Tassi BCE, Giorgetti ha appena lanciato un avvertimento a Lagarde

Laura Naka Antonelli

10 Marzo 2026 - 12:08

Tassi BCE, decisione ormai alle porte, con Lagarde che farà di tutto per commettere di nuovo lo storico errore. Ma Giorgetti l’avverte subito.

Tassi BCE, Giorgetti ha appena lanciato un avvertimento a Lagarde

Rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE di Christine Lagarde per rimettere in riga l’inflazione, nel caso in cui accelerasse al rialzo a causa della guerra in Iran? Per il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti si sarebbe “grave” anche se la Banca centrale europea si limitasse a pensare a una soluzione del genere.

L’Italia di Meloni torna dunque a opporsi alle manovre di politica monetaria che l’Eurotower potrebbe decidere di mettere in atto per far rientrare la minaccia di un rialzo dell’inflazione che viene considerata concreta, a causa del boom dei prezzi del petrolio e del gas, schizzati sulla scia dell’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran dello scorso 28 febbraio.

Giorgetti è tornato intanto a parlare oggi, in occasione della riunione dell’Ecofin dedicata alla situazione economica internazionale, che si tiene oggi a Bruxelles.

Gli avvertimenti di Giorgetti alla BCE sono arrivati ieri, come emerge da alcuni post che sono stati pubblicati su X dal MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tra questi spicca il seguente, che si riferisce a quanto ha detto il Titolare del Tesoro nella giornata di ieri, partecipando alla riunione del G7 dedicata alla crisi in Medio Oriente:

“Non dimentichiamo la lezione della guerra contro l’Ucraina: “il rischio economico è di nuovo la fiammata provocata dall’aumento dei prezzi dell’energia e sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria”.

Intervenendo poi all’Eurogruppo di ieri, Giorgetti ha rilasciato altre dichiarazioni, commentando il momento di alta tensione in corso, sottolineando che “l’aumento dei costi energetici distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese” e facendo notare anche che “la mancata indipendenza energetica mette a rischio la sicurezza economica dell’Italia”.

Sempre in occasione della riunione dell’Eurogruppo, il ministro ha avvertito la necessità che l’Europa valuti
l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle del 2022”, successive allo scoppio della guerra in Ucraina, avvenuto a seguito dell’invasione da parte della Russia il 24 febbraio di quell’anno. “Agire subito stoppando i prezzi dell’energia prima che si diffondano su tutti i beni di consumo”, è l’appello che Giorgetti ha lanciato nella giornata di ieri.

Oggi, martedì 10 marzo 2026, intervendo al meeting dell’Ecofin, Giorgettu ha parlato anche di mercato unico e di Unione bancaria, sottolineando che “occorre completare il percorso dell’unione del risparmio e degli investimenti anche tramite un’unione bancaria pienamente effettiva e una maggiore integrazione dei mercati”.

Tornando all’avvertimento lanciato alla BCE di Christine Lagarde, va ricordato che non è certo la prima volta che dal governo Meloni arrivano critiche contro la politica monetaria decisa dalla banca centrale. Più di tre anni fa, il 6 marzo 2023, parlando a un convegno a Milano organizzato dall’Ordine dei Commercialisti, nel bel mezzo di una fase storica in cui la BCE stava continuando ad alzare i tassi per far fronte all’impennata dell’inflazione scatenata dalla guerra in Ucraina, Giorgetti si espresse con le seguenti dichiarazioni, dal tono bene o male mite.

La gestione della politica monetaria, finalizzata a contrastare l’inflazione, sta portando a dei rialzi dei tassi d’interesse sconosciuti a un mondo che era abituato a vivere con tassi d’interesse zero o negativi. Questo pone dei problemi seri a chi ha dei bilanci fortemente indebitati come quello italiano”.

In data 31 dicembre 2023, il ministro ammise poi nel corso di un’intervista a Il Sole 24 Ore che, “se mi si chiede che cosa mi aspetto dal 2024, mi attendo prima di tutto l’avvio rapido di un percorso di discesa dei tassi, che ci offrirebbe margini non indifferenti”.

La BCE iniziò ad allentare la politica monetaria il 6 giugno 2024, proseguendo nella strada dei tagli dei tassi fino al 5 giugno 2025, per poi fermarsi. La pausa è durata parecchio, fino alla prima riunione di politica monetaria del 5 febbraio scorso, quando il Consiglio direttivo ha lasciato inchiodati i tassi per la quinta volta consecutiva.

Per la precisione, i tassi sui depositi, tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale dell’Eurozona sono stati lasciati di nuovo invariati rispettivamente al 2%, 2,15% e 2,40%.

Cosa deciderà di fare a questo punto Christine Lagarde con i tassi?

Il dilemma, con diversi economisti ed esponenti stessi della banca centrale che temono il ritorno della persistenza dell’inflazione, è tornato a ripresentarsi con la guerra in Iran e i suoi attacchi contro i Paesi del Golfo.

Proprio oggi, l’ammissione di una BCE che possa attivarsi ad alzare i tassi è arrivata dal Presidente della Banca centrale dell’Estonia Madis Muller (esponente del Consiglio direttivo della Banca centrale), che ha detto che, “anche se non dovremmo affrettarci a prendere una decisione, la probabilità che il prossimo cambiamento sui tassi vada più verso un rialzo, che non verso l’opposto (un taglio) è salita nelle ultime due settimane”.

Interpellato da Reuters Frederik Ducrozet, responsabile della divisione macroeconomica di Pictet Wealth Management, ha ricordato inoltre il trauma sperimentato da diverse banche centrali: quello di aver sostenuto alla fine del 2021 e agli inizi del 2022 che la crescita dell’inflazione fosse “ transitoria ” (aggettivo utilizzato da Christine Lagarde e dal Presidente della Fed Jerome Powell). Un errore pagato caro in termini reputazionali, e un “trauma” per l’appunto “molto vivo tra alcuni banchieri centrali, che non possiamo ignorare ”.

La verità, infatti - ha continuato Ducrozet - è che alcuni banchieri centrali “saranno preoccupati per un altro shock dell’offerta che avrà il potenziale...di contagiare il resto delle catene di approviggionamento”.

A seguito dell’esplosione della guerra tra la Russia e l’Ucraina, e a partire dal luglio 2022, la BCE di Christine Lagarde ha alzato i tassi di interesse dell’area euro per 10 volte consecutive, alzando il tasso sui depositi dal -0,5% fino al 4%. Successivamente, l’Eurotower ha tagliato i tassi 8 volte, dal 6 giugno 2024 al 5 giugno 2025, dimezzando il tasso sui depositi dal 4% all’attuale 2%.

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