Dai giovani talenti ai giocatori più esperti, passando per gli allenatori, ecco gli stipendi della Serie B italiana di calcio oggi
Con il campionato di Serie B 2025/2026 ormai alle spalle e con le società già al lavoro per programmare la prossima stagione, è tempo di tirare le somme anche dal punto di vista economico.
La Cadetteria continua infatti a rappresentare una realtà particolare nel panorama calcistico italiano: lontana dagli ingaggi stellari della Serie A, ma decisamente più ricca rispetto alla Serie C. Negli ultimi anni il livello tecnico del campionato è cresciuto sensibilmente, complice la presenza di club storici, proprietà ambiziose e investitori disposti a spendere cifre importanti pur di conquistare la promozione.
Basta osservare i dati relativi alla stagione appena conclusa per capire come la categoria sia ormai un torneo capace di attirare giocatori con esperienza internazionale e allenatori di primo piano. Diverse società hanno infatti potuto contare su budget particolarmente elevati, in alcuni casi superiori a quelli di numerose squadre appartenenti alle seconde divisioni degli altri principali campionati europei.
Naturalmente non tutti i calciatori della categoria guadagnano cifre da capogiro. La maggior parte dei professionisti percepisce stipendi molto più contenuti, anche se comunque superiori alla media nazionale. Vediamo allora quali sono stati i calciatori più pagati della Serie B 2025/2026, chi sono gli allenatori che hanno percepito gli stipendi più elevati e quali differenze esistono rispetto alla Serie A, alla Serie C e alle professioni più comuni in Italia.
Stipendi e monte ingaggi della serie B
In Serie B non vengono pubblicati ufficialmente tutti gli stipendi dei tesserati, ma grazie alle stime elaborate da diversi portali specializzati è possibile individuare i giocatori che percepiscono gli ingaggi più elevati della categoria.
Entrando nei dettagli, stando alle ultime rilevazioni, tra i calciatori che hanno percepito gli stipendi più elevati figurano Antonín Barák della Sampdoria, Andrea Petagna del Monza, Armando Izzo, Matteo Pessina e altri giocatori con una lunga esperienza in Serie A. Le stime disponibili indicano come diversi calciatori abbiano potuto contare su ingaggi superiori al milione di euro lordo annuo. Va comunque ricordato che si tratta di valutazioni elaborate da operatori specializzati e non di dati ufficiali comunicati dai club.
Il fenomeno non deve sorprendere. Molte società di Serie B puntano infatti su giocatori provenienti dalla massima categoria, offrendo contratti elevati nella speranza di accelerare il ritorno in Serie A. Palermo, Venezia, Monza e Sampdoria avrebbero investito cifre importanti per allestire organici competitivi, confermando come il livello economico della Serie B sia cresciuto notevolmente rispetto a pochi anni fa.
In base alle stime disponibili, nel complesso queste sarebbero state le cinque squadre della Serie B 2025/2026 che hanno sostenuto il costo complessivo più elevato per stipendi di giocatori, allenatori, staff e dirigenti sportivi:
- Monza: circa 33,5 milioni di euro;
- Palermo: circa 30,4 milioni di euro;
- Venezia: circa 30,3 milioni di euro;
- Sampdoria: circa 29,4 milioni di euro;
- Spezia: circa 26,5 milioni di euro.
I dati dimostrano come la disponibilità economica continui a rappresentare un fattore importante, ma non decisivo. Anche nella stagione appena conclusa non sono mancate squadre capaci di ottenere risultati superiori alle aspettative pur disponendo di budget inferiori rispetto alle grandi favorite, confermando come organizzazione, qualità tecnica e continuità di rendimento restino elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi sportivi.
I contratti più ricchi dei giocatori della Serie B 2025/2026
Se si analizzano le singole situazioni contrattuali emerge una fotografia molto interessante della Serie B moderna.
I calciatori più pagati della categoria sono quasi sempre giocatori che hanno già consolidato la propria carriera in Serie A. È il caso di Antonín Barák, Andrea Petagna, Armando Izzo e Matteo Pessina, tutti profili che negli ultimi anni hanno disputato numerose stagioni nella massima serie e che continuano a beneficiare di accordi economici particolarmente importanti.
Tra i nomi presenti nelle parti alte delle classifiche salariali figurano inoltre giocatori come Joel Pohjanpalo, Gianluca Busio e Alfred Duncan, ad ulteriore testimonianza di come la Serie B sia ormai in grado di attrarre talenti internazionali e calciatori di esperienza.
Per questi giocatori gli stipendi possono superare il milione di euro lordo all’anno, una cifra che li colloca molto al di sopra della media della categoria. Al contrario, un calciatore titolare di una squadra di metà classifica percepisce generalmente tra i 100.000 e i 250.000 euro lordi annui, mentre i giovani provenienti dai vivai o alla prima esperienza tra i professionisti possono partire da cifre sensibilmente inferiori.
Si tratta di compensi che, se confrontati con quelli di un lavoratore italiano medio, appaiono particolarmente elevati. Un impiegato del settore privato percepisce mediamente tra i 30.000 e i 35.000 euro lordi annui, mentre un insegnante o un infermiere raramente supera i 40.000 euro. Un top player della Serie B può quindi guadagnare in una sola stagione quanto molti lavoratori percepiscono nell’arco di una carriera professionale.
