Tassi Fed ancora fermi, il dubbio gela Wall Street: Warsh sta sottovalutando l’inflazione? Dow Jones affonda (-1.150 punti)

Laura Naka Antonelli

29 Luglio 2026 - 22:09

Tassi USA lasciati fermi dalla Fed, ma tre esponenti del FOMC avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base. Le parole del Presidente Kevin Warsh.

Tassi Fed ancora fermi, il dubbio gela Wall Street: Warsh sta sottovalutando l’inflazione? Dow Jones affonda (-1.150 punti)

La Federal Reserve guidata dal Presidente Kevin Warsh ha confermato oggi i tassi USA al range compreso tra il 3,5% e il 3,75%, per la quinta volta consecutiva.

Nessun rialzo dei tassi, dunque, che era stato considerato comunque poco probabile dai mercati e dagli analisti.

Quanto è emerso dalla riunione di luglio del FOMC è stata tuttavia una Banca centrale USA più hawkish, anche se il suo Presidente Warsh ha rimarcato diverse volte l’intenzione dell’istituzione di non fornire alcuna forward guidance e alcuna anticipazione sulla direzione dei tassi sui fed funds.

Ma, a dispetto del massimo riserbo rimarcato da Warsh, un dato di fatto, dalla riunione di oggi, è emerso: sono stati ben tre gli esponenti del FOMC che avrebbero preferito alzare i tassi di 25 punti base.

I tre falchi sono stati la Presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack, il Presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari e la Presidente della Fed di Dallas Lorie Logan: tutti e tre favorevoli a una stretta monetaria, un numero più che sufficiente a portare gli analisti e i mercati a prezzare una Federal Reserve più hawkish, proiettata ad alzare i tassi nel prossimo meeting di settembre.

Il trend dei futures sui fed fund indica infatti ora una probabilità pari al 63% di un rialzo nel meeting immediatamente successivo alla pausa estiva, stando al CME FedWatch Tool.

A prezzare una Fed più falco è stato inoltre il mercato dei Treasury, interessato da un forte balzo dei rendimenti.

I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono balzati di 6 punti base, superando la soglia del 4.66%, mentre i rendimenti dei Treasury a 30 anni sono scattati di 9 punti base, oltre il 5,18%, testando i massimi degli ultimi anni.

Il balzo dei rendimenti ha sfiancato ulteriormente Wall Street, già provata dal rally dei prezzi del petrolio. I tre principali indici azionari USA hanno accelerato così al ribasso, chiudendo ai minimi della seduta.

Il Dow Jones è affondato di più di 1.100 punti, perdendo il 2,18%, a quota 51.594,86 punti. Lo S&P 500 è scivolato dell’1,51%, a quota 7,316.37, mentre il Nasdaq Composite ha perso l’1,74%, capitolando a 24,442.942 punti.

Motivo dei forti sell off: il timore che la Fed di Warsh, lo stesso che ha detto settimane fa che “l’inflazione è una scelta”, stia aspettando fin troppo ad alzare i tassi.

Money.it ha seguito la diretta dei mercati nel Fed Day. Sell a Wall Street e sul dollaro USA

Oggi, nel giorno tanto atteso del verdetto della Fed, l’escalation delle tensioni legate alla guerra USA-Iran ha fatto impennare subito i prezzi del petrolio, rinfocolando per l’ennesima volta la paura di un nuovo shock energetico, dunque di una inflazione USA più persistente e, di conseguenza, di una Banca centrale americana costretta prima o poi ad alzare i tassi.

Il sentiment a Wall Street ha pagato le dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump che, in una intervista a Fox News, ha detto che colpirà duramente l’Iran, a seguito degli attacchi a sorpresa sferrati da Teheran contro obiettivi USA.

Colpiremo duramente l’Iran ”, ha detto il capo della Casa Bianca, dopo i raid di Teheran.

Money.it ha seguito la diretta dei mercati e del Fed Day.

Conclusa la conferenza stampa di Kevin Warsh

Si è conclusa alle 21.16 circa ora italiana la conferenza stampa con cui il Presidente della Fed Kevin Warsh ha risposto alle domande dei giornalisti, dopo l’annuncio sui tassi USA, che sono stati lasciati fermi al 3,5%-3,75%.

