Riunione BCE e conferenza Draghi: i momenti salienti

La riunione BCE di settembre e la conferenza stampa di Draghi: le dichiarazioni più importanti e i momenti salienti

Riunione BCE e conferenza Draghi: i momenti salienti

La riunione BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi si sono ufficialmente concluse.

Alle ore 13:45 di oggi, giovedì 13 settembre, l’istituto ha comunicato le proprie decisioni sui tassi di interesse che, esattamente come previsto dalla maggior parte degli analisti, sono rimasti invariati allo 0,00%.

Tutti gli occhi sono stati successivamente puntati sulla conferenza stampa di Draghi, tradotta in italiano in tempo reale da Money.it e disponibile nelle righe seguenti. Tra gli elementi più monitorati sicuramente le stime di inflazione e quelle di crescita.

La conferenza stampa minuto dopo minuto

Di seguito il contenuto dell’intervento di Draghi, monitorato minuto dopo minuto dalle ore 14:30 alle ore 15:20.

15:20 - È finita. Occhi puntati su ottobre

Con circa 10 minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia tradizionale si sono concluse la conferenza stampa di Mario Draghi e la riunione BCE di settembre. Ad ottobre e dicembre si terranno gli ultimi due meeting del 2018.

15:17 - Di nuovo inflazione

Draghi ricorda: I numeri che ho fornito prima sono il risultato di due componenti ossia prezzi degli energetici più bassi e un’inflazione core più forte. Non necessariamente abbassare le stime di crescita significa tagliare anche quelle sull’inflazione. Non sempre i due fattori sono collegati.

15:14 - Recessione nel 2019

D: Escludete per il 2019 una recessione di qualche economia dell’Eurozona?

R: Per la maggior parte, sì. Io parlo per l’intera zona euro e non per Paesi specifici. I governi avrebbero dovuto approfittare dei tassi di interesse bassi.

15:10 - La produzione industriale

La produzione industriale e il suo rallentamento sono stati osservati come un segnale di convergenza dell’economia verso la stabilità.

15:03 - Spread e ancora Italia

D: Lo spread sarà un problema per i mercati? La BCE potrebbe decidere il prossimo anno di introdurre come in passato nuove misure per evitare che l’Italia diventi contagiosa? Moscovici ha definito l’Italia un problema per la Ue e l’Eurozona. Cosa ne pensa?

R: Penso che non vi sia alcun rischio di contagio. Vedremo. L’Italia ha detto che rispetterà le regole.

14:48 - Fiscal policy e governo Italia

Le politiche fiscali rimangono un rischio rialzista per l’Eurozona e in alcune economie saranno meno neutrali del previsto. Per quel che riguarda l’Italia Draghi afferma che negli ultimi mesi sono state dette tante cose, ma ora bisognerà aspettare i fatti. L’Italia ha detto che rispetterà le regole di bilancio. Vedremo.

14:58 - Le banche oggi

Sono più forti ma non possiamo ancora essere completamente soddisfatti. Il prossimo passo sarà accertare una più forte regolamentazione anche sul settore non-bancario.

14:55 - Lehman Brothers

Anche prima del crollo era chiaro che la crisi finanziaria sarebbe presto arrivata e che avrebbe avuto un impatto dirompente. Draghi ricorda che da quel momento in poi non c’è stato un singolo aspetto del sistema bancario a «non essere stato toccato».

14:53 - Junker in focus

D: Cosa pensa delle dichiarazioni di Junker che ha proposto di usare l’euro anziché il dollaro nelle transazioni internazionali?

R: Siamo pronti a cooperare con la Commissione europea per quel che riguarda il ruolo internazionale dell’euro, ma non è comunque qualcosa che fa parte del nostro mandato.

14:48 - Mercati emergenti

D: C’è pericolo per l’Eurozona? Gli attuali problemi delle economie emergenti sembrano legati al restringimento delle politiche monetarie USA. Che rischi vi aspettate dal momento in cui le maggiori banche centrali stanno cambiando atteggiamento?

