Verso la fine del 2022, le economie occidentali sembravano prepararsi per una recessione inevitabile, con un calo delle obbligazioni e un drastico crollo delle azioni. Tuttavia, il mercato ha contraddetto queste aspettative più volte, sfidando le previsioni degli analisti e sfuggendo alle teorie economiche più utilizzate.
L’incertezza e il clima di sfiducia sono stati alimentati anche dal crollo del mercato delle materie prime, che ha avviato una significativa tendenza ribassista coinvolgendo anche altri settori.
Questo scenario ha contribuito in parte a una riduzione del tasso d’inflazione, che attualmente mostra addirittura una componente energetica negativa. In sostanza, i valori finanziari sembrano ancora una volta discostarsi significatamene dalla componente reale dell’economia e dall’aspettativa degli analisti.
Molti esperti però hanno trovato una chiave di lettura del contesto economico-finanziario molto interessante che potrebbe giustificare il recente rialzo azionario. Ecco cosa potrebbe spiegare il moderno rebus economico.
Ciclo economico e Borsa, qualcosa non torna
L’anno 2023 è iniziato in modo sorprendente, divergendo dalle previsioni della maggior parte degli analisti e dimostrandosi incoerente rispetto alle teorie economiche tradizionali. Nonostante i dibattiti accesi tra gli esperti sulla possibilità di una grave recessione, gli effetti di questa crisi non si sono ancora manifestati completamente nelle variabili economiche comunicate dagli enti statistici. In risposta, il mercato sembra aver scelto di superare alcune fasi del ciclo, concentrandosi sulla ripresa, ignorando le aspettative di un aumento dei tassi di interesse.
In modo sorprendente, si sta osservando una ripresa anche dei futures di alcune materie prime, in particolare dell’oro, che di solito anticipa il movimento delle altre commodities. Molti analisti recentemente segnalano un aumento del prezzo del rame, asset al vertice del settore delle materie prime. Questo trend positivo viene confermato anche a giugno dal Thomson Reuters Core Commodity Index, che misura l’andamento complessivo del mercato delle materie prime. Tuttavia, l’eccezione rimane il petrolio, che continua a subire una certa pressione a causa della mancanza di domanda proveniente dalla Cina, andando così in controtendenza rispetto alle aspettative di molti analisti.
Dal punto di vista teorico, la ripresa simultanea delle azioni, delle obbligazioni e delle commodities sembra indicare l’inizio di un ciclo di espansione economica. Tuttavia, c’è ancora una discrepanza significativa, poiché molte banche d’affari stimano che una recessione negli Stati Uniti sia praticamente inevitabile, mentre in Europa è già una realtà. Di solito, questa situazione si tradurrebbe in una riduzione dei prezzi delle azioni e delle commodities a favore dei prezzi delle obbligazioni. In breve, la temporanea ripresa delle commodities potrebbe essere solo una correzione fisiologica rispetto al trend iniziato nel 2022, che sembra dirigere verso i livelli pre-pandemici.
Tuttavia, è ancora difficile inserire il mercato azionario nel quadro economico complessivo, poiché i profitti delle società non sembrano aver ancora raggiunto il punto più basso e secondo le analisi di Factset, si prevede che il minimo dei profitti delle società statunitensi sarà raggiunto alla fine del secondo trimestre del 2023.
Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che la bolla dell’intelligenza artificiale (AI) abbia alterato la percezione delle valutazioni dell’indice S&P 500. Ad esempio, Nvidia ha raggiunto un rapporto P/E di 200, dimostrando valutazioni estremamente elevate. Anche le grandi aziende tecnologiche come FAANg hanno contribuito ad aumentare l’andamento dell’indice S&P 500, distorcendone significativamente la traiettoria. Negli ultimi mesi si è discusso molto della differenza tra l’indice S&P 500 tradizionale e quello Equal Weight, criticando l’aumento dello spread causato da questi titoli tecnologici. Non a caso, le altre componenti dell’indice azionario statunitense hanno continuato a mostrare un andamento laterale-negativo.
Attenzione, non sono solo i titoli AI a crescere: uno sguardo ai vari segmenti di borsa
Gli analisti intermarket hanno cercato di giustificare l’anomalia di un mercato azionario in crescita attribuendola all’euforia della bolla dell’AI. Tuttavia, ciò che il mercato ha mostrato di recente ha sorpreso anche gli stessi analisti: il settore industriale della borsa ha iniziato a muoversi verso nuovi massimi, nonostante le dichiarazioni di Powell secondo cui il ciclo di aumento dei tassi della Federal Reserve potrebbe non essere ancora concluso.
In breve, le componenti non tecnologiche del mercato azionario stanno iniziando a riflettere una fase di «soft landing» con l’inizio del secondo semestre del 2023. Le componenti meno speculative del mercato azionario sembrano aver intrapreso un nuovo percorso al rialzo, mentre i trader iniziano a seguire con attenzione il mercato delle commodities e dei materiali di base, un settore di borsa che di solito segue l’aumento delle aziende industriali.
Tuttavia, questa situazione risulta ancora insolita, poiché questa fase finanziaria corrisponderebbe teoricamente a un «inizio di recupero» dell’economia reale, quando, in teoria, non si è ancora verificata la «grande recessione» di cui tutti parlavano. Si sente molto parlare del «soft landing», mentre l’ipotesi di un «hard landing» sembra essere stata completamente abbandonata dai mercati.
La complessità del quadro attuale lascia spazio a ulteriori sorprese e richiede un monitoraggio costante degli sviluppi economici e finanziari.