Azioni MPS e Mediobanca, la raffica di sell non si ferma. Lovaglio fuori? I due nomi per la carica di nuovo CEO

Laura Naka Antonelli

04/03/2026

Tutti i rumor sul destino del CEO Luigi Lovaglio, la cui poltrona traballa. Fonti stampa segnalano 2 nomi di alti dirigenti che potrebbero prendere il suo posto.

Azioni MPS e Mediobanca, la raffica di sell non si ferma. Lovaglio fuori? I due nomi per la carica di nuovo CEO

Niente da fare per le azioni di MPS e Mediobanca, che crollano anche oggi, per la quarta seduta consecutiva, scivolando subito sul fondo del listino Ftse Mib di Piazza Affari.

Oggi, mercoledì 4 marzo 2026, non c’è neanche la ’scusa’ dei forti sell che si sono abbattuti soprattutto alla vigilia sulla borsa di Milano.

Il Ftse Mib è ancora sotto pressione, ma i ribassi, dopo la forte scossa della giornata di ieri, non sono importanti.

A essere importanti sono invece gli smobilizzi sulle azioni delle due banche, così come in generale sui titoli del settore bancario italiano, che anche ieri sono finiti sotto attacco. Il titolo MPS si conferma maglia nera del Ftse Mib, perdendo più del 4%, mentre le azioni di Mediobanca arretrano di oltre il 3%.

Lovaglio lasciato fuori da lista CDA? Perché le azioni MPS e Mediobanca sono le peggiori di Piazza Affari

Le azioni MPS e Mediobanca scontano l’evoluzione - o meglio l’involuzione, a seconda dei punti di vista - del dossier che riguarda i due istituti: nello specifico, il processo di integrazione con cui il Monte dei Paschi di Siena punta a inglobare la preda conquistata, per l’appunto Piazzetta Cuccia, in un clima in cui il tempo stringe, in quanto entro la giornata di domani, giovedì 5 marzo 2026, la banca senese deve approvare la lista del CDA, in vista del rinnovo dei vertici.

A tal proposito, oggi è un’altra giornata campale per il futuro della banca senese e dunque di Mediobanca, visto che è in calendario la riunione del CDA del Monte dei Paschi che dovrà trovare per l’appunto la quadra sulla lista corta del CDA che dovrà essere presentata all’assemblea del prossimo 15 aprile 2026 ed essere dunque sottoposta alla votazione degli azionisti di Rocca Salimbeni.

Le indiscrezioni che affossano le due azioni MPS e Mediobanca si riferiscono alla poltrona dell’attuale CEO Luigi Lovaglio, che già rumor precedenti, poi smorzati, avevano indicato traballare da un po’.

Nelle ultime ore e già nei giorni scorsi sono emerse però nuove indiscrezioni, secondo le quali la lista del CDA dei MPS non includerebbe proprio il nome del manager Luigi Lovaglio.

Il comitato nomine di MPS pensa a due possibili candidati per la posizione di AD al posto di Lovaglio

Reuters ha riportato infatti che il nome del banchiere non comparirebbe nella lista più ristretta che comprende 20 candidati, mentre MF-Milano Finanza ha indicato che, nella giornata di oggi, il comitato nomine di MPS dovrebbe presentare al CDA una lista di 20 nomi che includerebbe due candidati proposti per il timone del Monte dei Paschi di Siena.

I nomi sono quelli dell’ex numero uno di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, dato per favorito, e quello dell’ex manager di UniCredit Carlo Vivaldi.

Si torna a parlare anche di Corrado Passera, ex AD di Poste Italiane e di Intesa SanPaolo, così come fondatore di Illimity, la banca che ha capitanato prima che l’istituto finisse per essere conquistato da Banca Ifis.

Corrado Passera potrebbe diventare presidente del nuovo Monte dei Paschi di Siena, forte della preda fagocitata Mediobanca.

Lovaglio e l’indagine della Procura di Milano che pesa sul suo nome

Tra i rumor, anche quello relativo a un faro che la BCE avrebbe acceso sul processo di selezione dei candidati.

Nello specifico, la Vigilanza sulle banche esercitata dalla Banca centrale europea avrebbe alzato l’asticella per i criteri da adottare per scegliere i componenti del prossimo CDA, premendo per nomi di “altissimo profilo”, come riporta Il Giornale.

D’altro canto la posizione del comitato nomine si spiegherebbe con una verità inequivocabile, ovvero con il fatto che, per quanto artefice del risanamento di Rocca Salimbeni, la reputazione di Lovaglio sarebbe stata comunque macchiata dall’indagine a suo carico avviata dalla Procura di Milano per manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza, nella scalata di Mediobanca da parte di MPS.

Le azioni MPS e Mediobanca, in forte ribasso per la quarta seduta consecutiva da quando Luigi Lovaglio ha presentato il piano industriale 2026-2030 del Monte, bocciato tra l’altro immediatamente da Piazza Affari, in quanto reputato scarno di dettagli cruciali, non reggono il clima di incertezza.

Tanto che ieri Equita SIM, nel riportare le indiscrezioni del quotidiano La Repubblica - che, oltre a richiamare le frizioni con l’azionista Caltagirone - ha indicato che l’opzione di estromettere Lovaglio dalla lista “sarebbe valutata anche per ragioni di opportunità, alla luce dell’inchiesta” che vede il CEO indagato, ha fatto notare che “le indiscrezioni confermano che l’incertezza sulla governance resta un fattore di rischio per il titolo ”.

MPS e Mediobanca, rally azioni finito da un pezzo. Forti sell da inizio 2026

Veniamo a questo punto al trend delle azioni MPS, Mediobanca, entrambe quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, non solo di oggi.

Ormai le azioni della banca senese, oltre a perdere quota 9 euro, sono scese anche al di sotto della soglia psicologica di 8 euro, estendendo la fase ribassista dell’ultimo periodo.

In cinque giorni di contrattazioni a Piazza Affari, i titoli del Monte dei Paschi di Siena hanno perso più del 15%, mentre in un mese sono scivolati di oltre il 17%.

Negli ultimi tre mesi il bilancio è di una flessione di oltre il 3%. Da inizio anno la performance è di un tonfo di quasi -18%, fattore che ha portato le azioni a riportare ormai su base annua un rialzo limitato a +3,74%.

Tutto tinto di rosso ormai è il trend delle azioni di Mediobanca, pari a un tonfo del 15,75% negli ultimi 5 giorni e a uno scivolone del 12,6% nell’ultimo mese.

Negli ultimi tre mesi il titolo di Piazzetta Cuccia ha segnato un calo limitato a -1,22% ma YTD, ovvero dall’inizio del 2026, le azioni hanno perso quasi il 7%. Su base annua, il loro valore è inferiore del 4,25%.

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