Visite fiscali 2024, nuovi orari di reperibilità e casi di esonero

Simone Micocci

16/01/2024

Gli orari delle visite fiscali sono stati modificati di recente: ecco tutte le novità aggiornate per dipendenti privati e pubblici.

Visite fiscali 2024, nuovi orari di reperibilità e casi di esonero

Nel 2024 sono cambiati gli orari delle visite fiscali che diventano gli stessi per dipendenti pubblici e privati.

Gli orari delle visite fiscali sono le fasce orarie in cui, durante il periodo di malattia, può passare il medico di controllo per accertare lo stato di salute del lavoratore.

Visita che può essere disposta durante la settimana, giorni festivi compresi, ma solo per l’assenza per malattia: l’obbligo di reperibilità non vale infatti per chi ha subito un infortunio sul lavoro o ha contratto una malattia professionale.

Rispettare gli orari delle visite fiscali è molto importante per il lavoratore in malattia, poiché altrimenti c’è il rischio di perdere tanto il diritto all’indennità quanto il posto di lavoro a seguito di un licenziamento per giusta causa.

Per questo motivo è importante conoscere le regole per le visite fiscali, specialmente quest’anno che per i dipendenti pubblici le fasce orarie sono cambiate. Non si segnalano novità, invece, né per le fasce orarie né per sanzioni e casi di esonero, per i quali continua a far fede quanto stabilito dal decreto legislativo n. 206/2017 (Riforma Madia).

Resta la stessa anche la procedura per la richiesta della visita fiscale: ricordiamo, infatti, che il controllo del medico può essere disposto d’ufficio dall’Inps oppure su invito dell’azienda (ma in tal caso la visita è a carico del datore)

Va detto che alla luce degli ultimi dati Inps non sono molte le probabilità di ricevere la visita fiscale, specialmente per i lavoratori del settore privato. Non bisogna comunque correre il rischio: chi è assente negli orari delle visite fiscali, rendendo impossibile il controllo del medico, subisce una sanzione che può portare anche al licenziamento in tronco.

Ecco perché è importante essere informati non solo sugli orari delle visite fiscali, ma su tutta la normativa, così da non commettere errori che potrebbero compromettere la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Orari visite fiscali 2024

Una recente sentenza del Tar del Lazio ha ritenuto illegittima la disparità di trattamento tra pubblico e privato. Per i primi, infatti, l’obbligo di reperibilità era di 7 ore al giorno, mentre per i secondi solamente 4 ore.

A recepire la decisione del Tribunale amministrativo è stata l’Inps con il messaggio numero 4640 del 22 dicembre 2023, fissando gli stessi orari per ogni tipologia di impiego.

Quindi, quest’anno - come pure per quelli a venire - gli orari delle visite fiscali per i dipendenti pubblici e privati sono i seguenti:

  • la mattina dalle ore 10:00 alle ore 12:00;
  • nel pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

Orari che valgono 7 giorni su 7, festivi compresi.

Ricordiamo, poi, che le visite fiscali possono essere anche ripetute. Ciò significa che può esserci più di un controllo nella stessa giornata, purché nel rispetto dei suddetti orari, o comunque all’interno dello stesso periodo di malattia.

Casi di esonero

Durante le fasce orarie sopra indicate, il lavoratore deve rendersi reperibile al controllo dell’Inps, tuttavia ci sono dei casi di esonero.

Per esonero delle visite fiscali si intende quindi la possibilità del lavoratore di non rispettare la reperibilità nelle fasce stabilite. Secondo la legge, tale possibilità è riconosciuta in presenza di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

L’esonero può avvenire anche in caso di depressione o ansia del lavoratore, laddove la vita sociale e attività all’aria aperta possono contribuire al suo miglioramento e benessere.

Il diritto all’esonero spetta anche al lavoratore che ha necessità di uscire da casa per:

  • accertamenti specialistici;
  • per recarsi presso il proprio medico curante;
  • per andare in farmacia;
  • per interventi dentistici urgenti;
  • in generale per cause di forza maggiore.

Inoltre, la giurisprudenza ammette tra le motivazioni di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità:

  • attività di volontariato anche se non legate direttamente alla malattia e nel caso in cui non mettano a repentaglio la salute del lavoratore;
  • visite a parenti in ospedale se gli orari coincidono con quelli della visita fiscale.

Molte volte i lavoratori pensano che essere presenti durante le fasce di reperibilità per la visita fiscale il primo e l’ultimo giorno di malattia non sia necessario. Non è tuttavia così perché le conseguenze per l’assenza alla visita fiscale sono le stesse sia che si tratti del primo sia che si tratti dell’ultimo giorno di malattia.

La giustificazione all’eventuale assenza, quindi, non può essere evitata neanche se l’assenza alla visita fiscale si verifica l’ultimo giorno di malattia. E se la giustificazione prodotta non rientra tra quelle previste che abbiamo sopra elencato si rischia anche la sanzione come vedremo di seguito.

Sanzioni

Sono previste delle sanzioni per le visite fiscali in caso in cui il lavoratore non sia reperibile presso il proprio domicilio al recarsi del medico delegato e quando tale assenza non sia affatto giustificata.

In particolare per il lavoratore assente durante le fasce di reperibilità le sanzioni sono le seguenti:

  • decurtazione del 100% dell’indennità di malattia per i primi 10 giorni;
  • la decurtazione del 50% per le successive giornate.

Il lavoratore ha tuttavia 10 giorni di tempo dalla visita fiscale mancata per comunicare le motivazioni dell’assenza con una valida giustificazione. Il verbale di mancata presenza alla visita fiscale viene inviato dal medico a Inps e al datore di lavoro che potrebbe anche avviare un procedimento disciplinare contro il lavoratore.

Come si svolge

Lo svolgimento della visita fiscale è molto semplice e non è differente da un normale controllo del proprio medico. I compiti del medico incaricato sono due:

  • intanto, come già ampiamente detto, questo accerta la presenza del lavoratore all’indirizzo indicato per la malattia;
  • successivamente questo verifica se c’è concordanza tra la durata della malattia indicata nel certificato e lo stato del lavoratore al momento del controllo. A tal proposito, il medico può confermare la diagnosi oppure stabilire la guarigione anticipata, disponendo l’immediato rientro al lavoro.

Solitamente comunque non si tratta di un controllo approfondito, con il medico che perlopiù fa domande sullo stato di salute e sulla cura che si sta seguendo. Al termine del controllo poi il medico lascerà una ricevuta dell’avvenuta visita; questa però non vi esonera dal rispetto delle fasce di reperibilità, visto che comunque potrebbero esserci altre visite fiscali nei giorni seguenti.

Visite fiscali, infografica INPS Visite fiscali, infografica INPS Qui l'infografica INPS con tutte le informazioni sulle visite fiscali.

Quante probabilità ci sono che passi?

Non sono molte le probabilità di ricevere un controllo durante la malattia. Ce lo dicono i dati Inps:

  • nel primo trimestre del 2022, solamente nel solamente nel 2,47% delle volte è stata disposta una visita fiscale;
  • nel settore pubblico la percentuale è del 6,47%;
  • nel settore privato, invece, dell’1,26%.

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