Riforma pensioni: cosa cambia dopo il risultato delle Europee?

Europee 2019: vittoria del PPE lato europeo, Salvini esulta in Italia. Ecco come questa situazione potrebbe ripercuotersi sulla futura riforma delle pensioni.

Riforma pensioni: cosa cambia dopo il risultato delle Europee?

Il risultato delle Europee 2019 potrebbe avere conseguenze sul fronte pensioni, sia in Italia che in Europa.

Anche se il tema previdenziale non è stato centrale nella campagna elettorale per le Europee, infatti, il risultato ottenuto potrebbe influenzare - specialmente in ambito nazionale - le prossime riforme delle pensioni.

Sappiamo già che rispetto al 2014 - quando la rappresentanza italiana era fortemente europeista vista la numerosa presenza di eurodeputati del Partito Democratico e Forza Italia - ci sarà un cambio di tendenza nel Parlamento Europeo, almeno per quel che riguarda l’Italia: la vittoria di Salvini, così come pure la crescita di Fratelli d’Italia, infatti, fa tendere la rappresentanza italiana molto più verso l’ala riformatrice, così come è stato per le elezioni in Francia.

Vedremo successivamente quali risvolti potrebbe avere questa situazione sulla futura riforma delle pensioni.

Quale politica europea per le pensioni?

Come anticipato, in campagna elettorale nessun programma specifico ha parlato di pensioni, tema invece centrale alle elezioni politiche del marzo 2018. Il motivo è semplice: non esiste un sistema pensionistico unico europeo e non sembrano esserci i presupposti per introdurlo nel medio periodo.

D’altronde neppure in Italia esiste un sistema pensionistico unico, visto che ci sono alcune categorie professionali per cui vigono regole differenti rispetto a quelle generali.

In Europa ci sono tre punti fermi ai quali devono attenersi i singoli Stati quando approvano una riforma delle pensioni che modifica il proprio assetto previdenziale:

  • sostenibilità: capacità del sistema pensionistico di pagare le rendite;
  • adeguatezza: capacità delle rendite pensionistiche di assicurare una vita libera dal bisogno economico;
  • risparmio previdenziale: per assicurare sia l’adeguatezza che la sostenibilità.

Per garantire sia l’adeguatezza che la sostenibilità delle pensioni di oggi - ma soprattutto di quelle di domani - negli ultimi anni tutte le riforme in materia previdenziali applicate dai Governi nazionali hanno visto un allungamento dell’età pensionabile, la quale viene legata alle aspettative di vita.

Così è stato per l’Italia con la riforma Fornero del 2011, approvata per rientrare nelle linee guida dettate dall’Europa.

Pensioni: sostenibilità o tendenza riformatrice?

Da quella data sono state approvate diverse riforme che hanno reso più flessibile l’uscita dal lavoro, come l’introduzione dell’anticipo pensionistico (Ape) del Governo di Centrosinistra, o di Quota 100 del Governo Lega-Movimento 5 Stelle, tuttavia non è stato possibile, proprio per il rispetto dei suddetti principi.

Cosa cambia dopo il risultato delle Europee? Tendenzialmente nulla; nonostante il successo ottenuto in Italia e in Francia, infatti, i sovranisti dovrebbero restare fuori dalla maggioranza. A primeggiare, lato europeo, è il PPE (Partito Popolare Europeo) che dovrebbe accordarsi con S&D (Socialisti) e ALDE (Liberali) così da avere la maggioranza assoluta in Parlamento; questa situazione non dovrebbe modificare le politiche europee, ancora attente al rispetto dei vincoli di bilancio da parte dei vari Stati.

C’è da dire in realtà che anche in caso di vittoria dei sovranisti sarebbe stato così poiché - ad eccezione dei partiti italiani - da parte loro c’è molta attenzione al rispetto dei vincoli imposti dall’UE; basti pensare che qualche giorno fa Di Maio ha dato proprio la colpa ad Orban e affini per non aver potuto estendere Quota 41 a tutti i lavoratori.

Nonostante l’impegno preso da Salvini con gli elettori, quindi, la linea programmatica dovrebbe essere quella degli ultimi anni, con un’attenzione particolare alla sostenibilità delle riforme attuate dai vari Stati, anche in ottica pensioni.

Una tendenza che rende sì più difficile andare in pensione ma assicura un’affidabilità dell’intero sistema previdenziale, senza mettere a serio rischio le pensioni di domani visto che un aumento della spesa previdenziale potrebbe non essere sostenibile in futuro.

Riforma pensioni: cosa succede in Italia?

La vittoria della Lega, e la promessa da parte di Salvini che verrà “rispettato il contratto di Governo sottoscritto con il Movimento 5 Stelle”, rappresenta una buona notizia per coloro che sperano in un abbassamento dell’età pensionabile.

Ricordiamo, infatti, che nel contratto si legge che l’intenzione è di estendere a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione con Quota 41, ossia con 41 anni di contributi (indipendentemente dall’età).

Quindi - Europa permettendo - il Governo cercherà di arrivare a questo obiettivo entro il termine della legislatura, sempre se ovviamente Lega e Movimento 5 Stelle dovessero continuare ad essere alleati.

Non dovrebbe esserci alcun rischio, almeno per il momento, di cancellazione di Quota 100, ipotesi probabile in caso di caduta del Governo.

Il Partito Democratico, infatti, anche se può essere soddisfatto per la ripresa non sembra ancora pronto per tornare al voto, quindi almeno per i prossimi mesi resterà all’opposizione cercando di farsi trovare pronto qualora Lega e Movimento 5 Stelle dovessero sciogliere l’alleanza.

Ricordiamo, infatti, che il PD è molto più vicino alla tendenza europea, favorevole a provvedimenti che sì sostengono il cittadino ma senza mettere a rischio i conti pubblici.

Questo ritiene che i provvedimenti adottati dal Governo giallo-verde siano dannosi per il Paese visto che non sono sostenibili nel medio periodo; è il caso ad esempio di Carlo Calenda il quale qualche giorno fa ha dichiarato che “Quota 100 dovrebbe essere cancellata immediatamente”, visto che si tratta di un “provvedimento che ha un debito implicito superiore ai 30 miliardi di euro che non ci possiamo permettere, senza contare che permette di mandare in pensione pochissima gente rispetto a quel che costa”.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.