Ultimo atto sui tassi da parte della Fed capitanata da Jerome Powell. La palla passerà a Kevin Warsh. Money.it segue la diretta.
Tra qualche ora, il mondo conoscerà l’ultima decisione sui tassi presa dalla Fed capitanata dal Presidente Jerome Powell.
Oggi, mercoledì 29 aprile 2026, si chiude infatti la riunione di politica monetaria del Federal Open Market Committee (FOMC) sotto la presidenza del banchiere centrale, il cui mandato scade il 15 maggio, molto prima del prossimo meeting sui tassi USA, in calendario il 16 e 17 giugno.
Le previsioni sono di tassi ancora fermi nel range compreso tra tra il 3,5% e il 3,75%, dopo l’ultimo meeting di marzo.
Money.it segue la diretta del Fed Day.
Riunione Fed, conto alla rovescia all’annuncio sui tassi
Come di consueto, l’annuncio della decisione sui tassi presa dalla Fed arriverà per via di un comunicato alle 20 ora italiana.
Seguirà alle 20.30 l’ultima conferenza stampa di Powell nelle vesti di numero uno della Federal Reserve: evento attesissimo da tutti per scoprire come il banchiere deciderà di lasciare la scena.
Occhio al trend dei principali indici azionari di Wall Street Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq Composite.
Sul mercato del forex, in evidenza il dollaro USA, nello specifico i rapporti di cambio rapporto euro-dollaro (EUR-USD), dollaro-yen (USD-JPY) e sterlina-dollaro (GBP-USD).
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Tassi Fed, di tagli si continua comunque a parlare. Ecco quanti entro l’estate del 2027
Nell’attesa del verdetto sui tassi USA di oggi, atteso per le 20 ora italiana Blerina Uruci, Chief U.S. Economist di T. Rowe Price, ha confermato quanto condiviso da altri economisti e analisti, ovvero che “non ci si aspetta alcun cambiamento dei tassi nella riunione di questa settimana”.
A suo avviso “l’attenzione si concentrerà sulla transizione della leadership del FOMC da Powell a Warsh in vista della riunione di giugno, oltre che sugli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’inflazione headline e core”.
Uruci ha reso noto di avere posticipato intanto la “previsione per l’inizio del taglio dei tassi dall’inizio del secondo semestre del 2026 al quarto trimestre del 2026”, così aggiungendo:
“La nostra aspettativa di base è che la Fed inizi a tagliare i tassi entro il quarto trimestre del 2026. Ritengo che possa attuare 3-4 tagli entro l’estate del 2027, con rischi orientati verso il limite inferiore di questo intervallo qualora il mercato del lavoro creasse più posti di lavoro del previsto. Oltre a condizioni interne più forti delle attese, altri rischi per lo scenario base includono un conflitto più prolungato in Medio Oriente che porti a un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio ed effetti di secondo round sull’inflazione core superiori alle nostre stime. Attualmente, i mercati stanno prezzando meno di mezzo taglio entro marzo 2027, un posizionamento significativamente più da falco rispetto alla mia visione”.
Kevin Warsh incassa approvazione Commissione bancaria Senato USA
Così come da attese, a seguito della decisione del dipartimento di Giustizia USA di chiudere l’indagine a carico del Presidente della Fed Jerome Powell, la Commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti ha approvato la nomina di Kevin Warsh a prossimo Presidente della Fed. La conferma definitiva è attesa a questo punto dall’intero Senato che, a maggioranza repubblicana, si prepara a dare il via libera finale alla prossima Presidenza della Fed nelle mani di Warsh.
Tutti i 13 esponenti Repubblicani della Commissione bancaria del Senato USA hanno votato a favore del candidato nominato da Trump. Hanno votato invece contro tutti gli 11 esponenti Democratici della Commissione.
La parola agli analisti, Powell più falco nell’ultima riunione Fed sotto la sua presidenza?
Così Derek Halpenny, Head of Research, Global Markets EMEA & International Securities di MUFG Bank, anticipa quello che sarà, a suo avviso, l’esito della riunione della Fed:
“Ci aspettiamo che il presidente della Fed Powell adotti un tono più restrittivo rispetto all’ultima conferenza stampa di marzo. Stanno emergendo segnali di rischio inflazionistico e, con un’economia resiliente e mercati azionari statunitensi ancora solidi, tali rischi sono destinati ad aumentare. L’indice ISM dei prezzi pagati nel settore manifatturiero è salito di 19,3 punti in due mesi, il maggiore incremento dal 2016. L’aumento mensile dell’indice dei prezzi pagati nei servizi ISM (7,7 punti) è stato superiore a qualsiasi periodo post-Covid e il più elevato dal 2012. Pur ritenendo improbabile che Powell adotti un atteggiamento aggressivamente restrittivo (considerando che si tratta probabilmente della sua ultima conferenza stampa), vi sono motivi per enfatizzare i crescenti rischi per la stabilità dei prezzi; ciò potrebbe tradursi in un aumento dei rendimenti nella parte a breve della curva USA, rafforzando i segnali emergenti di miglioramento della domanda di dollari. I rischi al ribasso per EUR/USD e al rialzo per USD/JPY sono in aumento”.
