Queste obbligazioni hanno reso il 50%. Conviene investire?

Claudia Cervi

25 Settembre 2024 - 12:50

Non solo le azioni, ma anche alcune obbligazioni hanno rendimenti eccezionali. E se sono garantiti da FMI e Nuova Banca per lo Sviluppo dei BRICS, tanto meglio.

Queste obbligazioni hanno reso il 50%. Conviene investire?

Alcuni bond sovrani sono tornati sotto i riflettori degli investitori internazionali. Queste obbligazioni, nello specifico, vantano un rendimento del 50%. Ma conviene investire ora?

Dopo una fase di forte instabilità politica ed economica, che ha portato questo Paese sull’orlo del default, potrebbero presto arrivare sul mercato 3 miliardi di dollari di nuove obbligazioni governative.

Nonostante un quadro economico fragile, con alti livelli di debito pubblico e una valuta volatile, nelle ultime settimane abbiamo assistito a un miglioramento delle sue finanze grazie a importanti afflussi di capitali e interventi internazionali che hanno fatto crescere il valore delle obbligazioni emesse prima del 2021.

Parliamo dell’Egitto.

Analizziamo nel dettaglio il contesto economico del Paese, cercando di capire se le nuove emissioni obbligazionarie rappresentano veramente un’opportunità per gli investitori.

I nuovi bond egiziani

L’Egitto sta pianificando nuove emissioni di bond sui mercati internazionali, con l’obiettivo di raccogliere circa 3 miliardi di dollari entro la fine dell’anno fiscale. Questi strumenti, che potrebbero includere sia Eurobond che Sukuk (obbligazioni islamiche), rappresentano una fonte cruciale di finanziamento per il Paese.

Le emissioni di debito estero servono a garantire risorse per sostenere il bilancio dello Stato, finanziare progetti infrastrutturali e affrontare il debito pubblico.

In particolare, gli Eurobond denominati in valuta estera (in genere euro o dollaro) sono strumenti per accedere ai mercati internazionali dei capitali. Secondo il ministro delle Finanze Ahmed Kouchouk, la nuova emissione permetterebbe di ampliare il prestito del Fondo Monetario internazionale erogato nel 2016, vincolato a riforme radicali che includono aumenti delle tasse e tagli ai sussidi, volti ad attirare gli investitori fuggiti dopo la violenta rivolta popolare del 2011.

I Sukuk sono strumenti simili alle obbligazioni che consentono all’Egitto di diversificare le fonti di finanziamento rispettando le leggi della finanza islamica (Sharia), attirando così una platea più ampia di investitori.

Queste obbligazioni hanno reso il 50%

Scampato il rischio di default, il mercato obbligazionario egiziano è stato protagonista di una ripresa eccezionale nelle ultime settimane. Solo un anno e mezzo fa, l’Egitto stava precipitando in una grave crisi finanziaria, evitata solo grazie al supporto degli Emirati Arabi Uniti e di organismi sovranazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Nuova Banca per lo Sviluppo dei BRICS, che complessivamente hanno iniettato 55 miliardi di dollari circa di liquidità, rassicurando gli investitori sulla capacità del Paese di onorare i propri debiti.

  • Un esempio eclatante del miglioramento del contesto economico è dato dal bond con scadenza nel 2032 e cedola del 7,625%, il cui valore è passato da una quotazione di 58 centesimi a oltre 87 centesimi sul mercato secondario, con un aumento del 50% in meno di 12 mesi.
  • Un altro esempio è rappresentato dal bond a lunga scadenza del 2050, con cedola dell’8,875%: il prezzo è passato da 54 centesimi di dollaro a 82 centesimi nel giro di 12 mesi. A rendere ulteriormente appetibili questi titoli, si aggiunge poi la cedola effettiva lorda, che ha ulteriormente aumentato il rendimento per gli investitori.

Conviene investire? Rischi e prospettive future

Nonostante i rendimenti da capogiro delle obbligazioni egiziane, occorre sempre considerare i rischi intrinseci legati a questo tipo di investimento. Ecco cosa tenere a mente prima di investire:

  • Debito pubblico elevato: a fine marzo 2024, il debito estero ammontava a 161 miliardi di dollari, di cui circa 30 miliardi a breve termine. Questo livello di indebitamento, unito a riserve valutarie ancora basse (46,6 miliardi ad agosto), rende il Paese vulnerabile a eventuali crisi finanziarie globali o a nuove turbolenze interne.
  • Deficit della bilancia commerciale: le importazioni che superano costantemente le esportazioni, contribuendo a un deflusso di valuta estera che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione il cambio e la stabilità economica.
  • Volatilità valuta egiziana: dopo una svalutazione del 38% a inizio anno, la lira egiziana si è stabilizzata, allineandosi al valore del mercato nero. Questo potrebbe favorire un afflusso di capitali esteri, poiché gli investitori non si attendono ulteriori svalutazioni significative nel breve periodo. Tuttavia, la debolezza strutturale della valuta resta un problema per chi investe in obbligazioni denominate in valuta locale.
  • Inflazione a doppia cifra: nonostante un leggero rallentamento ad agosto, con un tasso al 26,2%, l’inflazione resta molto elevata in Egitto. Un raffreddamento dell’inflazione potrebbe creare le condizioni favorevoli per un eventuale taglio dei tassi, a beneficio del mercato obbligazionario.
  • Rating “non investment grade”: i rating di credito dell’Egitto indicano che le obbligazioni emesse dal Paese sono ad alto rischio e adatte solo a investitori con un’elevata tolleranza al rischio. Questo significa che chi investe deve avere piena consapevolezza che il prezzo dei bond può essere estremamente volatile.

Con una esposizione marginale, le obbligazioni egiziane potrebbero rappresentare una componente interessante, per diversificare il portafoglio.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.