Ecco quale sarà il prossimo referendum in Italia, secondo i lettori di Money.it

Giulia Sami

30 Marzo 2026 - 17:00

I risultati del sondaggio: è la sanità pubblica la maggiore preoccupazione dei lettori di Money.it.

Ecco quale sarà il prossimo referendum in Italia, secondo i lettori di Money.it

Quale deve essere il prossimo referendum in Italia? È questo il sondaggio che Money.it ha proposto ai suoi lettori la scorsa settimana. I risultati parlano chiaro: la maggior parte dei votanti richiede un intervento diretto sul settore della sanità pubblica.

Quale deve essere il prossimo referendum in Italia? Quale deve essere il prossimo referendum in Italia? I risultati del sondaggio di Money.it

Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.

Al primo posto delle preoccupazioni dei lettori di Money.it compare la sanità pubblica. Il 19% dei votanti, infatti, richiede un intervento referendario. Finanziamenti, liste d’attesa e rapporto tra pubblico e privato sono alcuni dei problemi principali del settore sanitario.
In questo caso, bisogna fare una distinzione. Aumentare i finanziamenti non è possibile tramite referendum, perché riguarda la spesa pubblica, mentre modificare o eliminare norme sul ruolo della sanità privata potrebbe essere possibile tramite referendum abrogativo.

Al secondo posto, votata dal 16% dei lettori, c’è la questione dell’immigrazione e della sicurezza. Le politiche sulla gestione dei flussi migratori e i criteri di accoglienza sono stabiliti da leggi ordinarie, il cosiddetto “decreto flussi”, quindi potrebbero essere modificati tramite referendum abrogativo, andando ad abrogare alcune leggi ordinarie esistenti.

A pari merito, votato sempre dal 16% dei lettori di Money.it, emerge il tema del salario minimo e del lavoro. Con un costo orario medio del lavoro pari a 30,9 euro, l’Italia si colloca al di sotto della media dell’Unione europea. Questo valore è significativamente più basso rispetto alle principali economie del Nord Europa, ma resta superiore a quello registrato in diversi Paesi dell’Europa meridionale e orientale.
Ad ogni modo, sarebbe possibile intervenire sul tema del lavoro tramite referendum abrogativo, andando ad abrogare singole norme esistenti, come alcune disposizioni sui contratti a termine che regolano durata e rinnovi, sui licenziamenti introdotti con il Jobs Act, o su altre forme di lavoro precario.

Al quarto posto troviamo la questione delle tasse e della pressione fiscale, votata dal 13% dei lettori. Riduzione dell’Irpef, introduzione di una nuova flat tax e semplificazione del sistema tributario sono temi spesso al centro del dibattito politico. Tuttavia, le leggi tributarie non possono essere oggetto di referendum abrogativo, quindi queste modifiche non potrebbero essere realizzate direttamente tramite referendum, ma solo per mezzo di una nuova legge approvata dal Parlamento.
In Italia, infatti, i referendum sulle tasse sono generalmente inammissibili. L’articolo 75 della Costituzione esclude esplicitamente le leggi tributarie e di bilancio dal referendum abrogativo per proteggere i conti pubblici.

Le pensioni sono al quinto posto, con voti pari all’11% dei lettori. L’età pensionabile e la legge Fornero, che ha riformato il sistema pensionistico italiano, potrebbero essere modificate tramite un referendum abrogativo.

Tra le preoccupazioni sempre più presenti ci sono anche le sfide legate alla questione ambientale ed energetica, la necessità di sviluppare energie rinnovabili e di attuare politiche più stringenti sulle emissioni, insieme all’ipotesi di un possibile ritorno al nucleare. Una preoccupazione che riguarda il 9% dei lettori di Money.it.

Il 6%, invece, ritiene che siano necessarie riforme istituzionali. Per riforme come il premierato sarebbe necessario un referendum costituzionale, perché si tratta di una modifica della Costituzione.
Per quanto riguarda temi come l’autonomia differenziata, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo che mirava a modificare la legge n. 86 del 2024, nota come “legge Calderoli”, che definisce le procedure per l’attribuzione di forme particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario.

Il 4% ha votato i diritti civili, un settore che abbraccia un’ampia gamma di tematiche, come la cittadinanza, il fine vita, i diritti delle coppie, delle minoranze e della comunità LGBTQ+.

Infine, il 6% dei lettori non si è trovato in linea con le proposte di sondaggio di Money.it, e ha votato “altro”.

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