Ddl Anticorruzione è legge: ecco cosa cambia tra Daspo e agenti sotto copertura

Approvato in via definitiva il ddl Anticorruzione voluto da Bonafede: Daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva per corruzione.

Ddl Anticorruzione è legge: ecco cosa cambia tra Daspo e agenti sotto copertura

Quando si parla del Movimento 5 Stelle subito si pensa al Reddito di Cittadinanza, da sempre cavallo di battaglia dei pentastellati e che ora si sta cercando di far partire in parallelo alla legge di Bilancio 2019.

Il tema della giustizia però non è mai stato secondario tra i grillini tanto che il disegno di legge Anticorruzione voluto dal guardasigilli Alfonso Bonafede, dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri è ora legge dopo la sua approvazione in via definitiva da parte del Parlamento.

L’Anticorruzione di Bonafede

Tra i tanti punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle, poi riportato anche in quello di governo firmato con la Lega, uno di quelli che sta a più a cuore al popolo pentastellato è quello della lotta alla corruzione.

Non è un caso che nelle trattative con il carroccio per definire la squadra di governo del premier Giuseppe Conte, quello del Ministero della Giustizia è stato un dicastero fortemente voluto dai 5 Stelle che come guardasigilli alla fine hanno indicato un big del partito come l’avvocato Alfonso Bonafede.

Dopo tre mesi di lavoro, ecco dunque che il ministro della Giustizia ha presentato ufficialmente il suo disegno di legge Anticorruzione, che dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri che è stato approvato alla Camera.

Durante un voto a scrutinio segreto a Montecitorio, la maggioranza però è stata battuta su un emendamento in materia di peculato. Tra le ire dei 5 Stelle, la Lega che sarebbe stata la responsabile dello sgambetto ha promesso di correggere il tutto a Palazzo Madama.

Adesso dopo il passaggio al Senato, è stato “corretto” l’emendamento incriminato sul peculato. Il ddl Anticorruzione è poi tornato alla Camera per una terza lettura dove è stato approvato in via definitiva.

In generale si tratta di un provvedimento che contiene alcuni dei temi cari al Movimento 5 Stelle, come il Daspo a vita per i corrotti e l’introduzione degli agenti sotto copertura.

Con un emendamento è stato poi aggiunto anche il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, che entrerà in vigore però nel 2020, mentre per la decisione sulla riforma delle Intercettazioni fatta dall’ex ministro Orlando si dovrà aspettare dicembre.

Cosa cambia?

Sono tre i principali punti che andranno a comporre il ddl Anticorruzione pensato dal ministro Bonafede. Il primo è l’ampliamento del cosiddetto Daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva per reati legati alla corruzione.

Si allarga quindi il novero dei reati per cui scatterà l’interdizione perpetua: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione propria, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, peculato, concussione, abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità e traffico di influenze illecite.

Altra novità molto attesa è quella dell’introduzione dell’agente sotto copertura, una figura già prevista nelle indagini contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Ci saranno quindi degli “infiltrati” che andranno ad agire dove c’è il sospetto di corruzione, per esempio dopo una segnalazione o un esposto.

L’agente sotto copertura avrà quindi un ruolo differente da un’altra idea del Movimento 5 Stelle, l’agente provocatore, che poteva avere dei principi di incostituzionalità in quanto induceva un possibile corrotto a compiere un reato.

Poi c’è il capitolo dei finanziamenti alla politica con le fondazioni che verranno equiparate ai partiti: vietati i contributi dall’estero, saranno resi noti i nomi di chi effettua donazioni superiori ai 500 euro.

Infine è stato inserito anche un emendamento che prevede il blocco delle prescrizioni dopo il primo grado di giudizio. Dopo una trattativa con la Lega che non era molto favorevole, alla fine si è deciso comunque di posticipare l’entrata in vigore del provvedimento nel 2020, in parallelo quindi con la della riforma del processo penale i cui lavori parlamentari dovrebbero partire a breve.

Iscriviti alla newsletter Notizie e Approfondimenti per ricevere le news su Alfonso Bonafede

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.