Riforma pensioni 2021: tutte le novità nella Legge di Bilancio

La riforma delle pensioni per il 2021 vede una serie di novità introdotte con la Legge di Bilancio ora in bozza. Vediamo quali sono.

Riforma pensioni 2021: tutte le novità nella Legge di Bilancio

Riforma pensioni 2021: arrivano delle novità con la Legge di Bilancio attualmente in bozza e che il governo dovrà essere pronto ad approvare per la fine del 2020.

Tra le principali novità per le pensioni a partire dal 2021 troviamo nella Legge di Bilancio il blocco della rivalutazione piena degli assegni, che sta facendo discutere, come anche la proroga di Opzione donna e Ape sociale; per quest’ultima viene ampliata la platea dei beneficiari.

Non solo, altra novità di quella che può definirsi una prima piccola riforma delle pensioni 2021 in Legge di Bilancio in attesa di quella strutturale annunciata per il 2022, riguarda i contratti di part-time verticale ciclico e il periodo considerato ai fini della pensione.

Vediamo nel dettaglio quali sono tutte le novità della riforma pensioni 2021 in Legge di Bilancio.

Riforma pensioni 2021: proroga Opzione donna

Trova spazio nella riforma delle pensioni 2021 anche Opzione donna come precedentemente annunciato.

In particolare, come accaduto negli anni precedenti, la misura per la pensione anticipata viene confermata per un altro anno, fino alla fine del 2021. Opzione donna permette alle lavoratrici di andare in pensione con 58 anni di età, 59 per le autonome, e 35 anni di contributi.

Opzione donna viene così estesa alle lavoratrici che acquisiscono i requisiti suddetti entro il 31 dicembre 2020. Permane la finestra tra il raggiungimento dei requisiti per la pensione e la decorrenza della stessa di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Come si legge all’articolo 53 della bozza della Legge di Bilancio che introduce la riforma delle pensioni Opzione donna viene modificata anche la data per la trasmissione delle domande del comparto scuola e AFAM:

“Il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.”

entro il 28 febbraio 2021.

Permane per Opzione donna, anche nella riforma delle pensioni 2021, il problema del calcolo finale dell’assegno che resta svantaggioso.

Riforma pensioni 2021: novità per Ape Sociale

Nella riforma delle pensioni per il 2021 con la Legge di Bilancio la novità riguarda Ape sociale e non tanto la sua proroga, della quale da tempo si parla, quanto dell’estensione di questa forma di pensione anticipata a una nuova categoria di lavoratori.

Ape sociale più che un trattamento di pensione, lo ricordiamo, è un’indennità che permette ai soggetti in determinate condizioni, come i disoccupati per esempio, di congedarsi a 63 anni di età e 30 di contributi.

Ape sociale prorogata fino al 31 dicembre 2021 permette di anticipare a 63 anni la pensione fino al raggiungimento dell’età per quella di vecchiaia oggi a 67 anni. L’indennità mensile è pari al trattamento di pensione erogato al momento della richiesta di accesso alla misura.

Come prevede l’articolo 54 della Legge di Bilancio 2021 in bozza e come spiega più chiaramente la relazione illustrativa:

“La proposta normativa prevede di prorogare l’anticipo pensionistico fino al 31 dicembre 2021. Inoltre è previsto un ampliamento dei soggetti che rientrano nella categoria di cui al punto a) dell’articolo 1, comma 179 della citata legge (soggetti disoccupati). In particolare potranno beneficiare dell’indennità anche coloro che non hanno beneficiato della prestazione di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo”

Blocco rivalutazione piena per le pensioni 2021

Altro elemento che fa discutere nella Legge di Bilancio è il blocco della rivalutazione piena delle pensioni anche per il 2021 e almeno fino al 2022.

In particolare si tratta dell’articolo 61 della Legge di Bilancio 2021 che mette al centro l’attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 234/2020, sul contributo di solidarietà dovuto dalle pensioni d’oro riducendo il periodo entro il quale richiederlo da 5 a 3 anni.

Il blocco della rivalutazione piena delle pensioni proroga fino al 2022 il meccanismo calmierato della rivalutazione dell’assegno, prevedendo che dal 1° gennaio 2023 si possa tornare alla rivalutazione piena.

Calcolo requisiti pensione con part-time verticale

Ultimo elemento di novità per la riforma delle pensioni 2021 con la prossima Legge di Bilancio è quello che riguarda il calcolo dei requisiti per la pensione con il part-time verticale.

A introdurlo l’articolo 56 del testo della Manovra in bozza laddove il nodo centrale per i requisiti ai fini della pensione è rappresentato da i periodi non interamente lavorati che il contratto part-time prevede.

Pertanto, come si legge nella relazione illustrativa, la riforma delle pensioni in Legge di Bilancio per il 2021 prevede che “il periodo prestato con contratto di lavoro a tempo parziale sia da considerare per intero utile ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione, nei limiti previsti dall’applicazione del minimale retributivo previsto all’art. 7 comma 1 del dl 463/1983. In particolare, la norma dispone che il numero di settimane da assumere ai fini pensionistici si determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo determinato ai sensi del suddetto articolo.”

Per dettagli e conferme sulle pensioni del 2021 toccherà attendere il testo ufficiale della Legge di Bilancio.

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