Prezzo Bitcoin a 200.000$. Ma solo in questo scenario

Claudia Cervi

10 Settembre 2025 - 14:44

Dopo la revisione shock sull’occupazione USA, cresce l’attesa per le mosse della Fed. Ma Bitcoin potrebbe correre fino a 200.000 dollari solo in un caso.

Prezzo Bitcoin a 200.000$. Ma solo in questo scenario

La scommessa di Bitcoin a 200.000 dollari non è irrealistica. È il prezzo che Bitcoin potrebbe toccare, almeno in teoria, in uno degli scenari che si aprono dopo la mossa più attesa dell’anno, il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.

Anche se Bitcoin è nato come esperimento decentralizzato ai margini del sistema, oggi si muove al ritmo delle decisioni della banca centrale americana più di quanto non facciano molti titoli azionari. E la revisione dei dati sull’occupazione USA, con quasi un milione di posti di lavoro “spariti” dalle statistiche del del Bureau of Labor Statistics, lascia intendere un rallentamento dell’economia. E in quel caso la Fed dovrà tagliare. Ma quanto? I tagli dei tassi non sono tutti uguali: possono accompagnare un atterraggio morbido, oppure decretare l’inizio di una recessione. In base allo scenario post Fed, il prezzo di Bitcoin potrebbe ripartire o crollare. Ecco perché.

Bitcoin verso 200.000$? Gli scenari degli analisti

Grafico Bitcoin Grafico Bitcoin Fonte Tradingview

Il prezzo di Bitcoin può raggiungere i 200.000 dollari secondo Bernstein e Standard Chartered. Più cauta JPMorgan con un target di medio-lungo termine intorno a 146.000 dollari (gli esperti ipotizzano una progressiva sostituzione dell’oro con Bitcoin come riserva di valore).

Ma per capire il destino di Bitcoin occorre guardare le prossime mosse della Fed. Se Jerome Powell sceglierà la strada di un taglio graduale, motivato da inflazione sotto controllo e crescita in raffreddamento ma non in caduta, il dollaro scenderà, con un calo dei rendimenti reali. Questa è la condizione ideale per gli asset alternativi: il mercato potrebbe innescare quel meccanismo di liquidità che storicamente spinge Bitcoin verso l’alto.

Nel 2020, quando i tassi erano fermi a zero e le banche centrali inondavano i mercati di liquidità, Bitcoin mise a segno una delle corse più spettacolari della sua storia: da 10.000 a oltre 60.000 dollari in poco più di dodici mesi. Oggi il contesto è cambiato, l’inflazione non è più quella di allora e la Fed si muove con molta più cautela, ma la logica di fondo non è così diversa. Se la banca centrale americana imboccasse la strada di un atterraggio morbido, con una politica monetaria di nuovo accomodante, i flussi verso gli ETF spot potrebbero accelerare in modo decisivo. Ed è in uno scenario del genere che Bitcoin potrebbe spingersi verso i 200.000 dollari.

Il rischio di altri scenari

Non tutti i tagli però fanno bene al mercato. Nel caso di tagli in linea con le attese, il prezzo di Bitcoin resterebbe sui livelli attuali, mosso esclusivamente da dinamiche di mercato.

Se invece la Fed fosse costretta ad agire in fretta perché l’economia precipita, il messaggio che arriva agli investitori è ben diverso. Non più crescita controllata, ma paura di una recessione. E quando la paura si diffonde, il primo riflesso è vendere. In questo scenario, Bitcoin scende insieme agli indici azionari e a tutti gli asset rischiosi, stretto nella morsa del “dash for cash”, la corsa alla liquidità.

La storia recente lo dimostra: nel marzo 2020, quando la pandemia travolse i mercati, Bitcoin crollò del 50% in pochi giorni, salvo poi risalire con il sostegno delle politiche ultra-espansive. Lo stesso potrebbe accadere oggi se i tagli della Fed arrivassero come risposta a una crisi occupazionale più profonda di quanto non dicano le statistiche.

In quel caso un supporto chiave da monitorare su Bitcoin è area 108.000. Sotto quest’area, massimi allineati di dicembre 2024 e gennaio 2025, i prezzi potrebbero precipitare in area 98.000, poi in area 90.000. Ma a quel punto il percorso non sarebbe lineare, costellato da fasi di volatilità estrema e nuove ondate di vendite in direzione di supporti a 74.000 dollari circa.

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