Quale futuro con l’euro digitale? Lo abbiamo chiesto a Nicola Branzoli (Banca d’Italia)

Redazione

18 Febbraio 2026 - 15:02

In occasione del Rome Policy Forum, Nicola Branzoli (Banca d’Italia) ha spiegato a Money.it come l’euro digitale rafforzerà l’autonomia europea nei pagamenti digitali.

Quale futuro con l’euro digitale? Lo abbiamo chiesto a Nicola Branzoli (Banca d’Italia)

L’euro digitale continua ad essere al centro dell’interesse degli osservatori. Un progetto promosso dalla Banca Centrale Europea e sostenuto dalla Commissione Europea che, se realizzato, funzionerà insieme al classico denaro contante. Una moneta pubblica, pensata come versione elettronica delle banconote in euro, emessa e garantita dalla BCE e gratuita.

Money.it ha approfondito il progetto, le funzionalità e l’impatto dell’euro digitale con Nicola Branzoli, Responsabile della Divisione Normativa, Ricerca e Supporto tecnico per l’Euro Digitale - Banca d’Italia, in occasione del Rome Policy Forum, l’evento organizzato da Future Blend - Hub della Finanza Futura, in collaborazione con PwC Italia e Wirex.

Domanda: Uno degli obiettivi dell’euro digitale è rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti digitali. In che modo questo strumento potrà affiancarsi ai circuiti esistenti?
Risposta: “L’euro digitale - se realizzato - affiancherà il contante e sarà di fatto la versione elettronica delle banconote. Parliamo quindi di moneta pubblica, emessa e garantita dalla BCE, gratuita per i pagamenti di tutti i giorni e accettata ovunque nell’area euro. Si tratta di un’opzione in più, che affiancherà le soluzioni private che già esistono”.

“Non è nostra intenzione fare concorrenza al settore privato, anzi l’infrastruttura pubblica che stiamo costruendo permetterà ai privati di costruire e offrire servizi a valore aggiunto, subito disponibili nei 21 Paesi dell’area dell’euro”.

“Per utilizzare l’euro digitale basterà un’app sul proprio cellulare oppure una carta fisica. Sarà possibile, ma non indispensabile, collegare un conto corrente bancario. Potremo anche pagare offline, cioè trasferire denaro immediatamente, anche senza connessione o corrente elettrica, con un semplice tap tra due dispositivi. Questo permetterà l’accesso ai servizi di pagamento anche nelle zone più remote e poco servite dalla rete”.

“Si tratta di una caratteristica altamente tecnologica, ma soprattutto di uno strumento di resilienza e d’inclusione sociale. Con l’euro digitale l’area dell’euro si doterà di un’infrastruttura di pagamento europea, che ci permetterà di arginare l’attuale dipendenza dagli operatori extra europei. Questi soggetti gestiscono circa il 70% delle transazioni online”.

D: Quali cambiamenti pratici possiamo aspettarci per cittadini e imprese?
R: “Per commercianti e imprese, i benefici riguarderanno costi più contenuti, immediata disponibilità degli incassi, maggiore sicurezza dei pagamenti grazie alla funzionalità offline. La pressione delle commissioni applicate dalle carte di credito è crescente, penalizzando soprattutto quei piccoli esercenti che costituiscono il tessuto economico della nostra società, soprattutto in Italia. L’euro digitale sarebbe un bene pubblico che potrà in prospettiva aumentare il potere contrattuale delle imprese rispetto alle soluzioni private”.

D: Uno dei temi più sensibili legati all’euro digitale riguarda la privacy. Come si concilia questo strumento con il diritto alla riservatezza nei pagamenti, chi avrà accesso ai dati delle transazioni e con quali limiti, e in cosa l’euro digitale offrirà tutele maggiori rispetto ai sistemi di pagamento privati oggi utilizzati?
“Per quanto riguarda l’accesso ai dati delle transazioni online, solo la banca commerciale o il prestatore di servizio di pagamento scelti dal singolo utente per avvalersi dei servizi in euro digitale potranno accedere a queste informazioni. Lato Eurosistema saranno visibili solo dei codici crittografati, che rappresentano il pagatore e il beneficiario, ma non sarà mai possibile identificare le singole persone o i singoli commercianti”.

“Le banche centrali dell’Eurosistema non saranno mai in grado di collegare le transazioni ai singoli utenti. Nel caso di una transazione offline, inoltre, i dettagli saranno noti solo a chi paga e a chi riceve i soldi: di fatto avremo un livello di privacy simile a quello del contante”.

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