Reddito di cittadinanza, si vota per cancellarlo? Ecco cosa sta succedendo davvero

Luna Luciano

17 Luglio 2022 - 09:22

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Reddito di cittadinanza ancora sotto attacco. Sembra che questa volta Renzi faccia sul serio, ha annunciato che si recherà alla Cassazione per depositare il quesito referendario per abolire la misura.

Reddito di cittadinanza, si vota per cancellarlo? Ecco cosa sta succedendo davvero

Abolire il reddito di cittadinanza e sembra che questa volta Italia Viva faccia sul serio.

La misura politica simbolo del Movimento 5 stelle è tornata sotto attacco. Dopo un anno di polemiche sul tema, infatti, il leader del Partito Italia Viva, Matteo Renzi ha annunciato che martedì - 19 luglio 2022 - si recherà presso la Cassazione per depositare il quesito referendario sulla cancellazione del reddito di cittadinanza. È possibile quindi che prima o poi i cittadini siano chiamati a votare un referendum abrogativo, eliminando una misura volta al sostegno di chi si trovi al di sotto della soglia di povertà.

Renzi però potrebbe aver scelto il momento sbagliato per presentare il referendum, sia dal punto di vista della legge che da un punto di vista politico - è senza dubbio un momento delicato per la politica italiana.

Davanti a una simile situazione è opportuno fare chiarezza sulla possibilità che si voti per cancellare il reddito di cittadinanza e quando questo - secondo la legge - potrebbe accadere. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Reddito di cittadinanza, si vota per cancellarlo? La proposta di Italia Viva

Italia Viva, questa volta, sembrerebbe fare sul serio. Dopo aver annunciato a ogni intervento pubblico, dibattito e comizio nell’ultimo anno che avrebbe presentato un referendum per abolire il reddito di cittadinanza, il leader del partito Matteo Renzi sembra fare sul serio.

Dopo il conclamato flop della petizione lanciata sul sito di partito Iv, la quale ha registrato solamente cinquemila firme, ora sembrerebbe che il senatore fiorentino sia pronto a presentare il quesito referendario per cancellare il reddito di cittadinanza, misura politica proposta e difesa dal Movimento 5 stelle, come annunciato ormai un anno fa.

Stando a quanto affermato da Renzi, martedì 19 luglio alle 10 si recherà lui stesso a depositare in Cassazione il quesito. Eppure, Renzi avrebbe scelto un momento - come al solito - delicato (se non fragile) della politica italiana. Infatti, il reddito di cittadinanza è uno dei motivi per cui si è giunti all’attuale crisi di governo, inserito nella lista di richieste in nove punti consegnata da Conte a Draghi. A oggi i pentastellati stanno ancora decidendo se rinnovare o meno la fiducia nel governo.

E se da un lato il fronte di chi è contrario al reddito di cittadinanza è sempre più ampio - almeno in politica con il centro destra unito contro tale sussidio, dall’altro è opportuno considerare che le azioni di Renzi potrebbero essere una trovata elettorale con lo spettro delle future elezioni.

Reddito di cittadinanza, referendum per cancellarlo: quando potrebbe succedere?

Anche nel caso in cui Renzi si presentasse martedì in Cassazione per depositare il quesito referendario per abolire il reddito di cittadinanza, non sarà possibile votare a breve il referendum abrogativo. Infatti, dopo la presentazione alla Cassazione, Italia Viva avrà tempo 90 giorni di tempo per raccogliere il 500mila firme; le sottoscrizioni dovranno essere consegnate entro il 30 settembre; e solo dopo i controlli di Cassazione e Corte costituzionale Mattarella dovrebbe indire il referendum in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Il problema è che bisogna fare i conti con la legge. Stando alla legge 325 del 25 maggio 1970:

Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.

Siccome a marzo 2023 terminerà naturalmente la legislatura, per il 2022 non si possono presentare richieste di referendum e la stessa regola vale anche nei sei mesi successivi alle elezioni, quindi almeno fino all’autunno del 2023. Considerando le procedure necessarie per approvare e indire un referendum, è probabile che per votare un possibile referendum sull’abolizione o meno del reddito di cittadinanza bisognerà attendere la primavera 2025.

In ogni caso Renzi sembra aver deciso, ma conoscendo la natura mutevole del politico bisogna capire se si presenterà davvero in Cassazione questo martedì.

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