Riforma pensioni a rischio per la procedura d’infrazione? La risposta di Di Maio

L’UE chiede all’Italia di abbassare la spesa previdenziale, ma il Governo non è d’accordo. Di Maio rassicura gli italiani per Quota 100, ma la riforma delle pensioni potrebbe non andare avanti.

Riforma pensioni a rischio per la procedura d'infrazione? La risposta di Di Maio

Riforma delle pensioni: torna tutto in discussione con l’avvio della procedura d’infrazione?

La notizia riguardante la procedura d’infrazione ai danni dell’Italia scuote il nostro Paese: c’è preoccupazione per quelle che potrebbero essere le conseguenze, con i lavoratori che temono che ciò possa rimettere in discussione la riforma delle pensioni attuata nei mesi scorsi.

La procedura d’infrazione, infatti, potrebbe portare sanzioni fino a 18 miliardi per l’Italia (pari allo 0,2% del PIL). Tra le richieste fatte dall’Unione Europea per evitare che scatti questa misura ci sono la riduzione della spesa pubblica dello 0,1% entro il 2020 e l’aggiustamento strutturale dei conti dello 0,6% del PIL. Per raggiungere questi obiettivi l’Europa “suggerisce” di fare un passo indietro sull’ultima riforma delle pensioni, sulla quale Bruxelles è stata molto dura.

Secondo la Commissione UE, infatti, il fatto che l’Italia abbia reso più flessibile l’uscita dal mercato del lavoro con l’introduzione di Quota 100, la proroga di Opzione Donna e il blocco dell’adeguamento con le aspettative di vita per la pensione anticipata, comporterà “incrementi di spesa nel 2019 dello 0,3% del PIL, tali da aumentare ulteriormente un costo pensionistico che è valutato dall’OCSE al 15%”.

Dall’Unione Europea quindi sembrano aver chiara la soluzione affinché l’Italia possa mettere a posto i conti pubblici; tuttavia, dal Governo non sono d’accordo nel far “pagare” agli italiani il conto per evitare l’avvio della procedura d’infrazione, come spiegato in queste ore da Luigi Di Maio in un lungo post pubblicato su Facebook.

Di Maio: “Non toccheremo le pensioni

Il Ministro del Lavoro ha risposto in modo duro alla notizia dell’intenzione dell’UE di avviare una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia: in un lungo post pubblicato su FB, infatti, Di Maio si è detto seccato del fatto che “ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell’Italia e di questo Governo”.

E ha aggiunto:

Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile.

Di Maio poi chiarisce che non è colpa dell’attuale Governo se l’Unione Europea intende avviare la procedura d’infrazione, visto che questa riguarda “il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018”. Senza dimenticare poi che in questi anni diversi Stati per risollevare la loro economia hanno “fatto più deficit di quanto consentito dai trattati” senza però andare incontro ad alcuna sanzione.

Per Di Maio l’Europa non dovrebbe limitarsi a parlare di “doveri”, poiché sarebbe il caso anche di estendere le discussioni sul tema dei “diritti”; diritti degli italiani e delle loro famiglie.

Prima di concludere Di Maio ha poi parlato della riforma delle pensioni, rassicurando gli italiani: il Ministro del Lavoro, infatti, ha promesso che Quota 100 (per la quale comunque si sta riscontrando una perdita di appeal, con appena 15.000 domande presentate a maggio) non si tocca, così come le pensioni degli italiani.

Nonostante le rassicurazioni del vice premier, però, non si può negare che tutto ciò avrà ripercussioni sulle prossime politiche del Governo il quale, anche se dovesse riuscire ad evitare l’avvio della procedura d’infrazione, dovrà essere particolarmente attento al rispetto dei vincoli di bilancio.

Riforma pensioni in stand-by

L’obiettivo dichiarato del Governo Lega-Movimento 5 Stelle è di arrivare a riconoscere a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione una volta maturati 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Un obiettivo sul quale fanno pressione anche i sindacati, come la UIL che nella giornata di ieri ha fatto appello all’Esecutivo affinché la Legge Fornero sulla previdenza venga ancora modificata con l’introduzione di Quota 41 per tutti.

Ad oggi, però, ci sembra impossibile che il Governo possa forzare così la mano con l’Europa continuando ad aumentare la spesa previdenziale; ecco perché sarà molto difficile - nonostante le rassicurazioni di Salvini che continua a promettere l’estensione di Quota 41 - che nei prossimi anni si potrà andare in pensione con soli 41 anni di contributi.

In discussione anche Opzione Donna, prorogata solo per coloro che ne hanno maturato i requisiti entro il 2018: lo scorso anno il Governo ha promesso che ci sarà un’ulteriore proroga per il 2019, tuttavia alla luce degli ultimi sviluppi potrebbe anche non essere così.

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