Prescrizione, Di Maio punta i piedi: “Senza accordo salta il contratto di governo”

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Luigi Di Maio alla vigilia del vertice di Palazzo Chigi avverte la Lega: “La prescrizione è nel contratto e va fatta”.

Prescrizione, Di Maio punta i piedi: “Senza accordo salta il contratto di governo”

Sono più che agitate le acque della maggioranza nonostante il via libera del Senato, arrivato con il voto di fiducia, al decreto Sicurezza. Se la Lega ha quindi incassato l’ok a un suo provvedimento, adesso lo stesso vorrebbe fare il Movimento 5 Stelle con lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Una misura che però ha provocato una levata di scudi da parte del carroccio, desideroso di vedere l’emendamento stralciato dal ddl Anticorruzione per lavorare con più calma a un provvedimento ad hoc sulla materia.

Una frenata che però non è piaciuta ai 5 Stelle tanto che Luigi Di Maio, intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato in maniera perentoria che “o arriva l’accordo sulla prescrizione o salta il contratto di governo”.

La prescrizione della discordia

Si svolgerà questa mattina a Palazzo Chigi un vertice di maggioranza che si preannuncia essere più che rovente. Oltre al premier Giuseppe Conte, saranno presenti anche i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini freschi di ritorno dall’estero.

Durante la loro assenza è successo un po’ di tutto, con i rapporti tra i due partiti di governo che mai sono stati così tesi. Dove non è riuscita la legge di Bilancio a far litigare Lega e Movimento 5 Stelle, ci sta riuscendo il tema della prescrizione.

Con un emendamento blindato al suo ddl Anticorruzione, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha infatti inserito nel testo, al momento fermo in commissione, il blocco della prescrizione nei processi dopo il primo grado di giudizio.

Il ministro leghista Giulia Bongiorno, avvocato di gran fama, ha subito stroncato l’emendamento mentre altri esponenti del carroccio hanno usato termini più soft ma il principio rimane sempre lo stesso: la prescrizione è un tema delicato, deve essere trattata con un’apposita legge e non con un emendamento nell’Anticorruzione.

La riforma della prescrizione è presente nel contratto di governo stipulato dai due partiti, ma nel programma non si specificano né le modalità né le tempistiche mettendo soltanto nero su bianco la volontà riformatrice.

Di Maio non molla

In teoria quindi sia le posizioni della Lega che del Movimento 5 Stelle sono legittime vista la vaghezza di quello che c’è scritto nel contratto. Luigi Di Maio però non ci sta a tornare indietro sulla prescrizione, tanto da mandare un preciso monito agli alleati di governo.

O arriva l’accordo sulla prescrizione o salta il contratto di governo - ha affermato Di Maio intervistato dal Fatto Quotidiano - La prescrizione è nel Contratto e va fatta. E sulla misura si deve chiudere votandola dentro il ddl Anticorruzione in aula alla Camera il prima possibile, perché non possiamo dire alle famiglie delle vittime delle stragi che slitterà tutto all’anno prossimo”.

Una sorta di out out dettato anche dalla necessità per il Movimento 5 Stelle, dato in calo negli ultimi sondaggi, di rinsaldare la propria base elettorale più che in subbuglio per un presunto appiattimento dei pentastellati sulle posizioni della Lega.

Con la partita sulla legge di Bilancio che si continua a giocare a Bruxelles, ormai appare scontata l’apertura di una procedura di infrazione, il governo prova a serrare le fila: ogni volta che Di Maio e Salvini si sono incontrati alla fine è sempre arrivato un accordo.

Alla fine con ogni probabilità una soluzione anche alla grana prescrizione verrà trovata, magari stilando un elenco di reati solo per i quali scatterà lo stop dopo il primo grado di giudizio.

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