Le lacrime sono una costante in questo periodo dell’anno quando si tratta di squadre di calcio. Tra finali e partite che possono determinare l’esito di una stagione i pianti a cui si assiste sono variegati nelle loro motivazioni e nelle loro circostanze. La Serie A sta per arrivare alla sua conclusione, alcuni verdetti, come quello dell’Inter Campione d’Italia, si conoscono già da diverse settimane, ma ci sono ancora importanti posizioni di classifica che devono essere determinate. In parallelo la sempre lunga stagione di Serie B sta esprimendo in questi giorni alcuni dei suoi momenti emozionanti con i playoff e i playout. In particolare i playoff si intrecciano con forza con quanto accade nelle ultime giornate di Serie A perchè determinano l’ultima promossa nella massima serie che prenderà il posto di chi dovrà affrontare le conseguenze di una retrocessione in Serie B.
La promozione in Serie A o la retrocessione in Serie B non sono però solamente dei fatti sportivi per cui esaltarsi oppure rimuginare tra rimpianti e rimorsi per quanto realizzato o non ottenuto durante la stagione. Sono eventi che hanno un impatto più ampio e che ha conseguenze che si allungano anche sulla stagione successiva, inevitabilmente condizionata dal risultato sportivo di quella passata. Oltre alla possibilità di essere più attrattivi proponendo a un qualunque giocatore una Serie A piuttosto che una Serie B (anche se non mancano i casi di giocatori che scendono di categoria) la questione ha risvolti molto concreti anche quando si parla di conti e bilanci delle società.
Il «paracadute» per chi retrocede in Serie B
Partiamo dalla situazione più scomoda, ovvero quella che prevede la retrocessione in Serie B dalla Serie A. Per i club coinvolti in questo tipo di situazione esiste un contributo che da tempo ormai viene chiamato per comodità e sintesi «paracadute». Evidente il significato di questa scelta lessicale: uno strumento che cerchi di attutire e rendere più morbido possibile un atterraggio dopo un salto così importante come quello dalla Serie A alla Serie B. Il sito specializzato Calcio e Finanza spiega nei dettagli come funziona il paracadute e su quali voci in particolare cerchi di compensare la differenza tra le due massime categorie calcistiche italiane.
Il paracadute ammonta complessivamente a 60 milioni di euro, distribuiti a seconda delle varie fasce: a ogni “Società di fascia A” spettano 10 milioni di euro; a ogni “Società di fascia B” spettano 15 milioni di euro; a ogni “Società di fascia C” spettano 25 milioni di euro. Le fasce per le società sono così stabilite:
- FASCIA A: si tratta delle società che retrocedono in B dopo aver militato in Serie A per una sola stagione (le neopromosse), e non posseggono i requisiti delle Società di fascia B o C;
- FASCIA B: si tratta di quelle società che retrocedono in B dopo aver militato in Serie A per due stagioni (anche non consecutive) nelle ultime tre.
- FASCIA C: si tratta di quelle società che retrocedono in B dopo aver militato in Serie A per tre stagioni (anche non consecutive) nelle ultime quattro.
È già possibile per esempio fare i conti per Salernitana e Sassuolo: entrambe infatti otterranno 25 milioni di euro (cifra che sarà ridotta proporzionalmente se l’ammontare complessivo delle tre quote dovesse superare i 60 milioni. Nel caso di retrocessione di una tra Udinese ed Empoli l’importo sarà di 20 milioni).
Promozione in Serie A, il peso della legge Melandri
Ancora Calcio e Finanza mette ordine anche per quanto riguarda il valore minimo di una promozione dalla B alla A, al netto della ricchezza o capacità economica della proprietà del club che raggiunge questo traguardo. Come è noto una grande parte dei ricavi di molti club deriva dalla vendita dei diritti di trasmissione del campionato di Serie A. A questo proposito è la legge Melandri che regolamenta la suddivisione della somma incassata dalla vendita dei diritti tra tutti i club di Serie A.
Nel dettaglio:
- una quota pari al 50% è ripartita in misura identica tra tutte le società partecipanti al campionato di Serie A;
- una quota pari al 15% sulla base della classifica e dei punti conseguiti nell’ultimo campionato;
- una quota pari al 10%, sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati;
- una quota pari al 5%, sulla base della graduatoria formata tenendo conto dei risultati sportivi conseguiti a livello nazionale e internazionale dalla Stagione Sportiva 1946/47 alla sesta antecedente a quella di riferimento;
- una quota pari all’8%, sulla base dell’audience televisiva certificata da Auditel;
- una quota pari al 12%, sulla base degli spettatori paganti che hanno acquistato il titolo di accesso per assistere alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre campionati.
Considerando tutte queste indicazioni è possibile calcolare che una promozione in Serie A ha un valore minimo per un club intorno ai 26 mln di euro. Parma e Como hanno già festeggiato il loro salto di categoria ed entrambe hanno alle spalle proprietà in grado di investire per provare a rimanere in Serie A per più di una stagione, per l’ultima promossa è solo questione di attendere ancora qualche giorno.