Terremoto L’Aquila 10 anni dopo: quanto è stato speso e la situazione attuale

Sono passati 10 anni dal terremoto a L’Aquila ma, nonostante i tanti soldi stanziati, la ricostruzione soprattutto per quanto riguarda il pubblico procede a rilento, mentre nelle frazioni in pratica non è mai iniziata.

Terremoto L'Aquila 10 anni dopo: quanto è stato speso e la situazione attuale

Sono passati dieci anni dalle ore 03:39 del 6 aprile 2009, quando un terremoto magnitudo 5,9 devastò la città de L’Aquila e diversi comuni limitrofi causando 309 morti, 1.600 feriti e circa 80.000 sfollati.

Una ferita questa del terremoto a L’Aquila ancora aperta, con una ricostruzione che allo stato attuale procede, per quanto riguarda il pubblico, a rilento nonostante i tanti soldi che sono stati stanziati in questi anni.

La situazione oggi a L’Aquila

Dieci anno dopo il terremoto la rinascita del Centro Storico a L’Aquila procede a fatica, mentre nelle frazioni come Onna o Paganica tutto si è fermato alla notte del 6 aprile del 2009, con i ruderi delle case a simboleggiare una ricostruzione che qui non è mai inziiata.


Onna

Delle decine di migliaia di sfollati, al momento ancora più di 6.000 persone vivono in quelle che ormai sono state rinominate come le “casette di Berlusconi”, mentre molte altre hanno deciso di non fare più rientro in città e di stabilirsi lungo la costa abruzzese.

L’accusa di fondo mossa dall’attuale amministrazione aquilana, il sindaco di centrodestra Pierluigi Biondi si era anche dimesso come gesto simbolico qualche settimana fa per poi tornare sui propri passi, è quella di una ricostruzione privata che procede celermente mentre quella pubblica va a singhiozzo.


Fonte sito USRA

Una differenza di velocità dovuta alle diverse regolamentazioni, con la ricostruzione degli edifici pubblici che in questi anni ha dovuto fare i conti con le cervellotiche regole della burocrazia nostrana ingessando i tempi.


Stato opere pubbliche, fonte sito USRA

Non è un caso che l’assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, in occasione della ricorrenza del decennale del terremoto abbia chiesto al governo una sorta di Sblocca L’Aquila, per emanare delle regole ad hoc per la ricostruzione pubblica nel capoluogo abruzzese.

Se la situazione nelle frazioni è pressoché identica a quella di dieci anni fa, ovvero di piena emergenza, a L‘Aquila la situazione più critica è quella di un Centro che, tornato parzialmente agibile, fatica a ripartire tra cantieri perennemente aperti e poche attività commerciali aperte esclusivamente lungo il Corso. Per il resto, tutte le altre serrande sono ancora abbassate.


Centro Storico L’Aquila

I costi della ricostruzione

Pochi giorni dopo il tragico terremoto, l’allora governo Berlusconi firmò subito il decreto Abruzzo che, oltre a esenzioni fiscali e contributi agli sfollati, stanziava anche la cifra di 14,767 miliardi per una ricostruzione stimata dalla durata di dieci anni.

Una cifra comunque lievitata negli anni, visto che il Senato parlava lo scorso anno un esborso totale da parte dello Stato per l’Aquila pari a 15,67 miliardi, con altri soldi che si ritenevano necessari dover essere stanziati per ultimare la ricostruzione.


Fonte Relazione 2016 del ministro dei Rapporti con il Parlamento

Molte sono state le azioni di solidarietà messe in campo in Italia, con 5 milioni che sono stati raccolti tramite gli sms, mentre la CEI tra collette e stanziamenti diretti ha donato alla Caritas in totale 32 milioni.

Tramite il Fondo di Solidarietà, l’Europa ha versato al nostro paese per il terremoto dell’Aquila poco meno di 500 milioni, 483,8 milioni per l’esattezza, mentre oltre 1 miliardo è stato poi negli anni stanziato per opere di prevenzione sismica.

Se si considera che i danni stimati per il terremoto del 2009 sono superiori ai 10 miliardi, il contributo dell’Europa non è stato molto generoso anche se, all’epoca, si trattava del maggior versamento elargito dal Fondo di Solidarietà. Successivamente Bruxelles ha poi stanziato 563 milioni per il terremoto nell’Emilia e 1,2 miliardi per quello nel Centro Italia.


G8 L’Aquila

In questi anni infine sono state diverse le inchieste giudiziarie, nate per delle presunte tangenti in merito alla ricostruzione e per delle frodi sui fondi concessi agli sfollati.

Per quanto riguarda la prevedibilità del sisma, il processo alla Commissione Grandi Rischi si è concluso con la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato l’assoluzione di tutti gli imputati, tra cui anche Guido Bertolaso, con la sola condanna di Bernardo De Bernardinis, all’epoca vice capo della Protezione Civile, a 2 anni per omicidio colposo reo di aver diffuso false rassicurazione alla popolazione aquilana prima del sisma.

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