Oro: prezzo sale dopo minacce di Trump contro Cina

L’annuncio di Trump di nuovi dazi sull’import cinese scatenata il mercato dell’oro, che guadagna terreno in un momento di particolare tensione sui mercati.

Oro: prezzo sale dopo minacce di Trump contro Cina

Prezzo dell’oro in ascesa dopo le nuove minacce di Donald Trump sul fronte dei dazi. L’affondo del presidente degli Stati Uniti, che si è detto pronto ad aumentare le tariffe sui prodotti cinesi , ha scatenato nuove tensioni commerciali, creando una certa preoccupazione tra gli investitori.

In vista dell’inasprirsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, meglio puntare sul bene rifugio per eccellenza per evitare rischi. E l’oro guadagna terreno.

Prezzo dell’oro aumenta dopo dichiarazioni di Trump

La settimana dei mercati inizia sotto l’ombra delle minacce di Trump alla Cina. A farne le spese sono soprattutto le Borse asiatiche, che affondando, mentre il prezzo dell’oro guadagna terreno.

Stamattina il metallo prezioso è arrivato a salire dello 0,5% a 1.285 dollari l’oncia. Una performance in salita che potrebbe continuare, spinta dalle nuove tensioni tra Washington e Pechino, che inducono a investire in sicurezza.

L’analista di ANZ Daniel Hynes non ha dubbi: le dichiarazioni del presidente Usa sull’accordo commerciale con la Cina hanno indotto alcuni acquisti di oro, facendo così tornare in azione il relativo mercato.

Lo stesso è successo per lo yen, moneta rifugio per gli investitori durante i periodi particolarmente turbolenti dal punto di vista economico e geopolitico a livello globale, come quello attuale.

Cosa ha detto Trump nel fine settimana

Mentre le trattative per arrivare a un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina sono ancora in corso, Trump su Twitter ha annunciato nuovi dazi al 25% in arrivo da questa settimana sui prodotti cinesi importati negli Usa per un valore di circa 200 miliardi di dollari.

La reazione dei mercati alle parole del presidente americano è stata immediata ad apertura delle Borse con gli indici cinesi avviati verso un pericoloso profondo rosso, mentre si soffre anche in Europa.

A Milano, l’FTSE Mib ha aperto in rosso del 2,05% con i titoli del settore della Moda che scambiano con particolare sofferenza.

Non va bene neanche sul fronte del petrolio che, dopo le minacce di Trump, è crollato di oltre il 2%.

La reazione della Cina

Il presidente degli Stati Uniti ha dunque innescato nuove tensioni che stanno alimentando incertezza sui mercati e scombinando le trattative in corso con la Cina sull’atteso accordo commerciale.

Intesa che potrebbe, ora, saltare, come suggerisce il Wall Street Journal secondo cui Pechino sta considerando di annullare i negoziati con gli Stati Uniti.

Intanto, la delegazione cinese è attesa negli Usa per l’8 maggio prossimo per un nuovo incontro che era stato programmato nell’ambito delle trattative tra i due Paesi.

Nel frattempo, da Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, auspica che

”Usa e Cina possano trovare una soluzione a metà strada”.

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