Wall Street in lieve calo in attesa verdetto tassi Fed. Ieri chiusura in rosso
Wall Street cauta nel giorno in cui la Fed farà il suo annuncio sui tassi. Le previsioni sono di tassi sui fed funds fermi nel range compreso tra il 3,5% e il 3,75%, per la terza volta consecutiva.
Nell’attesa di conoscere il verdetto della banca centrale, i tre principali indici azionari della Borsa USA sono poco mossi. Ieri sessione al ribasso per l’azionario americano, con l’indice S&P 500 che ha chiuso la sessione in calo dello 0,49%, a quota 7.138,80 punti, e il Nasdaq Composite in flessione dello 0,9% a quota 24.663,80. Il Dow Jones Industrial Average è rimasto ingessato, perdendo appena 25,86 punti, o lo 0,05%, a 49.141,93.
Oggi lo S&P 500 cede in avvio di seduta lo 0,14%, mentre il Nasdaq arretra dello 0,26%. Giù anche il Dow Jones, che lascia sul terreno lo 0,39%.
Tassi Fed, ultimo atto Powell, la palla passa a Kevin Warsh. Tagli più probabili o no?
Il Fed Day di oggi fa già notizia, ancora prima dell’annuncio sui tassi, in quanto oggi è l’ultima volta in cui la banca centrale USA annuncerà i tassi sotto la guida di Jerome Powell.
E’ molto probabile, infatti, che il successore Kevin Warsh incassi la fiducia del Senato, a seguito della decisione del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di chiudere l’indagine penale su Powell.
Ancora più grande, probabilmente, sarà la trepidazione dei mercati per il prossimo Fed Day, del 16 e 17 giugno quando, a spiegare la decisione sui tassi non sarà più, ai giornalisti e al mondo, Jerome Powell, ma Kevin Warsh, il banchiere che la super colomba Donald Trump ha scelto con la speranza di veder scendere i tassi USA.
Ma sarà proprio così?
Non tutti ne sono convinti: “New Fed chair, same reality: Imminent rate cuts are unlikely, even if Warsh takes the helm”, scrive l’analista Bryan Mena in un articolo pubblicato sulla CNN.
A suo avviso, al cambio di guardia alla Fed non corrisponderà, almeno a breve, ad alcun cambiamento nella direzione dei tassi USA.
E questo per quattro motivi ben precisi, che si possono riassumere nella seguente constatazione: la Fed, ora, non può permettersi di tagliare i tassi.
I quattro motivi elencati sono i seguenti:
- I prezzi energetici rimangono elevati, a causa della guerra USA-Iran.
- Le spese per consumi continuano a confermarsi solide e dalla stagione delle trimestrali USA è arrivata anche l’indicazione di utili solidi nei primi tre mesi del 2026.
- Il mercato del lavoro degli Stati Uniti è ancora debole, ma presenta segnali di stabilizzazione.
- Il Presidente della Fed non esercita (e questo forse è un dettaglio che sfugge ancora a molti) un’autorità unilaterale sulle decisioni sui tassi USA.
Forse proprio quest’ultimo ostacolo, che molto probabilmente è sfuggito a molti, serve a far capire come, per quanto si parli di Presidente, di capo, timoniere e/o numero uno della Fed, la banca centrale USA, così come la BCE, rimane una istituzione che decide seguendo il principio della maggioranza dei votanti.
Nel caso della Federal Reserve, gli esponenti del FOMC sono 12, di cui 7 membri del board dei governatori; il Presidente della Federal Reserve Bank of New York; e quattro degli 11 Presidenti delle Fed federali che, a rotazione, prestano servizio per 1 anno.
Interpellato dalla CNN Christopher Hodge, capo economista di Natixis CIB ha fatto così notare che Warsh si trova a suo avviso addirittura “in una posizione sfortunata, suo malgrado”, rischiando di essere “probabilmente il Presidente della Fed meno influente degli ultimi tempi ”.
Secondo Hodge, la verità è che il successore di Powell farà “molta fatica a convincere gli altri esponenti (del FOMC) a tagliare i tassi velocemente”.
E questo perché l’inflazione USA, sulla scia ora non solo dei dazi, ma anche degli effetti della guerra USA-Iran, rimane ostinatamente elevata. Per ora, i fari sono accesi però sul brevissimo periodo, con gli investitori che si chiedono in che modo calerà il sipario sulla Fed guidata da Powell, e se il banchiere centrale coglierà l’occasione di oggi per rispondere per le rime a Trump, dopo tutte le ingiurie e pesanti offese incassate dal Presidente americano. Che è arrivato a dargli perfino dello stupido e dell’idiota.
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