La Svizzera introduce una nuova misura per le persone indebitate. Potranno dichiarare bancarotta e dopo 3 anni i loro debiti saranno estinti
In pochi ne hanno parlato, ma la Svizzera ha approvato una riforma storica sul fallimento delle persone fisiche. Le persone fisiche con debiti ormai insostenibili avranno la possibilità di rimettersi in carreggiata dichiarando il proprio fallimento e, dopo aver trascorso tre anni vivendo con il minimo vitale e aver ceduto ai creditori tutte le risorse disponibili, potranno ripartire da zero, liberate dai debiti residui.
La nuova procedura di fallimento risanatorio ha ricevuto il via libera definitivo del Parlamento il 19 giugno 2026, con il voto finale delle due Camere. Il testo era stato approvato dal Consiglio Nazionale (la camera di rappresentanza popolare) nella sessione invernale di dicembre e dal Consiglio degli Stati (l’organo di rappresentanza dei Cantoni) nei mesi successivi, prima della composizione delle divergenze.
Un provvedimento a suo modo storico, che ha diviso le forze politiche.
Le persone fisiche potranno dichiarare fallimento in Svizzera
In Svizzera, secondo i promotori della misura, molte persone sovraindebitate non hanno alcuna prospettiva realistica di tornare a una vita senza debiti: anche dopo essersi viste pignorare anni di stipendio, non riescono a rimettersi in piedi dal punto di vista finanziario.
Un problema più diffuso di quanto si pensi. Secondo l’indagine sui redditi e sulle condizioni di vita (SILC) dell’Ufficio federale di statistica (UST), pubblicata nell’ottobre 2024 e riferita al 2022, oltre il 40% della popolazione residente in Svizzera (il 40,9%) vive in un’economia domestica con almeno una forma di debito.
Tra le più diffuse ci sono i leasing per i veicoli e le ipoteche diverse da quella sull’abitazione principale; tra gli arretrati di pagamento, invece, prevalgono quelli su imposte e premi dell’assicurazione malattia.
Una riforma che ha incontrato la ferma opposizione dell’Unione Democratica di Centro (UDC/SVP), che chiedeva di tenere conto della responsabilità del singolo debitore. Secondo gli esponenti dell’UDC il debitore «non solo deve essere cronicamente insolvente, ma anche non essere responsabile della propria situazione», perché non sarebbe ammissibile che qualcuno possa accedere alla procedura agevolata e vedersi cancellare i debiti dopo aver vissuto nel lusso, al di sopra delle proprie possibilità.
A questa posizione ha risposto Fabien Fivaz, deputato dei Verdi (Neuchâtel), sottolineando come nella maggior parte dei casi i cittadini svizzeri si ritrovino sommersi dai debiti non per cattiva volontà o negligenza, ma a causa di eventi imprevedibili come la perdita del lavoro, un divorzio, un incidente o una malattia.
A quali condizioni i cittadini svizzeri potranno dichiarare fallimento
Con il voto del 19 giugno 2026 il testo ha superato le divergenze tra le due Camere. Prima di entrare in vigore dovrà però decorrere il termine referendario previsto per le leggi federali; solo in seguito il Consiglio federale ne fisserà l’entrata in vigore.
Sui punti più delicati le Camere hanno trovato un’intesa. Mentre il Consiglio federale, nel progetto iniziale, aveva previsto che il debitore non potesse avviare una nuova procedura per dieci anni, il Parlamento ha scelto una linea più restrittiva, concedendo l’opportunità una sola volta nella vita.
Discussione anche sulla gestione dei beni straordinari — come eredità o vincite — che dovessero pervenire al debitore dopo la liberazione dai debiti: in questi casi è previsto che, entro un determinato periodo dalla conclusione della procedura, tali beni vadano ai creditori.