Tesla: Goldman Sachs vede nuovi guai in arrivo

Goldman Sachs fissa su Tesla un rating sell con target price a 210 dollari, la metà della valutazione data da Elon Musk. Cosa spinge al ribasso il giudizio della banca?

Tesla: Goldman Sachs vede nuovi guai in arrivo

Ostacoli vecchi e nuovi occupano la strada di Tesla.
È questo il parere di Goldman Sachs, che fissa il suo rating su sell e il target price a 210 dollari per l’azienda produttrice di auto elettriche.

Si tratta di una cifra che fa riflettere, visto che corrisponde esattamente alla metà di quanto indicato dal CEO e Presidente della società, Elon Musk, in occasione della corsa alla privatizzazione dell’ultimo periodo, poi frenata la scorsa settimana.

Musk aveva infatti annunciato il delisting, parlando di un cammino verso la privatizzazione quasi certo, con un valore di 420 dollari per ciascuna delle azioni, corrispondenti complessivamente a 71,3 miliardi di dollari senza considerare il debito.

Ebbene quel valore è da dimezzare secondo Goldman, che punta i fari non soltanto sui soliti rischi legati al bilancio, ma anche su tutta un’altra serie di difficoltà che si stanno venendo a creare.

Goldman ribassista su Tesla: minacce all’orizzonte

La banca statunitense resta ribassista su Tesla ed esprime dubbi sulla sua capacità di tener fede all’incremento di produzione previsto.

Gli analisti di Goldman, guidati da David Tamberrino, sostengono che sull’azienda di Musk non abbia pesato affatto l’accusa di false dichiarazioni volte a manipolare il prezzo delle azioni formulata ufficialmente dalla SEC.

Piuttosto si sono concentrati sull’ampia concorrenza in arrivo per Tesla, visti i veicoli elettrici in fase di lancio di Ford, Jaguar, Porsche e Nissan, elemento che non farà che autoalimentarsi scatenando un crescendo di rivalità e ostacoli nei prossimi anni.

Mercedes-Benz ha svelato a Stoccolma il suo primo SUV completamente elettrico solo ieri, ed è da tenere d’occhio anche il lavoro di BMW ed Audi, che si stanno facendo strada nel comparto.

In più - nota Goldman - le auto Tesla stanno per diventare più costose. L’azienda ha infatti raggiunto lo scorso luglio l’obiettivo 200mila unità vendute negli Stati Uniti, quindi i suoi clienti non potranno più ricevere l’incentivo statale sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto di un’auto elettrica. L’incentivo sarà progressivamente eliminato a partire dal 1° gennaio del 2019.

Mentre l’arrivo dei profitti è molto probabile secondo la banca, restano dubbi sul fatto che Tesla possa mantenere o aumentare la velocità di produzione.
Un grosso problema visto che il marchio è preda di un’enorme mole di debiti, per un ammontare complessivo del 2018 pari a 9,2 miliardi di dollari.

Musk insiste sul fatto che non avrà bisogno di trovare finanziatori vendendo azioni né di aumentare il debito. Wall Street resta scettica.

Secondo gli analisti di Goldman la società dovrà necessariamente raccogliere capitali durante la prima metà del 2019. La banca Cowen & Co ha prefigurato per l’azienda una corsa alla raccolta di 2 miliardi entro questo stesso trimestre. Ma - ha specificato - l’operazione si rivelerà una vera e propria sfida considerando che Musk e Tesla potrebbero essere sotto inchiesta.

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