Pensioni, Quota 100 in bilico: lo stop nel 2020 è davvero possibile?

Pensioni, potrebbe esserci la rivoluzione alla porta di Quota 100 con il possibile governo Pd-M5S. Sul tavolo tante ipotesi: dalla cancellazione già nel 2020 alla modifica dei requisiti. Mistero invece sul futuro di opzione donna.

Pensioni, Quota 100 in bilico: lo stop nel 2020 è davvero possibile?

Pensioni, il tema che sembra mancare nella prima bozza di governo consegnata al premier bis Giuseppe Conte, sembra invece essere al centro del dibattito politico del (forse) nuovo esecutivo giallorosso.

Se il nuovo governo dovesse davvero nascere, si attendono per oggi i risultati del voto sulla piattaforma Rousseau, uno dei punti fondamentali che andrà affrontato dagli alleati di governo è proprio il tema delle pensioni, in particolare Quota 100, l’anticipo pensionistico tanto caro alla Lega.

Già nel corso della scorsa settimana, con l’apparente raggiungimento di una coalizione di governo stabile, Pd e M5S, circolavano ipotesi e indiscrezioni sul futuro della misura di pensionamento anticipato introdotta da Matteo Salvini nel corso del governo gialloverde e, secondo cui, Quota 100 sarebbe stata superata prima della fine della sua sperimentazione nel 2021.

La misura potrebbe essere oggetto di modifiche, così come potrebbe essere non rinnovata alla fine della sperimentazione se non addirittura cancellata già nel 2020.

Al momento la discussione sul tema da parte di Pd e M5S viene portata avanti senza troppi clamori. Nei documenti di governo non se ne parla ma, secondo le indiscrezioni delle ultime ore, il tema è stato in realtà ampiamente affrontato.

Pensioni, stop a quota 100?

Lo stop di Quota 100 appare al momento l’ipotesi più credibile, soprattutto perché permetterebbe di recuperare le risorse necessarie ad evitare l’aumento dell’Iva, seppur in modo parziale.

L’intervento sulla misura di pensionamento anticipato permetterebbe di risparmiare gli oltre 8 miliardi di risorse stanziate per la sua sperimentazione per il 2021, e solo una parte di questi andrebbe a sostegno dell’Ape Social, la misura in scadenza a fine 2019 su cui il nuovo governo vorrebbe puntare mentre snellisce appunto Quota 100.

Rimarrebbe un tesoretto di 7 miliardi a cui si aggiungerebbero i 3 derivanti dai risparmi previsti e dati da un tasso di adesione a Quota 100 minore di quanto stimato.

La cifra sarebbe destinata a crescere con il continuo snellimento di Quota 100 anche per il 2020, arrivando così a risparmiare 12 miliardi in due anni; e una parte sarebbe così già disponibile per il 2020.

Le opzioni sul tavolo di PD e M5S

Accanto alla possibilità di modificare e forse abolire Quota 100 prima del previsto, il tavolo giallorosso presenta altre scenari possibili in tema di pensione e pensione anticipata. Una delle ipotesi che dem e grillini starebbero vagliando e l’innalzamento della soglia anagrafica per accedere alla stessa Quota 100.

Ovvero passare da 62 a 64 anni. E i contributi? La soglia in teoria potrebbe scendere a 36 anni dato che, se rimanesse bloccata a 38 non si potrebbe più parlare di Quota 100.

Una modifica che di fatto ricalca quanto esposto da Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, che più volte ha apertamente mostrato il suo dissenso nei confronti di Quota 100.

L’altra opzione che il governo giallorosso sta considerando è invece la reintroduzione dell’aspettativa di vita per coloro che scelgono la pensione anticipata, quindi anche Quota 100; strumento che era stato cancellato dal governo gialloverde proprio con l’introduzione della misura di pensionamento anticipato voluta dal Carroccio.

Unica eccezione verrebbe fatta in favore di coloro che svolgono lavori usuranti e gravosi per cui, non solo si potrebbe pensare di allargare la platea di quanti rientrino in questa categoria, ma anche allargare le finestre annuali di uscita rispetto a quanto attualmente previsto.

Il futuro di Opzione donna

Il governo gialloverde insieme a Quota 100 aveva infine prorogato anche Opzione donna, la misura di pensionamento anticipato rivolto alle lavoratrici che permette di accedere alla pensione prima dei 60 anni.

Anche Opzione donna però, esattamente come Quota 100, è una misura sperimentale. L’unica differenza è che mentre la seconda prevede un periodo sperimentale finanziato fino al 2021, Opzione donna avrebbe bisogno di altre proroghe dato che scadrà questo 31 dicembre.

Opzione donna è forse la misura con più incognite sul futuro e sarà compito del possibile nuovo governo Pd-M5S guidato da Conte, dare una direzione e dare risposte alle lavoratrici in tempi brevi.

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