Ad annunciare il momento in cui l’euro digitale potrebbe essere emesso è stato oggi Piero Cipollone, esponente del Comitato esecutivo della BCE.
Parola della BCE: se tutto va bene, l’euro digitale sarà emesso nel 2029.
A dirlo oggi, mercoledì 18 febbraio 2026, è stato Piero Cipollone, esponente italiano del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, presentando alcune slide sul tema all’ABI, in occasione del Comitato esecutivo dell’associazione dei banchieri italiani.
Cipollone ha ricordato le fasi relative al piano di creazione dell’euro digitale:
- La fase istruttoria (durata dall’ottobre del 2021 all’ottobre del 2023), in cui la BCE ha definito il concetto dell’euro digitale, facendo le valutazioni tecniche e avanzando una proposta progettuale.
- La fase precedente a quella attuale (durata dal novembre del 2023 all’ottobre del 2025) o anche fase preparatoria, che è stata caratterizzata dall’avvio di test e sperimentazioni.
- E la fase per l’appunto attuale, partita nel novembre del 2025.
Euro digitale, Cipollone: puntiamo a prima emissione nel 2029
Così Piero Cipollone, esponente del Comitato esecutivo della BCE, nel presentare le slide dedicate al progetto dell’euro digitale, intervenendo alla riunione del Comitato esecutivo dell’ABI:
“Ci prefiggiamo di essere pronti a un’eventuale prima emissione dell’euro digitale nel 2029. Tale programmazione si basa sull’ipotesi di lavoro che i colegislatori dell’UE adottino il regolamento sull’introduzione dell’euro digitale nel corso del 2026”.
Nel descrivere la fase attuale, il banchiere ha spiegato che sono in corso preparativi che si basano su “un
approccio flessibile e modulare ”, con l’azione della BCE che si sta concentrando su tre aspetti:
- Avanzamento della preparazione tecnica.
- Intensificazione del coinvolgimento del mercato.
- Sostegno al processo legislativo.
Cipollone ha aggiunto che “l’esercizio pilota e le operazioni iniziali potrebbero essere avviati a metà 2027 ”.
Il ruolo delle banche e dei prestatori di servizi di pagamento (PSP)
Sotto i riflettori il ruolo delle banche e dei prestatori di servizi di pagamento (PSP) che “sono al centro della distribuzione dell’euro digitale”.
In particolare, l’esponente della BCE ha evidenziato “ il ruolo cruciale delle banche ”, che occuperanno la posizione ideale per la distribuzione dell’euro digitale.
Il piano per il lancio dell’euro digitale preserverà inoltre - è stata la rassicurazione dell’esponente del Comitato esecutivo della BCE - “il rapporto banca-cliente evitando la disintermediazione ”.
Ciò significa che “il cliente potrà accedere all’euro digitale attraverso il proprio partner bancario di fiducia ”.
Nel progetto è contemplata inoltre la presenza di “ solide misure di salvaguardia ”, che si sostanzieranno nei “limiti di detenzione” (nel senso che non si potranno tenere quantità illimitate di euro digitale.), nell’“assenza di remunerazione”, nella “funzionalità automatica (inversa)” e “in nessun importo detenibile per le imprese ”.
In poche parole, l’euro digitale avrà regole molto rigide per evitare che sostituisca i conti bancari o destabilizzi il sistema finanziario.
La ripartizione dei ricavi sarà equa, nel senso che le banche saranno ricompensate per i loro sforzi nell’ambito della distribuzione, con le sinergie che saranno rappresentate dalla rete di accettazione, ovvero dalla presenza di infrastrutture già esistenti (banche, circuiti di pagamento, POS, app), che faranno sì che l’euro digitale verrà accettato ovunque, e dal co-badging, ovvero dal fatto che l’utilizzo della nuova moneta digitale potrà avvenire attraverso la stessa carta e la stesso APP che si utilizza per ricorrere ad altre forme di pagamento.
In sintesi, l’euro digitale verrà inserito dentro gli strumenti di pagamento già esistenti, senza costringere l’utente a dover cambiare APP o carta per il suo utilizzo.
Le condizioni sine qua non e le tappe per il lancio dell’euro digitale nel 2025
Per quanto riguarda la possibilità che l’euro digitale venga emesso nel 2029, Cipollone ha precisato che la data si basa
“sull’ipotesi di lavoro che i colegislatori dell’UE adottino il regolamento sull’introduzione dell’euro digitale nel corso del 2026”.
Mancano a tal proposito due tappe chiave nel corso di quest’anno. La prima è prevista per il mese di maggio, quando si esprimerà il Parlamento europeo, dopo la posizione assunta dal Consiglio europeo: posizione, riguardo al regolamento dell’euro digitale, che è stata adottata per la precisione lo scorso 19 dicembre 2025, rappresentando, ha osservato Cipollone, “ una tappa fondamentale del processo legislativo e una forte presa di posizione degli Stati membri a sostegno dei principali pilastri dell’euro digitale, definiti nella proposta della Commissione europea: corso legale, uso offline e online, distribuzione obbligatoria da parte delle banche, massimali medi ponderati per le commissioni e funzionalità di base gratuite per gli utenti”.
Una volta che il Parlamento europeo si sarà espresso, sempre entro il 2026 dovranno essere approvati i regolamenti sull’euro digitale.
Successivamente partirà per l’appunto un progetto pilota, che prenderà il via nella seconda metà del 2027.
Si tratterà, ha spiegato Piero Cipollone, di un progetto che durerà 12 mesi, e che implicherà l’avvio di transazioni reali in un contesto che sarà monitorato dalla BCE.
Al progetto pilota parteciperà un numero limitato di PSP (ovvero di fornitori di servizi di pagamento (PSP) autorizzati dell’UE, che saranno il perno della distribuzione dell’euro digitale), così come commercianti ed esponenti dell’Eurosistema, con la selezione dei PSP che prenderà il via già in questo primo trimestre del 2026.
Emissione euro digitale possibile nel 2029
Se i colegislatori si atterranno alle tappe prefissate, l'euro digitale potrebbe essere emesso nel 2029 (Sito BCE).
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