COVID-19: quando si tornerà alla normalità? La risposta dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spento gli entusiasmi di coloro che speravano in un ritorno imminente alla normalità. Ecco quanto dovremo aspettare ancora.

COVID-19: quando si tornerà alla normalità? La risposta dell'OMS

COVID-19: quando ci sarà il ritorno alla normalità? Mascherine obbligatorie così come il mantenimento delle distanze interpersonali o la necessità di sanificare i luoghi di lavoro con una certa continuità; tutte attività che oggi sono abitudinarie, ma che fino a qualche mese fa non facevano parte della nostra quotidianità.

La speranza di tutti è che si torni presto alla normalità, a quando non dovevamo preoccuparci di salutare una persona con un abbraccio, o di quando si poteva andare ad una festa senza dover rispettare le norme oggi previste per la limitazione dei contagi. La normalità di poter andare a scuola senza dover indossare la mascherina, di essere liberi di poter prendere una qualsiasi decisione senza doversi troppo preoccupare di cosa si può fare e cosa non si può fare causa rischio contagio da COVID-19.

Un momento che tutti aspettiamo con ansia, ma che sembra non essere così vicino come crediamo. A fare chiarezza in merito è l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), la quale ha dettato i tempi riguardo ad un possibile ritorno alla normalità. Come anticipato questo momento sembra essere ancora lontano, ed è per questo che l’OMS predica prudenza e invita i Paesi coinvolti ad organizzarsi il prima possibile così da poter controllare la diffusione del virus.

COVID-19: quando si tornerà alla normalità?

La normalità potrà tornare solamente quando la diffusione del coronavirus nel mondo sarà sotto controllo. Questo sarà possibile solo quando il virus da COVID-19 si rivelerà meno forte (come sembra essere al momento in Italia, ma per poterne essere certi bisognerà vedere cosa succederà con l’arrivo della nuova stagione influenzale in autunno, quando secondo gli esperti è alto il rischio di una seconda ondata), o comunque quando si troverà un vaccino efficace che permetta di limitarne la diffusione.

Fino ad allora il rischio è alto e per questo motivo non ci potrà essere il ritorno alla normalità che tutti aspettano. Indicare una data precisa non è possibile, anche perché molto dipenderà dall’evoluzione degli eventi per i quali al momento non è possibile fare alcuna previsione.

Ci sono notizie sulla possibilità che un vaccino possa arrivare entro la fine dell’anno, dando una speranza a tutti coloro che credono che già prima del 2021 ci possa essere un ritorno alla normalità. A smontare qualsiasi entusiasmo, però, ci ha pensato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, vediamo perché.

COVID-19: ritorno alla normalità lontano secondo l’OMS

Secondo quanto dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sarà ancora da attendere per il ritorno alla normalità.

La fine della pandemia e il ritorno alla normalità non sono all’orizzonte”; così il Direttore Generale dell’OMS, Adhanom Ghebreyesus, nel corso del briefing quotidiano con il quale è stato fatto il punto sulla situazione relativa ai contagi nel mondo (l’epicentro restano Stati Uniti e Brasile, dove si registrano il 50% di casi nel mondo).

È vero che c’è una roadmap che ci consente di “controllare il virus e di andare avanti con le nostre vite”, ma non per questo possiamo pensare che ci sarà un “ritorno alla normalità nell’immediato futuro”.

Al parere di Ghebreyesus si aggiunge quello di Micheal Ryan, direttore esecutivo dell’OMS, il quale ha spento gli entusiasmi anche sul fronte vaccino. Nel dettaglio, questo ha spiegato che non si può pensare che avremo un vaccino efficace fin da subito, né tantomeno che questo sarà disponibile su larga scala. L’arrivo del vaccino, da cui potrebbe dipendere il ritorno alla normalità, non è così vicino come si crede ed è per questo motivo che bisogna avere il massimo dell’accortezza. Anche perché, come spiegato da Ryan, “se la gente continua a frequentare luoghi affollati senza prendere le precauzioni necessarie, la trasmissione della malattia continuerà”.

Le uniche armi a disposizione per combattere la diffusione della pandemia sono “regole e precauzione”; sono le uniche misure efficaci per “sopprimere la trasmissione” e per questo motivo è importante non tanto tornare alla normalità quanto arrivare ad una “situazione sostenibile”. Perché solo in quel caso potremo avere un controllo adeguato del virus senza necessità di “spegnere completamente la nostra vitapassando da un lockdown all’altro.

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