Riforma pensioni: gli obiettivi di Partito Democratico e M5S

Pensioni, il Governo giallo-rosso fa chiarezza sui propri obiettivi: prima la proroga di Opzione Donna, poi una pensione di garanzia. Nessuna notizia in merito al futuro di Quota 100.

Riforma pensioni: gli obiettivi di Partito Democratico e M5S

Pensioni, ultime notizie: nel programma del Governo Movimento 5 Stelle-PD, che a capo del Ministero del Lavoro vedrà la pentastellata Nunzia Catalfo, viene fatta chiarezza sugli obiettivi della prossima riforma previdenziale.

Nel dettaglio, quello che è stato rinominato come Governo giallo-rosso ha due obiettivi: da una parte intende proseguire la sperimentazione di Opzione Donna prorogando la misura per un altro anno, mentre dall’altra punta ad arrivare alla definizione di una pensione di garanzia così da tutelare i giovani particolarmente penalizzati dalla riforma Fornero e dal passaggio dal calcolo retributivo a contributivo dell’assegno.

Questi sono gli unici due punti su cui Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno posto l’attenzione: non viene fatta chiarezza, quindi, sul futuro di Quota 100 su cui, quindi, c’è ancora molta incertezza.

Ma soffermiamoci su quelli che saranno i due punti fermi della riforma delle pensioni e vediamo nel dettaglio quali saranno gli obiettivi del prossimo Esecutivo.

Pensione di garanzia

Non deve stupire che tra gli obiettivi del Governo giallo-rosso si parli di pensione di garanzia. D’altronde era stato proprio il Governo di centrosinistra nella scorsa legislatura ad avviare questo progetto, salvo poi non portarlo a conclusione.

Adesso c’è l’opportunità per farlo, così da garantire ai giovani - che rischiano di andare in pensione in età avanzata e con un assegno di importo inferiore alle aspettative - la sicurezza di una pensione adeguata al mantenimento di una vita dignitosa.

Nel dettaglio, nel programma si punta all’incremento del Fondo previdenziale integrativo pubblico, con l’inclusione di una pensione di garanzia. Sul modus con cui il Governo vuole permettere ai giovani di migliorare le proprie prospettive previdenziali non c’è ancora certezza, visto che le soluzioni possibili sono svariate.

Ad esempio, nella scorsa legislatura si parlò della possibilità di permettere ai nati dagli anni settanta in poi di cumulare la pensione con altri assegni assistenziali - come l’assegno sociale - o con altri strumenti di sostegno del reddito per le fasce povere.

Inoltre, per permettere loro di anticipare l’accesso alla pensione si era pensato di abolire il vincolo per l’accesso alla pensione di vecchiaia (valido solamente per coloro che hanno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo) che limita l’accesso a questa opzione a coloro che hanno maturato un assegno pensionistico superiore ad 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. Un limite che se non verrà cancellato obbligherà molti dei lavoratori di oggi - vista la difficoltà a mantenere una carriera continua e a guadagnare stipendi elevati - ad andare in pensione dopo i 70 anni (ricorrendo all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia).

Le soluzioni possibili, quindi, sono diverse: vedremo quale sarà quella che verrà individuata dal Governo che si insedierà nei prossimi giorni (la fiducia è in programma entro martedì) e se sarà sufficiente per ridare ai giovani la speranza di una pensione.

Proroga di Opzione Donna

Come noto, il Governo appoggiato dalla maggioranza M5S-Lega ha prorogato di un solo anno Opzione Donna, la misura che consente alle lavoratrici di accedere alla pensione una volta raggiunti congiuntamente questi due obiettivi:

  • età anagrafica: 58 anni per le lavoratrici dipendenti, 59 anni per le autonome;
  • anzianità contributiva: 35 anni.

Nell’approvare la proroga - riservata a coloro che hanno raggiunto i suddetti requisiti entro il 31 dicembre 2018 - il Governo promise anche un ulteriore rinnovo per il 2019; una promessa che il Movimento 5 Stelle intende mantenere con il consenso del Partito Democratico che si è detto favorevole ad introdurre la nuova proroga di Opzione Donna nel programma di Governo.

Nella Legge di Bilancio per il 2020, quindi, dovrebbe esserci spazio anche per questa misura riservandola a coloro che ne raggiungono i requisiti entro il 31 dicembre 2019; ricordiamo però che nel contempo è necessario accettare che la propria pensione venga ricalcolata interamente con il sistema contributivo.

Per quanto riguarda la pensione di garanzia, invece, i tempi dovrebbero essere più lunghi: non dovrebbe esserci, infatti, nessuna novità in tal senso nella prossima manovra finanziaria.

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