Quella per il rallentamento economico globale è stata una delle paure più forti dell’ultimo anno. Lo dimostra il fatto che la parola «recessione» è apparsa in più di 600.000 news nel 2022. L’apice della paura sembra essere però stato superato e nel 2023 il trend si è affievolito a causa dei recenti venti rialzisti sui mercati speculativi. Nonostante ciò alcuni analisti si mostrano scettici di fronte alla recente ripartenza dei mercati. La recessione è davvero una paura passata?
I mercati non vedono alcuna recessione
Le borse hanno completamente resettato le proprie aspettative con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. Finalmente i mercati obbligazionari salgono in prospettiva dell’interruzione dell’aumento dei tassi d’interesse. Persino le azioni sono riuscite a trovare la forza per iniziare un nuovo rally rialzista, registrando in poche settimane una ripartenza da record. Molti analisti confidano addirittura in una futura risalita del settore delle materie prime, come da manuale di analisi intermarket.
Gli scenari predittivi riguardo l’economia globale sono passati in pochi giorni da estremamente pessimistici a tutto sommato ottimistici. I risparmi dalle famiglie rimangono considerevoli, la disoccupazione è ai minimi da 50 anni, la Cina ha abbandonato la politica «zero-Covid» e l’inflazione sembra in costante riduzione.
Addio al rischio di recessione?
A molti economisti il puzzle economico continua a non tornare: le banche centrali stanno riuscendo veramente a far abbassare l’inflazione senza causare alcuna forma di rallentamento economico? Storicamente questo scenario si è verificato assai di rado, ma ponendo questa domanda al mercato la risposta sarebbe probabilmente un sonoro «sì». In realtà, osservando le recessioni passate potrebbe essere ancora troppo presto per trarre una conclusione.
Sebbene già dal secondo semestre del 2022 si senta costantemente parlare di recessione, la modificazione di certe variabili economiche potrebbe richiedere più tempo del previsto. Ad esempio, nel 1999 i timori legati a una recessione erano già esistenti e ricoprivano i titoli di molti articoli di giornale. La recessione e la reale conseguenza sui mercati, però, arrivò solo nel marzo del 2001.
Per tale ragione molti economisti si mostrano scettici di fronte a questa improvvisa ripartenza. Secondo il loro modo di leggere la situazione sta tutto accadendo troppo rapidamente - potrebbe quindi essere solo una questione di tempo prima di notare gli effetti di un rallentamento economico. Viceversa, molti sostengono che il passato, ora più che mai, non possa rappresentare un’evidenza statistica accomunabile agli scenari economici moderni. Questo perché, a differenza delle recessioni passate, quella attuale sarebbe per la prima volta una recessione artificiale e quindi una situazione straordinaria.