R: La crescente incertezza dei mercati emergenti è soltanto una componente della più generale incertezza oggi presente sul mercato. Non tutti gli EM sono nelle stesse condizioni. Ovviamente possiamo avere situazioni individuali di esposizione a quelle economie, ma non situazioni di esposizione generale.
I cambiamenti in atto, la potenziale volatilità derivante dai mutamenti graduali della politica monetaria BCE e Fed sono elementi da monitorare. Il rischio più grande, la fonte più grande di incertezza, è comunque il protezionismo.

14:46 - Confusione sul QE

Dalla stampa si sottolinea la confusione sulla vera definizione del QE, soprattutto in Italia. Draghi ricorda che l’obiettivo della BCE è la stabilità dei prezzi e il QE è stato uno degli strumenti utilizzati per raggiungere tale scopo.

14:45 - La politica di reinvestimento

La BCE non ha discusso neanche sul «quando» inizierare a parlare dell’argomento.

14:44 - Ancora inflazione

Draghi conferma che il target di inflazione è sempre lo stesso: il 2%.

14:41 - Iniziano le domande: si parte con il QE

Si chiede a Draghi perché sul QE non sia stata scritta una data finale ben precisa. Il presidente afferma di non averne discusso all’interno del Board, ma rilegge di nuovo parte del comunicato e ricorda che la politica monetaria della BCE non smetterà di essere accomodante con la fine del programma. Ci sono ancora i tassi a livelli storicamente bassi. C’è sempre un tono un po’ dovish nelle parole del presidente.

14:40 - Le riforme

Prima di passare alle domande della stampa Draghi continua con il tradizionale monito alle economie dell’Eurozona a fare di più sul fronte delle riforme strutturali.

14:39 - L’euro avanza

Il cambio euro dollaro continua a salire e si riporta sopra quota 1,166. Al momento scambia in rialzo dello 0,30%.

14:38 - I prezzi al consumo

Le previsioni sull’attuale e futuro andamento dell’inflazione sono state confermate all’1,7% per gli anni 2018, 2019 e 2020.

14:35 - Proiezioni di crescita

Le nuove stime di crescita della BCE:

  • +2% per il 2018
  • +1,8% per il 2019
  • +1,7% per il 2020

L’outlook è stato rivisto al ribasso per questo e il prossimo anno a causa di una più debole della domanda estera. L’outlook è comunque bilanciato ma ci sono rischi relativi al crescente protezionismo e alla volatilità.

14:34 - La crescita confermata

Gli ultimi indicatori confermano il recupero generalizzato della crescita in Eurozona.

14:33 - La BCE monitorerà

La BCE è pronta a reagire e ad aggiustare la propria politica monetaria per far convergere l’inflazione verso il 2%.

14:32 - L’inflazione

L’inflazione continuerà a salire anche dopo la fine del QE.

14:31 - EURUSD

L’euro dollaro balza su quota 1,164 grazie ai dati sull’inflazione USA.

14:30 - La lettura del comunicato

Come di consueto Draghi inaugura la conferenza stampa con la lettura del comunicato relativo alle decisioni prese in sede di riunione BCE.

14:29 - Draghi è arrivato

Si parte. Mario Draghi è arrivato in sala.

14:17 - Cresce l’attesa

A poco più di mezz’ora dalle decisioni sui tassi e sul QE, il mercato attende l’intervento del presidente BCE. L’euro dollaro, dal canto suo, sta continuando a scambiare senza performance particolarmente interessanti e viaggia ora su quota 1,1616.

Il comunicato

Ancora una volta la BCE ha ribadito che i tassi di interesse, oggi invariati, rimarranno ai livelli attuali almeno fino all’estate prossima.

“Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”,

si legge nel comunicato che continua:

“Il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (PAA) all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di questo mese. Dopo settembre 2018, il Consiglio direttivo ridurrà il ritmo mensile degli acquisti netti di attività a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e anticipa che in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine.

