Arriva il ddl Anticorruzione: Daspo a vita per i corrotti e agenti sotto copertura

Alfonso Bonafede ha ultimato il suo ddl Anticorruzione: Daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva per corruzione.

Arriva il ddl Anticorruzione: Daspo a vita per i corrotti e agenti sotto copertura

Quando si parla del Movimento 5 Stelle subito si pensa al Reddito di Cittadinanza, da sempre cavallo di battaglia dei pentastellati e che ora si sta cercando di far partire nella legge di Bilancio 2019.

Il tema della giustizia però non è mai stato secondario tra i grillini tanto che, già in settimana, dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri il disegno di legge Anticorruzione voluto dal guardasigilli Alfonso Bonafede.

L’Anticorruzione di Bonafede

Tra i tanti punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle, poi riportato anche in quello di governo firmato con la Lega, uno di quelli che sta a più a cuore al popolo pentastellato è quello della lotta alla corruzione.

Non è un caso che nelle trattative con il carroccio per definire la squadra di governo del premier Giuseppe Conte, quello del Ministero della Giustizia è stato un dicastero fortemente voluto dai 5 Stelle che come guardasigilli alla fine hanno indicato un big del partito come l’avvocato Alfonso Bonafede.

Dopo tre mesi di lavoro, ecco dunque che il ministro della Giustizia è pronto a presentare ufficialmente il suo disegno di legge Anticorruzione, che dovrebbe essere discusso nel Consiglio dei Ministri di questa settimana.

Si tratta di un provvedimento che contiene alcuni dei temi cari al Movimento 5 Stelle come il Daspo a vita per i corrotti e l’introduzione degli agenti sotto copertura. Per quanto riguarda invece la riforma della Prescrizione e la decisione su quella delle Intercettazioni fatta dall’ex ministro Orlando, si dovrà aspettare dicembre.

Cosa cambia?

Sono tre i principali punti che andranno a comporre il ddl Anticorruzione pensato dal ministro Bonafede. Il primo è l’ampliamento del cosiddetto Daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva per reati legati alla corruzione.

Si allarga quindi il novero dei reati per cui scatterà l’interdizione perpetua: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione propria, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, peculato, concussione, abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità e traffico di influenze illecite.

Altra novità molto attesa è quella dell’introduzione dell’agente sotto copertura, una figura già prevista nelle indagini contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Ci saranno quindi degli “infiltrati” che andranno ad agire dove c’è il sospetto di corruzione, per esempio dopo una segnalazione o un esposto.

L’agente sottoi copertura avrà quindi un ruolo differente da un’altra idea del Movimento 5 Stelle, l’agente provocatore, che poteva avere dei principi di incostituzionalità in quanto induceva un possibile corrotto a compiere un reato.

Infine nel ddl Anticorruzione ci dovrebbe essere spazio anche per il ripristino della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita, norma questa cancellata dal precedente governo Gentiloni.

Resterà da capire ora quale sarà il comportamento della Lega nei confronti del disegno di legge: in caso di appoggio totale, si potrebbe creare una definitiva spaccatura con Forza Italia che da sempre ha criticato questi inasprimenti.

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