Quarantena dello studio, il Covid-19 non ferma le scadenze fiscali

Anna Maria D’Andrea

25 Novembre 2020 - 17:26

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La quarantena dello studio non ferma le scadenze fiscali: è questo quanto risposto dall’Agenzia delle Entrate all’INT. Il Fisco non ammette deroghe, neppure nel caso di contagio da Covid-19.

Quarantena dello studio, il Covid-19 non ferma le scadenze fiscali

Quarantena dello studio, nessuna sospensione delle scadenze fiscali: la risposta arriva dall’Agenzia delle Entrate, a seguito di un quesito posto dall’INT.

Il commercialista, così come qualsiasi professionista delegato all’esecuzione degli adempimenti fiscali per conto dei propri clienti, non può invocare la “causa di forza maggiore” in caso di mancato rispetto delle scadenze fiscali a causa della quarantena da Covid-19.

Se lo studio è in quarantena, il contribuente può fare da sé. Dure le reazioni dei commercialisti, che invocano un intervento legislativo per sospendere gli adempimenti in caso di quarantena per contagio da Covid-19 o isolamento fiduciario.

Il Covid non ferma le scadenze fiscali, anche se il commercialista è in quarantena

La responsabilità nel porre in essere gli adempimenti fiscali ricade sempre sul contribuente, anche quando ha delegato un intermediario.

Non si può invocare la causa di forza maggiore e l’inapplicabilità delle sanzioni se il commercialista o lo studio professionale è in quarantena per contagio da Covid-19 o isolamento fiduciario.

È questa, in sintesi, la risposta che l’Agenzia delle Entrate ha fornito all’Istituto Nazionale dei Tributaristi.

Dall’INT è arrivata la richiesta di chiarire se nel caso di quarantena dello studio, fosse possibile sospendere le scadenze fiscali e contributive, anche invocando la causa di forza maggiore e quindi la non applicazione delle sanzioni.

Tale ipotesi non è attualmente contemplata dalle norme emergenziali in materia di Covid-19 emanate dal Ministero della Salute, ma se questo aspetto era cosa nota, appare eccessivamente forzata l’esclusione dalla possibilità di invocare la causa di forza maggiore in caso di chiusura dello studio.

Secondo l’Agenzia delle Entrate non è possibile prevedere l’applicazione dello norma prevista dall’articolo 9 dello Statuto del Contribuente, che cancella le sanzioni e rimette in termini i contribuenti in caso di mancato adempimento dovuto a cause di forza maggiore.

Peccato che non basta una pandemia mondiale a salvare i contribuenti dalle pretese del Fisco. L’Agenzia delle Entrate evidenzia che, sebbene siano generalmente assolti tramite un intermediario, il responsabile degli adempimenti fiscali e tributari resta in ogni caso il contribuente.

Insomma, se lo studio delegato non può assolvere ai propri impegni, che lo faccia il contribuente, afferma neanche troppo velatamente l’Agenzia delle Entrate.

Studio in quarantena, la pandemia non è causa di forza maggiore per la sospensione degli adempimenti fiscali

Dopo l’iniziativa dei tributaristi e la risposta dell’Agenzia delle Entrate, si è creata un’inevitabile discussione circa l’esclusione dalla sospensione delle scadenze fiscali in caso di quarantena dello studio.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate appare tutt’altro che in linea con la situazione di emergenza provocata dal Covid-19.

Dura la reazione dei commercialisti, con l’AIDC - una delle principali sigle sindacali di categoria - che rappresenta la propria decisa contrarietà.

La crisi pandemica causata dal diffondersi del Covid-19 ha ridotto lo spazio di libertà di ognuno di noi, una limitazione dettata dalle necessità di combattere un nemico comune ed indivisibile e che sta avendo pesanti ripercussioni sull’economia e sul reddito di dipendenti ed autonomi.

L’isolamento fiduciario e la quarantena inibiscono alle persone di uscire dalle proprie abitazioni, e se non sono queste circostanze a rappresentare cause di forza maggiore, “quando mai saranno verificate queste cause?”

Questa è la domanda provocatoria posta dai commercialisti, prima all’Agenzia delle Entrate e poi al Governo. Durante una crisi sanitaria mondiale, evidenzia l’AIDC, la Pandemia deve essere parificata a causa di forza maggiore, anche considerando il ritmo evidentemente rallentato delle attività degli uffici pubblici.

La richiesta dei professionisti che assistono famiglie, imprese e professionisti in questo periodo già di per sé complicato, è di concedere una tregua fiscale, quantomeno nel caso di quarantena. Una necessità pratica, ma anche a tutela della dignità dei contribuenti.

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