Stipendi Serie B: capitolo allenatori
Anche sul fronte delle panchine la Serie B presenta numeri molto interessanti. Le società che puntano alla promozione investono infatti risorse significative non soltanto sui giocatori, ma anche sugli allenatori e sugli staff tecnici. Avere una guida tecnica esperta, d’altronde, può rappresentare un vantaggio decisivo in un campionato lungo ed equilibrato come quello cadetto.
Negli ultimi anni la categoria ha attirato tecnici con importanti esperienze in Serie A e nelle principali competizioni nazionali. Un segnale evidente della crescita economica e tecnica del campionato, che sempre più spesso rappresenta un’opportunità professionale di alto livello anche per gli allenatori.
A incidere sui costi sono spesso anche gli esoneri. Le società che cambiano frequentemente allenatore si trovano infatti a sostenere contemporaneamente gli stipendi dei tecnici sostituiti e di quelli chiamati a prenderne il posto, facendo aumentare sensibilmente il costo complessivo degli staff.
Gli allenatori più pagati della Serie B 2025/2026
Se per i calciatori è difficile reperire dati ufficiali sugli stipendi, per gli allenatori l’operazione è ancora più complessa. Le società raramente rendono pubblici i dettagli economici dei contratti e spesso le cifre disponibili derivano da indiscrezioni di mercato e ricostruzioni giornalistiche.
Tra i tecnici che nella Serie B 2025/2026 avrebbero percepito gli ingaggi più elevati figura Giovanni Stroppa, protagonista della promozione del Venezia. Secondo diverse stime il suo compenso sarebbe stato vicino al milione di euro lordo a stagione, una cifra in linea con le ambizioni di una società costruita per il ritorno immediato in Serie A.
Nella fascia più alta degli stipendi degli allenatori si sarebbe collocato anche Filippo Inzaghi, che durante la sua esperienza sulla panchina del Palermo avrebbe beneficiato di un contratto compreso tra i 600.000 e i 900.000 euro annui, bonus esclusi. Si tratta di cifre molto elevate per la categoria, ma giustificate dagli investimenti effettuati dalla proprietà siciliana negli ultimi anni.
Tra gli allenatori meglio retribuiti della Serie B appena conclusa figurerebbero inoltre Luca D’Angelo dello Spezia e Paolo Bianco del Monza, con compensi stimati tra i 400.000 e i 700.000 euro lordi a stagione. Naturalmente si tratta di valori indicativi, visto che la maggior parte dei contratti non viene resa pubblica dalle società.
Questi numeri confermano come la Serie B sia diventata negli anni un campionato capace di attirare allenatori di alto livello. Per fare un confronto con il mondo del lavoro tradizionale, un dirigente d’azienda italiano percepisce mediamente tra 70.000 e 120.000 euro lordi all’anno, mentre un allenatore di vertice della Cadetteria può arrivare a guadagnare anche otto o dieci volte tanto.
Il paragone con la Serie A resta però impietoso. Nella massima categoria italiana gli allenatori delle big possono superare abbondantemente i 5 milioni di euro netti a stagione, con punte che arrivano anche oltre gli 8 milioni annui. Una differenza che evidenzia ancora una volta il profondo divario economico esistente tra il massimo campionato e la Serie B.
Serie B, differenza stipendi con Serie A e Serie C
In Serie B i calciatori percepiscono stipendi molto elevati rispetto alla media nazionale, ma il confronto con la Serie A evidenzia ancora un divario enorme. Nella massima categoria italiana un titolare di una squadra di fascia media può guadagnare circa 1 milione di euro netto a stagione, mentre nelle grandi società gli stipendi superano facilmente i 3-5 milioni annui e possono raggiungere cifre molto superiori per i campioni internazionali.
Il confronto con la Serie C racconta invece una realtà decisamente diversa. Molti calciatori della terza serie professionistica italiana percepiscono stipendi compresi tra i 20.000 e i 60.000 euro lordi annui, mentre solo una ristretta minoranza riesce a superare quota 150.000-200.000 euro. Di conseguenza un titolare affermato di Serie B può arrivare a guadagnare anche cinque o sei volte più di un collega della Serie C.
In generale lo stipendio medio di un calciatore di Serie B viene stimato tra i 100.000 e i 180.000 euro lordi all’anno, con i giovani che spesso partono da cifre comprese tra i 40.000 e i 70.000 euro e i giocatori più importanti che possono abbondantemente superare il milione di euro annuo.
Le differenze di guadagno tra le varie categorie del calcio professionistico italiano restano quindi molto marcate. Tuttavia la Serie B continua a occupare una posizione privilegiata nel sistema calcistico nazionale, rappresentando un campionato capace di garantire stipendi elevati e ottime opportunità professionali pur restando lontano dagli eccessi economici della Serie A.
In definitiva la Cadetteria si conferma una realtà intermedia: abbastanza ricca da attrarre giocatori e allenatori di alto profilo, ma ancora legata a logiche economiche più sostenibili rispetto alla massima serie. Un equilibrio che contribuisce a rendere la Serie B uno dei campionati più competitivi e imprevedibili del calcio europeo.
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