Fed, Warsh spiega perché la decisione di oggi sui tassi non è stata una pausa

Kevin Warsh si è mostrato contrario a definire la decisione presa oggi sui tassi USA da parte della Fed una pausa. “Non definirei quanto abbiamo fatto come qualcosa di simile a una pausa. Direi che abbiamo esaminato le grandi e complesse questioni che abbiamo di fronte e valutato quale lavoro dobbiamo ancora svolgere per trovare risposte nei prossimi mesi”. Warsh ha aggiunto che la decisione di lasciare invariati i tassi a seguito della riunione di oggi è, semplicemente, l’inizio di una storia, non la fine.

Warsh: dal mercato obbligazionario il messaggio che conferma crescita economia solida e mercato lavoro robusto

Il Presidente della Fed ha sottolineato che “l’economia continua a mostrare una crescita solida e anche il mercato del lavoro resta robusto e stabile”. Si tratta tra l’altro di “un messaggio che arriva anche dal mercato obbligazionario”. Warsh ha continuato, osservando che “non disponiamo di molte informazioni aggiuntive, ma il mercato dei bond ha già svolto gran parte del lavoro di valutazione”.

E ancora, affrontando il tema del dissenso interno al FOMC, con tre esponenti che hanno votato contro la decisione di oggi, Warsh ha fatto una battuta: “Mi avevano chiesto un acceso dibattito in famiglia, e l’hanno avuto”. Detto questo, “da quanto ho ascoltato, c’è stato un ampio consenso sul fatto che abbiamo gli strumenti necessari per garantire la stabilità dei prezzi”.

Warsh spiega il probloema storico dell’approccio della (ex) Fed data dependent

Mi piace pensare che il Comitato condivida la mia opinione secondo cui il problema storico dell’approccio ’data dependent’ è rappresentato sia dai dati sia dall’eccessiva dipendenza da essi. Il Comitato guarda soprattutto all’andamento dei dati nel loro complesso, alle tendenze, più che ai singoli numeri”, ha spiegato Warsh, ripresentando l’approccio della nuova Fed da lui guidata.

E ancora: “Non voglio dare l’impressione che stiamo aspettando con il fiato sospeso ogni nuovo dato macroeconomico in arrivo”, così come “non direi che abbiamo attribuito un peso eccessivo a un singolo dato sull’inflazione o sull’economia”.

Oggi, ha aggiunto, “i tassi di mercato sono oggi più alti rispetto a 42 giorni fa. I mercati hanno già rivisto al rialzo i rendimenti e hanno espresso il loro giudizio”.

Nello spiegare il compito della politica monetaria, Warsh ha ricordato che “la politica monetaria non conta solo per quello che diciamo o facciamo. Conta soprattutto per il modo in cui influenza l’economia reale” e “i prezzi che si formano sui mercati finanziari sono uno dei principali canali attraverso cui la politica monetaria si trasmette all’economia”.

Fed, Warsh: “dobbiamo osservare la reazione dei mercati. Ma non esiteremo ad agire contro l’inflazione”

Ancora, rispondendo alle domande dei giornalisti, il numero uno della Fed ha tenuto a precisare che, sotto la sua guida, la Fed non farà previsioni e non fornirà ulteriori indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi di interesse: “Comprendo il desiderio di avere previsioni aggiornate e commenti da parte di questo Comitato, ma per quanto ci riguarda dobbiamo osservare la reazione dei mercati agli sviluppi economici in modo diretto e senza filtri”, ha detto Warsh, tenendo “naturalmente a sottolineare che le decisioni di questo Comitato hanno un’importanza enorme e che, quando sarà necessario e opportuno, non esiteremo ad agire ” contro l’inflazione.

Fed, Warsh: “l’aspetto più sorprendente dell’economia è la forte crescita degli investimenti”

L’aspetto più sorprendente dell’economia è la forte crescita degli investimenti ”, ha detto il Presidente della Fed, sottolineando che “gli investimenti stanno contribuendo a sostenere la crescita attuale e, allo stesso tempo, stanno gettando le basi per un’espansione economica futura”.

