Sondaggi politici: risale il Pd, Italexit sotto il 3%, slancio del terzo polo, ora può superare Forza Italia

Giacomo Andreoli

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Secondo l’ultima rilevazione di BiDiMedia, Fratelli d’Italia rimane il primo partito italiano e la coalizione di centrodestra è la favorita per le elezioni del 25 settembre, ma avanza il terzo polo.

Sondaggi politici: risale il Pd, Italexit sotto il 3%, slancio del terzo polo, ora può superare Forza Italia

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Avanza il terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi, a discapito di Forza Italia. A dirlo è l’ultimo sondaggio di BiDiMedia, commissionato da Unione Popolare, la formazione di sinistra guidata dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Secondo la rilevazione Fratelli d’Italia rimane il primo partito italiano e la coalizione di centrodestra è la favorita per le elezioni del 25 settembre, ma qualcosa si muove nell’area centrista.

Il terzo polo, infatti, ad oggi totalizzerebbe il 6,2% dei consensi, contro il 5% medio degli altri sondaggi. Forza Italia sarebbe vicinissima. Il partito di Silvio Berlusconi, nonostante la campagna elettorale social molto cliccata e discussa del suo leader, è stimato infatti al 6,6%. La differenza è quindi appena dello 0,4%.

La sorpresa potrebbe leggermente indebolire il fronte del centrodestra, dove anche la Lega non brilla nei sondaggi e rimane stabilmente sotto il 13% dei consensi. La formazione di Matteo Salvini, secondo questa rilevazione, totalizzerebbe il 12,7% dei consensi.

Sondaggi, il M5s tallona la Lega

Sempre secondo BiDiMedia, continua il testa a testa al vertice tra Fdi e il Partito Democratico. Il partito guidato da Giorgia Meloni è al 24,5%, contro il 24,3% dei democratici. A differenza di altri sondaggi, quindi, questa rilevazione vede la formazione di Enrico Letta vicinissima al competitor di destra.

Il Movimento 5 Stelle rimane invece al quarto posto, anche se insidia il Carroccio con il suo 11%. Secondo alcuni sondaggisti la rimonta è possibile. Più in basso supererebbe la soglia di sbarramento del 3% solo l’Alleanza tra Sinistra Italiana e Verdi, che tuttavia rispetto al 4% stimato al momento della nascita qualche mese fa, oggi è valutata al 3,8%, in leggero calo.

Per il resto il partito più vicino a superare il range fissato dalla legge elettorale (il cosiddetto “Rosatellum”) è Italexit. La formazione anti-europeista e critica sui vaccini Covid, guidata da Gianluigi Paragone, varrebbe il 2,5% dei voti totali. Poi ci sono: Più Europa all’1,9%, Noi Moderati di Toti-Lupi-Cesa all’1,6%, Unione Popolare all’1,3%, Alternativa per l’Italia di Adinolfi e Di Stefano all’1,1%, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo allo 0,9% e Impegno Civico del ministro Luigi Di Maio allo 0,7%.

Rischio affluenza ai minimi storici

Con questi numeri il centrodestra unito otterrebbe il 45,4%, contro il 30,7% del centrosinistra. Con questi numeri la maggioranza di Camera e Senato per Meloni, Salvini e Berlusconi sarebbe assicurata, anche se l’alleanza non conquisterebbe i due terzi del Parlamento.

Il sondaggio, quindi, rileva una possibile affluenza al voto del 65,5%. Si tratterebbe di un numero molto basso e preoccupante, con milioni di cittadini che non si recano alle urne perché sfiduciati dalla politica. Un record negativo che tutti i partiti vorrebbero evitare. Al momento, poi, oltre l’1% degli elettori è pronto a invalidare la scheda, mentre il 23% risulta indeciso e probabilmente si formerà un’opinione (maturando quindi una decisione sul da farsi) solo nei giorni a ridosso del 25 settembre.

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