Supplemento di pensione: chi ne ha diritto e come richiederlo

Grazie al supplemento della pensione chi continua a lavorare dopo il collocamento in quiescenza può beneficiare di un aumento dell’assegno previdenziale.

Supplemento di pensione: chi ne ha diritto e come richiederlo

Hanno diritto al supplemento della pensione coloro che dopo essere stati collocati in quiescenza continuano a lavorare e di conseguenza a contribuire. Quindi si tratta di uno strumento utile per tutti quelle persone che nonostante abbiano avuto accesso alla pensione decidono di continuare a lavorare cumulando i redditi da lavoro con l’assegno previdenziale.

In tal caso questi continuano a versare contributi al fondo di appartenenza, ecco perché hanno diritto a richiedere un supplemento di pensione che si andrà ad aggiungere all’assegno previdenziale già liquidato in via principale.

Questa guida, quindi, si rivolge a tutti quei pensionati che stanno ancora versando contributi come lavoratori dipendenti o autonomi e vogliono utilizzarli per aumentare l’importo dalla pensione. Vediamo quindi in quali casi si ha diritto al supplemento della pensione e come questo contribuisce nell’aumentarne l’importo, oltre a fare chiarezza sulle tempistiche e le modalità per la domanda.

Requisiti

La possibilità di richiedere il supplemento è riconosciuta ai titolari di pensione principale, supplementare o di assegno ordinario di invalidità che continuando a lavorare sono iscritti a:

  • l’Assicurazione Generale Obbligatoria sia se come lavoratori autonomi (quindi in una delle varie gestioni speciali) che come dipendenti (nel FPLD, Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti);
  • Gestione Separata Inps;
  • Gestione dei lavoratori spettacolo e sport (ex Enpals).

Il supplemento della pensione spetta anche a coloro che sono stati collocati in quiescenza beneficiando dell’istituto del cumulo dei contributi; nel dettaglio, questi possono richiedere il supplemento anche per quei contributi versati successivamente alla decorrenza delle pensione in una delle gestioni interessate dal cumulo.

Termini

Ci sono dei limiti ben precisi sulle tempistiche per la richiesta del supplemento.

Nel dettaglio è previsto un termine ordinario e uno breve, del quale però si può beneficiare una sola volta. Prendiamo come esempio un pensionato iscritto ad un fondo AGO, per il quale il termine ordinario è di 5 anni mentre quello breve di 2 anni dalla decorrenza della pensione. Questo potrà richiedere per una sola volta il supplemento dopo 2 anni dalla decorrenza della pensione o dalla precedente richiesta di supplemento, mentre negli altri casi dovrà attendere per ben 5 anni.

A tal proposito, ecco un elenco dei termini ordinari e brevi a seconda del fondo di appartenenza:

  • Assicurazione generale obbligatoria- FPLD o Gestioni autonome: termine ordinario di 5 anni, indipendentemente dall’età anagrafica. Abbiamo poi un termine breve di 2 anni del quale però il pensionato può beneficiare solamente se ha raggiunto l’età pensionabile prevista nell’anno in cui si richiede il supplemento. Ad esempio, per il 2018 possono ricorrere al termine breve solamente coloro che hanno compiuto i 66 anni e 7 mesi d’età;
  • Gestione separata Inps: anche in questo caso il termine ordinario e quello breve sono rispettivamente pari a 5 e 2 anni. Per gli iscritti alla Gestione Separata Inps, però, non è necessario aver raggiunto l’età pensionabile per la richiesta del supplemento con il termine breve;
  • Gestioni Ex Enpals: si applica quanto previsto per l’AGO, ossia termine ordinario di 5 anni e breve di 2 anni ma solo per chi ha raggiunto l’età pensionabile;
  • Inpgi: il termine ordinario è di 2 anni, mentre quello breve prevede che il supplemento possa essere richiesto al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Non sono previsti termini per la richiesta, invece, per coloro iscritti agli altri fondi sostitutivi o a quelli esclusivi dell’Assicurazione generale obbligatoria.

Importo

L’importo del supplemento dipende dai contributi versati dal pensionato che ha continuato a lavorare. Per il calcolo dell’importo del supplemento si tiene conto del periodo nella quale questa è stata accreditata la contribuzione successiva al pensionamento.

Quindi, per i contributi riferiti al periodo precedente al 31 dicembre 1995 si utilizza il sistema retributivo; se il titolare però entro questa data ha maturato 18 anni di contributi beneficerà del sistema retributivo fino al 31 dicembre del 2011.

Si conteggiano con il sistema contributivo i contributi versati dopo il 1° gennaio 1996 per coloro che prima di questa data non hanno raggiunto i 18 anni di contribuzione; in ogni caso, invece, si utilizza questo sistema per le contribuzioni successive al 1° gennaio 2012.

Per quanto riguarda l’importo del supplemento, però, è importante sottolineare che questo potrebbe essere assorbito dall’integrazione al trattamento minimo nel caso in cui l’assegno previdenziale ne benefici. In tal caso si potrebbe avere un assorbimento totale - e quindi l’importo dell’assegno pensionistico resterà invariato - oppure un assorbimento parziale con la quale al pensionato è corrisposta l’eccedenza.

Domanda

La domanda di supplemento deve essere presentata all’Inps tramite uno dei canali telematici previsti. Ad esempio, chi è in possesso del Pin Inps può fare richiesta online cliccando qui, o in alternativa può telefonare al contact center chiamando il numero verde 803 164 (da rete fissa) oppure il numero a pagamento 06 164164 (da rete mobile), o anche rivolgersi agli enti di patronato o intermediari dell’Istituto.

Qualora la domanda vada a buon fine il supplemento della pensione sarà corrisposto dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della richiesta.

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