Warsh, il FOMC intende evitare di fare previsioni su evoluzione futura della politica monetaria

Il Comitato resta fermamente determinato a garantire la stabilità dei prezzi ”, ha detto Kevin Warsh, rimarcando che il FOMC intende “evitare di fare previsioni sull’evoluzione futura della politica monetaria”.

Il timoniere della Fed ha sottolineato che, all’interno del comunicato “non è stato inserito nulla guardo alle nostre discussioni interne o alla nostra strategia”, aggiungendo che “i mercati stanno guardando la palla, non l’arbitro. In altre parole, si concentrano sui fondamentali dell’economia più che sulle dichiarazioni della Fed”. E così sarà ancora, ovvero “i mercati continueranno a reagire, nella direzione e con l’intensità che riterranno opportune”.

Warsh: “l’economia sta mostrando una resilienza impressionante. Risoluti a garantire stabilità dei prezzi”

L’economia americana sta mostrando una resilienza impressionante, anche alla luce degli shock più recenti”. Così Kevin Warsh, nel dare il via alla conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi della Fed. “Rimaniamo risoluti a garantire la stabilità dei prezzi”, ha aggiunto Warsh, ricordando che non c’è un target implicito di inflazione, c’è solo un target dell’inflazione, che è pari al 2% e aggiungendo che l’inflazione al di sopra del target non può essere sconfitta in nove settimane.

Così Warsh:

“Cinque anni di inflazione elevata hanno lasciato un’impressione difficile da cancellare, alimentando la percezione che l’obiettivo implicito della Fed per l’inflazione fosse superiore al 2%. Non esiste un obiettivo ’morbido’ (soft) per l’inflazione: l’unico obiettivo è il 2%. L’inflazione non può essere sconfitta in nove settimane”.

Iniziata la conferenza stampa di Kevin Warsh, numero uno della Fed. Le riflessioni dell’economista

Ha preso il via alle 20.30 ora italiana la conferenza stampa con cui il Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh illustrerà ai presenti i motivi che hanno portato la banca centrale USA a lasciare fermi i tassi USA, rispondendo anche alle domande dei giornalisti. È la seconda conferenza stampa di Kevin Warsh nelle vesti di timoniere della Fed.

Interpellato dalla CNBC Chris Rupkey, capo economista di FWDBONDS, ha ripreso una delle espressioni più ricorrenti del presidente della Fed Kevin Warsh per criticare quella che considera una sottovalutazione delle pressioni inflazionistiche da parte della banca centrale americana.

Nel commentare la decisione della Fed di confermare i tassi, Rupkey ha osservato che, “se l’inflazione è una scelta (come ha detto Warsh), la riunione della Federal Reserve di oggi non mostra alcun segnale della volontà di riportarla sotto controllo utilizzando il suo principale strumento di politica monetaria, ovvero i tassi di interesse”.

Rupkey ha fatto notare inoltre che il comunicato del FOMC non contiene alcuna forward guidance, lasciando gli investitori senza indicazioni su come i membri del Comitato potrebbero votare nella riunione di settembre.

Allo stesso tempo, l’economista ha riconosciuto che il testo offre alcuni elementi utili, mostrando come una parte dei membri ritenga che potrebbero essere necessari tassi di interesse più elevati per riportare sotto controllo la crescita dei prezzi.

Detto questo, ha avvertito Rupkey, “a un certo punto i mercati potrebbero iniziare a ignorare questi comunicati della Fed se i responsabili della politica monetaria continueranno a rifiutarsi di lanciare anche solo qualche segnale sulle possibili mosse future”.

Dow Jones -700 punti dopo annuncio Fed, Nasdaq e S&P riducono le perdite. Giù il dollaro USA

Il Nasdaq Composite e lo S&P 500 riducono le perdite dopo l’annuncio della Fed relativo alla decisione sui tassi USA - lasciati fermi -, mentre il Dow Jones continua a perdere più di 700 punti (-1,38%), a quota 52.020,81 punti. Il Nasdaq Composite arretra dello 0,16% a 24.838,364 punti, mentre lo S&P 500 segna una flessione dello 0,50% circa, a quota 7.393,96 punti.

I rendimenti dei Treasury a 10 anni salgono al 4,633%, mentre il dollaro USA perde terreno, portando il rapporto EUR-USD a salire dello 0,38% circa, a quota $1,1427.

Il comunicato del FOMC: tre esponenti contrari a status quo, avrebbero preferito un rialzo di 25 pb

Così si legge nel comunicato con cui il FOMC ha annunciato la decisione sui tassi USA:

“Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha approvato il seguente comunicato con 9 voti favorevoli e 3 contrari. Il Comitato ha deciso di mantenere invariato il range obiettivo dei federal funds tra il 3,50% e il 3,75%, a sostegno del duplice mandato della Federal Reserve: garantire la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. Il Comitato continuerà inoltre a mantenere riserve abbondanti nel sistema bancario. L’attività economica continua a espandersi a un ritmo solido, nonostante l’elevata incertezza dovuta, in parte, al conflitto in Medio Oriente. La crescita della produttività e gli investimenti in capitale restano robusti. L’aumento dell’occupazione è rimasto in linea con la crescita della forza lavoro, mentre il tasso di disoccupazione ha riportato una lieve variazione. L’inflazione rimane superiore all’obiettivo del 2% fissato dal Comitato, anche a causa di shock dal lato dell’offerta che hanno alimentato gli aumenti dei prezzi in alcuni settori, tra cui quello dell’energia. Il Comitato ribadisce il proprio impegno a riportare l’inflazione verso la stabilità dei prezzi. Hanno votato contro la decisione di politica monetaria Beth M. Hammack, Neel Kashkari e Lorie K. Logan, che avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base del range obiettivo dei federal funds già in questa riunione”.

La Fed conferma tassi al range 3,5%-3,75% per la quinta volta consecutiva

La Fed ha lasciato i tassi USA fermi al range compreso tra il 3,5% e il 3,75% per la quinta volta consecutiva, in linea con le attese. Lo si legge nel comunicato diramato dal FOMC, il braccio di politica monetaria della Banca centrale USA, diffuso alle 14 ora di New York (20 ora italiana).

Treasury: rendimenti decennali in rialzo in attesa tassi Fed

Quando manca poco meno di mezz’ora all’annuncio sui tassi della Fed, i rendimenti dei Treasury a 10 anni salgono al 4,645%.

Dollar Index ritraccia da massimi in un mese, lievi tentativi di ripresa per euro e sterlina

Occhio al trend del dollaro USA, in attesa dell’annuncio sui tassi da parte della Fed capitanata da Warsh. Pur rimanendo al record dell’ultimo mese, nelle ultime ore il Dollar Index si è indebolito, scendendo a quota 101,33 punti, dopo essere balzato ieri fino a 101,63 per la prima volta dal 25 giugno scorso.

La maggior parte delle valute riporta una performance poco mossa in attesa della pubblicazione del comunicato del FOMC.

L’euro-dollaro ha segnato un lieve rialzo sul dollaro salendo fino a $1,1395. Tentativo flebile di ripresa anche da parte della sterlina, che rimane tuttavia nei pressi dei livelli più bassi dal 1° luglio, viaggiando attorno a $1,3298.

I mercati e gli economisti optino per tassi USA fermi al 3,5%-3,75%. Tuttavia i trader scommettono sulla probabilità di un rialzo già in questa riunione di luglio con una probabilità del 30%.

Wall Street: Dow Jones crolla fino a oltre 900 punti in attesa Fed con rally petrolio (+7%)

Lo scatto al rialzo dei prezzi del petrolio successivo alle minacce di Trump contro l’Iran deprime Wall Street.

Il Dow Jones ha perso fino a oltre 900 punti (-1,7%), lo S&P 500 ha ceduto fino a -1,1%, mentre il Nasdaq Composite è arretrato fino a -1,4% sulla scia del rally dei prezzi del WTI, che sono scattati fino a +7% circa, avvicinandosi a quota $85 al barile.

Anche il Brent è volato fino a +7%, superando la soglia di $90 al barile, fino a $90,12 barile.

Ora i principali indici azionari USA riducono le perdite, che rimangono tuttavia significative. Stando a quanto riportato dal sito Axios, l’Iran ha attaccato una base americana situata in Giordania. Il comando centrale USA è riuscito tuttavia a intercettare con successo i missili.

Le tensioni geopolitiche non finiscono qui visto che sempre oggi si è appreso che i ribelli Houthi intendono imporre pedaggi per il transito nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al Mandeb.