Borsa Italiana: i titoli più penalizzati dalla guerra commerciale oggi

Il riaccendersi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina non ha risparmiato i listini del Vecchio continente. In particolare, il FTSEMib ha aperto in rosso di oltre il 2%: vediamo quali sono i titoli che al momento soffrono maggiromente

Borsa Italiana: i titoli più penalizzati dalla guerra commerciale oggi

Durante il week-end, la calma piatta dei mercati azionari si è bruscamente interrotta a causa del riaccendersi delle tensioni sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato un aumento dei dazi dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi. Secondo la stampa internazionale, la Cina starebbe pensando addirittura di interrompere i negoziati (per approfondire).

Nella notte, i mercati azionari cinesi hanno iniziato una brusca correzione, con lo Shangai Composite che ha lasciato sul terreno il 5,84%. Anche sui futures dei principali listini americani a prevalere sono state le vendite, con l’S&P 500 che al momento della scrittura cede l’1,64% sul contratto con scadenza a giugno 2019. Il possibile fallimento dell’accordo Usa-Cina ha contribuito al crollo del prezzo del petrolio, con il WTI che sta cedendo il 2,18%, attestandosi a 60,59 dollari al barile.

FTSE Mib non si salva dalla sete di vendite


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

Neanche il nostro indice FTSE Mib è esente dalle pressioni degli operatori ribassisti, tanto che l’indice ha aperto in rosso del 2,05%. Ad affossare le performance del maggiore listino italiano è STM con un -3,14%. In rosso anche i titoli del comparto auto: nello specifico, CNH Industrial cede il 2,79%, Exor il 2,47%, FCA il 2,47% e Ferrari il 2,63%.

Particolarmente colpito anche il settore della moda: in questo caso, Salvatore Ferragamo cede il 2,97%, mentre Moncler il 2,47%. Fronte istituti di credito, il peggiore è Unicredit con il -2,40%.

La discesa dei prezzi del petrolio mette in difficoltà Saipem e Tenaris, che lasciano rispettivamente sul terreno il 2,56% e il 2,05%.

La migliore performance del principale indice italiano è quella di Telecom Italia, che resiste perdendo appena lo 0,28%.

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