Il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Il Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio alle ore 14.30 (ora dell’Europa centrale)”.

— -
Il contenuto seguente, riguardante le previsioni del mercato sull’odierna riunione BCE, è stato redatto prima del comunicato e dunque prima della conferenza stampa di Draghi.

Nella giornata di oggi, giovedì 13 settembre, il presidente fornirà più aggiornate indicazioni di politica monetaria nonostante molti si siano già detti scettici in merito alla reale portata dell’evento.

Il cammino dell’istituto, sia sul fronte tassi di interesse che sul fronte QE, è già stato ampiamente tracciato in occasione della riunione BCE di giugno. Nella relativa conferenza stampa Mario Draghi ha delineato al meglio le modalità di addio al Quantitative Easing ed ha parlato di tassi fermi almeno fino all’estate del 2019. Indicazioni, queste, semplicemente confermate dal meeting di luglio scorso.

Riunione BCE e conferenza stampa: un non evento?

Tra i primi ad esporre le proprie previsioni sulla riunione BCE di settembre e sulla successiva conferenza stampa di Mario Draghi sicuramente gli analisti di Danske Bank secondo cui l’evento potrebbe rivelarsi privo di particolare importanza.

Poche novità, tante conferme e soltanto qualche aggiustamento tecnico. Ecco cosa aspettarsi dalla riunione BCE di oggi. Da luglio ad oggi i dati macroeconomici si sono mostrati in armonia con le previsioni il che, affermano gli analisti, permetterà alla banca centrale di confermare quanto già detto senza la necessità di aggiungere nuovi elementi ad un quadro già completo.

Al limite, hanno continuato, Mario Draghi e i suoi potrebbero rivedere oggi le stime di inflazione sul 2019 e sul 2020 rispetto a quelle fornite a giugno.

“La crescita è stata inferiore alle attese della BCE e dati i persistenti rischi derivanti dalle misure protezionistiche prevediamo che la banca centrale europea abbasserà le sue stime di crescita sul 2018 e sul 2019.”

Per quel che riguarda il cambio euro dollaro, invece, le previsioni di Dankse hanno parlato di una moneta unica ben impostata il prossimo anno, quando il QE sarà terminato. In tre mesi la coppia scambierà su quota 1,13, mentre in sei mesi su quota 1,18. Le previsioni a 12 mesi, infine, hanno parlato di un euro dollaro a 1,25.

Per François Rimeu, Head of Multi Asset & Senior Strategist de La Française, la BCE non toccherà in modo significativo le proprie previsioni di crescita.

“Se mai ci sarà un cambiamento, probabilmente consisterà in una lieve revisione al ribasso, poiché, negli ultimi tre mesi, lo slancio macroeconomico ha rallentato. Ad ogni modo, riteniamo che Draghi vorrà mantenere un atteggiamento ottimista.”

Per quel che riguarda l’inflazione, invece, Rimeu ha stimato una potenziale revisione ribassista che tuttavia potrebbe essere rimandata alla riunione BCE di dicembre.

“Abbiamo buone ragioni per rivedere le previsioni sull’inflazione al ribasso rispetto a giugno con l’euro in rialzo e le materie prime (petrolio escluso) in calo. Anche i numeri sull’inflazione core sono eccessivamente ottimisti (previsioni della BCE: 1,6% nel 2019 e 1,9% nel 2020).

Tuttavia, dubitiamo che l’Istituto centrale di Francoforte integrerà tali cambiamenti questa settimana; potrebbe essere più comodo farlo a dicembre, una volta terminato il programma di quantitative easing.”

La riunione BCE di settembre prenderà ufficialmente il via oggi alle ore 13:45, quando la banca centrale pubblicherà le proprie decisioni su tassi di interesse e QE. Alle ore 14:30, invece, partirà come di consueto la tradizionale conferenza stampa di Mario Draghi che, secondo gran parte del mercato, sarà ricca di conferme ma poco innovativa. Il cambio euro dollaro, intanto, attende su quota 1,162.

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