L’OMS chiede ai governi di aumentare le tasse sul tabacco e sue due dei prodotti alimentari più diffusi. Ecco quali sono e perché dovrebbero essere tassati
L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il punto di riferimento globale per le problematiche legate alla salute e alle cure mediche.
Per questo motivo i suoi appelli e le sue richieste hanno un peso impossibile da ignorare. L’ultima, rivolta a tutti i principali Governi Mondiali è quella di aumentare le tasse su tabacco, bevande zuccherate e alcolici.
Un appello arrivato a inizio anno insieme ai risultati di due nuove ricerche che sottolineano come questi prodotti siano diventati meno cari negli ultimi anni perché la maggior parte dei Paesi li rende troppo accessibili alla popolazione imponendo una tassazione bassa e non in linea con l’inflazione.
Una diminuzione del prezzo reale che è direttamente collegate all’aumento di tumori, diabete di tipo 2, obesità e altre malattie cardiovascolari.
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L’OMS lancia la proposta “3 by 35”
L’OMS ha deciso di sintetizzare le sue raccomandazioni nell’iniziativa “3 by 35” che richiede ai Governi mondiali di aumentare il prezzo “reale” di tabacchi, alcool e bevande zuccherate del 50% entro il 2035 tramite l’introduzione di una tassazione più severa.
Un obiettivo ambizioso ma realizzabile, se pensiamo che in circa 140 Paesi il prezzo del tabacco è aumentato del 50% tra il 2012 e il 2022 e che poggia su una base solida e documentata: l’idea che un costo più alto scoraggi l’inizio del consumo, riduca quello attuale e generi molte nuove risorse da investire nella sanità.
Le tasse su zucchero e alcool sono ancora troppo basse
La richiesta firmata OMS è arrivata perché secondo i maggiori esperti di sanità mondiale, si fa ancora troppo poco per disincentivare il consumo di alcool e bevande zuccherate. Al momento di scrivere in 12 Paesi gli alcolici sono vietati e in in 167 sono tassati. Purtroppo, però, le imposte non tengono conto dell’aumento dell’inflazione e dei redditi e si rivelano quasi sempre insufficienti per disincentivare i consumi.
Discorso simile può essere fatto per le bevande zuccherate. 116 Paesi le tassano troppo poco e alcuni prodotti come il latto aromatizzato, il caffè già pronto e i succhi di frutta restano spesso fuori dalle imposte.
Una scarsa copertura fiscale che ha un impatto diretto sulla nostra salute e riduce drasticamente i fondi per iniziative legate alla prevenzione alimentare.
Quanto “pesano” sulla salute alcool e zucchero
Il consumo di alcool, tabacco e bevande zuccherate è direttamente correlato alle cardiopatie, al cancro e a malattie sistemiche come il diabete che causano moltissimi decessi ogni anno con costi sanitari e sociali altissimi.
Una crescita della tassazione, secondo l’OMS, potrebbe ridurre i consumi, decongestionare i sistemi sanitari nazionali e generare risorse fondamentali per il miglioramento delle strutture e dell’offerta sanitaria.
Le nuove imposte richieste avrebbero anche una importante dimensione di equità sociale. È stato dimostrato che i gruppi a basso reddito sono più vulnerabili agli effetti nocivi di questi prodotti. Una tassazione più importante potrebbe ridurre le disparità quando si parla di salute e le risorse ricavate potrebbero portare a benefici per tutta la popolazione, non soltanto per le élite più facoltose.
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