo. Per questo, più del percorso perfetto, conta dimostrare di essere persone capaci di assumersi responsabilità e portare a termine ciò che iniziano. Chi dimostra di saperlo fare può ambire anche a compensi molto elevati, come quelli presentati in alcuni dei suoi annunci di lavoro.
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