12.000 euro di tasse all’anno, e nel 2020 la pressione fiscale salirà

Ogni contribuente paga in media 12.000 euro tra tasse e contributi in un anno, e la situazione non sarà migliore nei prossimi anni. La pressione fiscale è destinata a salire almeno fino al 2022, questi i dati del MEF.

12.000 euro di tasse all'anno, e nel 2020 la pressione fiscale salirà

In Italia ogni contribuente paga in media 8.300 euro di tasse all’anno, somma che sale a 12.000 euro se si considerano anche i contributi previdenziali.

Che il livello di pressione fiscale in Italia sia ai massimi non è certo una novità, ma l’analisi dei dati preoccupa, anche in riferimento alle previsioni per i prossimi anni.

La pressione fiscale continuerà a salire, almeno fino al 2022, anno in cui dovrebbe stabilizzarsi al 42,5%.

I dati sono forniti dalla CGIA di Mestre e dal DEF di aprile 2019.

12.000 euro di tasse all’anno, e nel 2020 la pressione fiscale salirà

In merito all’importo medio di tasse e contributi pagati dai contribuenti italiani, secondo la CGIA nel 2017 solo Iva e Irpef hanno costituito oltre la metà (il 55,4% per la precisione) del gettito tributario totale, che è arrivato a 502,6 miliardi di euro.

In Italia le tasse da pagare sono tante, circa un centinaio, ma sono una decina le imposte a gravare più pesantemente sul portafogli degli italiani (e quindi le più odiate).

È giusto pagare le tasse e nessuno lo mette in discussione, anzi: se tutti le pagassero e se non ci fosse così tanta evasione fiscale, sarebbe sicuramente più semplice per il Governo studiare un modo per ridurle.

Tuttavia è proprio l’elevata pressione fiscale uno dei fattori che inibisce la crescita e gli investimenti. Secondo il report della CGIA di Mestre relativo al 2017 (dichiarazione dei redditi 2018), sono 10 le tasse più gravose per i contribuenti italiani.

Irpef (33,8%) e Iva (21,6%), da sole, garantiscono un gettito che supera il 50% del totale. L’imposta sul reddito delle persone fisiche nel 2017 ha portato ad entrate pari a 169,8 miliardi di euro, l’IVA invece 108,8 miliardi.

Segue l’Ires (6,8%), l’imposta sul reddito delle società; l’Irap (4,5%), l’incubo di tutti i titolari di Partita Iva; le imposte relative all’energia elettrica (2,9%) e l’addizionale regionale dell’Irpef (2,3%).

Altrettanto importanti in termini di gettito sono le accise: lo Stato infatti aggiunge una discreta percentuale alle proprie entrate grazie a benzina (5,2%), tabacchi (2,1%), lotto e giochi (1,8%).

Pressione fiscale in aumento fino al 2022

Se ad oggi la situazione è tutt’altro che rosea, nel futuro potremmo trovarci a fare i conti con dati ancora peggiori.

Le previsioni del MEF (contenute nel DEF di aprile 2019) indicano chiaramente che la pressione fiscale aumenterà nel quadriennio 2019-2022, anno in cui dovrebbe stabilizzarsi al 42,5%.

I dati e le previsioni per il futuro sono racchiusi nell’infografica allegata di seguito.

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