Il vicepresidente della BCE de Guindos ha parlato di inflazione, tensioni geopolitiche, Europa, e shock, mentre sale l’attesa per prossimo verdetto Lagarde sui tassi.
Mancano ancora un po’ di giorni al primo verdetto sui tassi di interesse dell’area euro del 2026, che sarà annunciato dalla BCE di Christine Lagarde.
La data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del prossimo 5 febbraio 2026.
Nel frattempo, indicazioni utili per capire cosa accadrà al costo del denaro dell’Eurozona continuano ad arrivare, grazie alle dichiarazioni degli esponenti dell’istituzione.
Tassi BCE, parla de Guindos, vice di Lagarde. Le 7 frasi chiave sullo stato dell’economia euro
Oggi, mercoledì 14 gennaio 2026, commenti sulla view che la BCE ha sulla traiettoria dell’inflazione e della crescita del PIL dell’Eurozona - utili per prevedere le prossime decisioni di politica monetaria che saranno comunicate a breve - sono giunti attraverso le dichiarazioni proferite dal numero due di Christine Lagarde, il vicepresidente della banca centrale, Luis de Guindos.
In tutto, 7 le frasi chiave del banchiere:
- “ L’inflazione (dell’area euro) rimane in una buona posizione”.
- “L’incertezza elevata nel contesto mondiale non sembra riflettersi nei prezzi attuali del mercato ”.
- “ I rischi geopolitici aumentano in modo significativo i rischi al ribasso che incombono sulla crescita”.
- “Stiamo facendo fronte a un grande cambiamento dell’ordine mondiale, a causa dell’escalation delle sfide geopolitiche”.
- “Allo stesso tempo, i rischi per la stabilità finanziaria rimangono anch’essi elevati, con le alte valutazioni in mercati di asset sempre più concentrati”.
- “ Le banche dovrebbero continuare a mostrare una solidità e una liquidità solide per riuscire ad assorbire l’arrivo di potenziali shock potenziali”.
leggi anche
Queste banche ora iniziano a fare davvero paura
BCE ferma sui tassi per la quinta volta consecutiva nella riunione di febbraio?
Le 7 frasi del vice di Lagarde de Guindos sembrano confermare che la BCE rimane orientata a lasciare fermi i tassi di interesse dell’Eurozona per la quinta volta consecutiva, nel prossimo meeting dell’inizio di febbraio, dopo il nulla di fatto con cui si è conclusa l’ultima riunione del Consiglio direttivo del 2025 dello scorso 18 dicembre.
In quell’occasione, l’Eurotower ha annunciato anche le nuove previsioni sul trend del PIL e dell’inflazione dell’Eurozona stilate dallo staff dei suoi economisti.
Dal fronte macroeconomico, qualche giorno fa è stato pubblicato il dato macro tra i più importanti per monitorare il trend dell’inflazione dell’Eurozona, e dunque per consentire ai mercati di anticipare la direzione dei tassi di interesse, ovvero l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di dicembre.
de Guindos conferma la paura della BCE e presenta la ricetta anti-shock
Le parole di de Guindos hanno ribadito, anche, la grande paura della BCE manifestata direttamente dalla presidente dell’istituzione Christine Lagarde, ovvero il rischio di potenziali shock che scardinino di nuovo il già fragile equilibrio su cui si regge l’economia globale ancora zoppicante, ammaccata dagli effetti di diversi traumi: prima la pandemia Covid-19, poi la guerra tra la Russia e l’Ucraina ancora in corso, infine i dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump e il rinfocolarsi delle tensioni geopolitiche.
Il vice di Lagarde ha sottolineato che una ricetta anti-shock deve basarsi innanzitutto su una Europa più forte, ricordando tra le altre cose che, “in quanto economia aperta, profondamente integrata nelle catene di approvvigionamento globali e nei mercati finanziari internazionali, l’area dell’euro è esposta a shock esterni e a vulnerabilità derivanti dagli sviluppi geopolitici e del commercio”.
Così de Guindos, nel concludere il discorso proferito nel corso dell’evento dedicato alla 16esima edizione dello Spain Investors Day.
“Ci troviamo di fronte a un grande cambiamento nell’ordine mondiale, con sfide geopolitiche in aumento. L’unica via percorribile è sostenere i nostri valori europei e promuovere una cooperazione più forte e un’integrazione più profonda all’interno dell’ìEuropa. Per rafforzare le prospettive di crescita dell’Europa e ridurre la sua vulnerabilità a futuri shock, abbiamo bisogno di più Europa, non di meno. È fondamentale sbloccare tutto il potenziale del Mercato Unico, così come completare l’Unione bancaria. Un mercato realmente integrato di beni e servizi favorirebbe i progressi verso l’Unione dei risparmi e degli investimenti, ridurrebbe la frammentazione nazionale e supporterebbe mercati dei capitali più profondi ed efficienti. Il mondo è cambiato, e l’Europa deve adattarsi a questo nuovo paradigma. Maggiore cooperazione e integrazione non sono una opzione: sono l’unica via per il futuro dell’Europa”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA