L’allontanamento del governo cinese dalla politica zero-Covid non sta portando risultati positivi a livello industriale. Il Paese sta cercando in tutti i modi di camuffare i contagi e riavviare la linea di produzione delle industrie ma la carenza di personale continua a creare problemi alla catena di approvvigionamento mettendo in discussione i vantaggi globali che sarebbero dovuti derivare dalla riapertura in Cina.
La riapertura in Cina non rilancia l’industria
I mercati occidentali hanno apprezzato molto la cancellazione della politica zero-Covid cinese. La chiusura delle industrie aveva paralizzato l’economia della nazione e creato non pochi problemi alla filiera di produzione delle aziende occidentali. Le azioni cinesi già da tempo avevano iniziato un nuovo percorso rialzista dovuto alla previsione di una possibile riapertura del Paese e da fine ottobre sono cresciute di oltre il 30%. Anche a Wall Street il sentiment nei confronti del mercato azionario ha subito un forte incremento , così come i target price delle banche d’affari.
Con la riapertura però sono tornati anche i problemi legati alla diffusione del virus: nelle città cinesi i negozi sono chiusi per mancanza di personale e le fabbriche hanno rallentato la produzione a causa di focolai interaziendali. Ai lavoratori è stato detto di continuare comunque a lavorare se asintomatici o con lievi sintomi, anche a costo di alimentare la diffusione del virus.
Cosa sta accadendo in Cina?
Le recenti dichiarazioni della National Health Commission, un regolatore sanitario cinese, fanno intuire come la Cina stia cercando di minimizzare la gravità dell’impatto relativo alla pandemia nel Paese a seguito dell’allentamento della politica zero-Covid. Inoltre sembra che le autorità abbiano smesso di conteggiare le infezioni asintomatiche nel listino della giornata destando grandi sospetti riguardo la reale dimensione dei contagi nel Paese. I rapporti ospedalieri indicano aree di recupero sovraffollate, così come gli obitori. In aggiunta, i social media documentano uno scenario apocalittico caratterizzato da code più lunghe presso le pompe funebri e i crematori. I numeri dichiarati in Cina sono decisamente minori rispetto a quelli dei Paesi che recentemente hanno abbandonato le misure restrittive, ad esempio Singapore.
La Cina tornerà alla politica zero-Covid?
Il piano del governo cinese sembra quello di cercare di superare i problemi iniziali della riapertura per stabilizzare l’economia del Paese. Sebbene l’elevato numero di contagi induca molti analisti a sospettare riguardo una possibile riattivazione della politica zero-Covid, le recenti mosse del governo non sembrano indicare questa direzione. Allo stesso tempo, aziende come Apple Inc. stanno cercando di mantenere una struttura industriale il più flessibile possibile per mantenere costante la propria linea di produzione. Nonostante questo mancano delle riaperture a pieno regime a causa di carenza di personale. I problemi industriali causati dall’attuazione della politica zero-Covid non fanno altro che ripresentarsi sotto un’altra forma. La continuazione dei ritardi nella produzione potrebbe avere implicazioni significative per la crescita globale.