Come aiutare il Marocco dopo l’ultimo terremoto?

Giorgia Bonamoneta

9 Settembre 2023 - 20:00

L’Italia è pronta a fare la sua parte per sostenere il Marocco a seguito del forte terremoto che ha sconvolto il Paese. Ecco come aiutare il Marocco.

Come aiutare il Marocco dopo l’ultimo terremoto?

Come aiutare il Marocco dopo l’ultimo terremoto? Nella notte tra l’8 e il 9 settembre, verso le 22:45 si è verificata la prima violenta scossa di terremoto in Marocco. Nel corso della notte molte altre scosse hanno sconvolto il Paese, già alle prese con una situazione critica: corrente assente, abitazioni ed edifici distrutti, linee telefoniche interrotte.

Il bilancio delle vittime cresce di ora in ora, gli ultimi dati (sabato 8 settembre alle 19) parlano di circa 1.000 morti e 1.200 feriti. La solidarietà internazionale si sta già muovendo in aiuto della popolazione colpita e anche la Conferenza Episcopale Italiana. (Cei) ha stanziato i primi 300 mila euro per gli aiuti dai fondi 8xmille che i cittadini hanno destinato alla Chiesa cattolica.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato disponibilità a contribuire ai complessi lavori di soccorso e i Vigili del Fuoco italiani sono già pronti a dare supporto alle autorità locali. La Protezione Civile è in attesa del via libera a partire e il ministro degli Esteri ha confermato che all’arrivo della richiesta ufficiale il corpo sarebbe pronto a partire nel giro di pochi minuti.

Come fare per aiutare il Marocco dopo la devastante scossa di terremoto?

Come aiutare il Marocco, l’appello di Caritas: servono medicine e non solo

In seguito al terremoto in Marocco sono molte le realtà che si stanno muovendo per aiutare la popolazione, tra queste la Caritas locale e quella italiana. Padre Oscar Arturo Garcia Padilla, direttore della Caritas di Rabat, ha fatto richiesta di specifici oggetti.

In viaggio verso i luoghi del sisma vicino Marrakech, per fornire aiuti di primo soccorso, ha detto che servono medicine e coperte e che bisogna fare presto. “Noi le porteremo assieme a kit igienici, le coperte servono per il freddo che scende la sera”.

Al momento l’unico modo reale per aiutare il Marocco è quello di attivarsi con la Caritas del proprio Comune per capire cosa è necessario alla popolazione colpita.

Pronti gli aiuti italiani: soccorsi, uomini e mezzi in partenza

Lo Stato italiano è a sua volta pronto a intervenire nelle attività di soccorso. Al momento tutti i corpi specializzati sono in attesa di un via libera. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha fatto sapere che “i nostri Vigili del Fuoco sono pronti a intervenire in qualsiasi momento in Marocco per dare supporto alle autorità locali”. Come avvenuto in passato in eventi simili - per esempio in Turchia dove agli italiani fu affidato il coordinamento delle unità Usar internazionali operanti sul campo - anche in questo caso, se richiesto, il Viminale invierà uomini e mezzi nell’ambito del sistema europeo della protezione civile. Protezione Civile che a sua volta è pronta a intervenire.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che l’Italia è in attesa di una richiesta da parte del Marocco, ma che l’“ok” potrebbe arrivare anche attraverso il canale Ue con una richiesta da parte di Bruxelles.

L’intento dei soccorsi è arrivato anche dal presidente della Repubblica, che ha inviato un messaggio al re del Marocco Muhammad VI:

Vi siamo vicini con sentimenti di autentica solidarietà e auguriamo ai feriti un completo ristabilimento, manifestando disponibilità a contribuire ai complessi lavori di soccorso.

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