Salvini: “Pronti a collaborare, vado oltre gli insulti.” Ma è tutto vero?

Violetta Silvestri

12/04/2020

25/08/2021 - 11:57

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Matteo Salvini rilancia la collaborazione con il Governo Conte, annunciando addirittura il perdono del Presidente del Consiglio. Ma la tregua non ci sarà, anche per volontà del leader della Lega.

Salvini: “Pronti a collaborare, vado oltre gli insulti.” Ma è tutto vero?

L’Italia è nel pieno della bufera politica e dell’emergenza coronavirus. Nemmeno le festività pasquali, infatti, hanno placato un clima di forte tensione e rottura tra maggioranza e opposizione.

L’ultima conferenza stampa di Giuseppe Conte ha alzato un muro tra esecutivo e i leader di minoranza che sembra ormai indistruttibile. Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno gridato al regime, nel peggiore degli scenari possibili per la politica italiana chiamata all’unità per sfidare l’epidemia.

Il leader della Lega adesso diffonde messaggi rassicuranti e dal tono istituzionale, a testimoniare il rinnovato impegno a collaborare con il Governo per il bene del Paese. E, soprattutto, a mettere in evidenza il suo atteggiamento di apertura contro quello del Presidente Conte, fatto soltanto di insulti.

L’impressione è che la tregua non ci sarà e che lo stesso atteggiamento pacato di Salvini sia una strategia di scontro, non di reale collaborazione.

Salvini perdona Conte: “Pronti a collaborare, ma qualcuno non vuole”

L’uscita a sorpresa di Giuseppe Conte contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni ha sollevato un polverone senza precedenti in Italia.

La questione cruciale è il MES, ma quella più nascosta è un rapporto tra i leader dell’opposizione e l’attuale Presidente del Consiglio che non è mai stato buono. Anzi, esso ha visto un’escalation di tensione sempre più allarmante che difficilmente si smorzerà.

Ieri, intervistato su Rete 4 a Stasera Italia - dopo essere apparso in tutti i telegiornali nazionali - Matteo Salvini ha affermato rivolto a Conte e alle sue accuse in conferenza stampa:

Vado oltre gli insulti, ho già perdonato. Nel dopoguerra Pci e Dc collaborarono, qui invece c’è qualcuno che vuole fare tutto da solo ma da soli non si va da nessuna parte.”

E poi, ha elencato tutte le proposte della Lega che non sono state prese in considerazione, mettendo in luce i mancati interventi su bollette, mutui, stipendi dei medici, lavoratori, imprese.

Toni pacati e istituzionali, ai quali si è aggiunta anche la telefonata al Capo dello Stato Sergio Mattarella, per gli auguri di Pasqua e per ribadire la sua personale preoccupazione verso l’Italia.

L’impressione, però, è che la distanza tra la Lega e il Governo di Conte sia rimasta abissale e che una reale voglia di collaborare non ci sia. Lo si evince quando Salvini ripete che l’unica proposta accettabile è la sua, chiamata Orgoglio Italiano, e che per ogni cosa che non va “si dice che è colpa di Salvini”.

La linea è di far apparire Conte come il vero accusatore e nemico, vestendo i panni della vittima. Il leader della Lega ha chiamato in causa addirittura sua figlia, dicendo che si era impressionata per le parole di odio del Presidente del Consiglio in televisione contro il padre.

E non ha affatto risposto chiaramente sul MES, raggirando le osservazioni secondo le quali, in fondo, Conte non la pensa poi così diversamente sul Fondo salva-Stati, ripetutamente considerato inadeguato dallo stesso Presidente del Consiglio.

Strategie, quelle della Lega, che nulla hanno a che fare con la politica invocata dallo stesso Salvini del secondo dopoguerra, quando PCI e DC hanno agito in tutto un altro spirito.

Salvini continua a non essere chiaro sul MES

Al netto delle considerazioni politiche e istituzionali sull’opportunità o meno di Conte di chiamare in causa Salvini e Meloni in conferenza stampa, quello che emerge è una volontà di poca chiarezza da parte della Lega sull’argomento.

Perché, se da una parte il Presidente del Consiglio ha voluto sottolineare con determinazione la linea del Governo sul MES, dall’altra Salvini sta continuando a ripetere che non vuole più parlare di Fondo Salva-stati per non fare polemiche. Lo strumento è bocciato e basta.

Ma qui la questione è di essere coerenti, non solo su chi veramente ha approvato il MES. Piuttosto sul fatto che l’accordo dell’Eurogruppo prevede, tra le altre proposte, l’utilizzo non obbligatorio dello strumento senza condizionalità per spese sanitarie legate al coronavirus.

Conte ha ribadito che non sarà utilizzato dall’Italia perché non utile alla sua emergenza. Non è forse quello che dice anche Matteo Salvini? Si può essere d’accordo o no sulla linea del Governo a Bruxelles, ma continuare a ripetere - come sta facendo il leader della Lega - che l’Italia sta accettando il MES non è davvero la realtà.

E con queste premesse non ci sarà nessuna tregua, né collaborazione. E Salvini lo sa.

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