Esame avvocato, correzione ancora incerta: la lettera aperta di un praticante al Ministro Bonafede

Molti i dubbi sulla correzione dell’esame di avvocato e la nuova sessione: le risposte di Bonafede non soddisfano i praticanti e c’è chi ha scritto una lettera rivolta al Ministro.

Esame avvocato, correzione ancora incerta: la lettera aperta di un praticante al Ministro Bonafede

Che la categoria dei praticanti avvocato sia stata “abbandonata al suo destino” è cosa ormai risaputa, e gli interventi delle autorità degli ultimi giorni non sono ancora sufficienti a rispondere alle domande degli aspiranti avvocato.

Troppi i nodi ancora da sciogliere: le modalità di correzione delle prove scritte sostenute a dicembre 2019, lo svolgimento dell’esame orale e la gestione della sessione 2020-2021.

Vero è che la matassa è difficile da sbrogliare perché da una parte c’è la necessità di tutelare la salute e la sicurezza dei candidati nel rispetto delle norme anti-coronaviurs e dall’altra quella di assicurare la correzione delle prove nel rispetto della correttezza formale e dell’imparzialità.

Un giovane praticante avvocato si è rivolto a Money.it per dare voce alla sua protesta, condivisa da molti altri giovani. Abbiamo deciso di pubblicare la lettera aperta da lui redatta destinata al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nella speranza che questo gesto possa aiutare l’intera categoria.

Esame avvocato a rischio, la lettera di un praticante

La redazione di Money.it ha sempre mostrato forte interesse per le tematiche legali e, in questo particolare periodo, per il “limbo” nel quale i giovani laureati in Giurisprudenza sono bloccati. Così abbiamo deciso di accogliere la richiesta di un praticante e pubblicare la sua lettera aperta indirizzata a Bonafede, con l’auspicio che le autorità di competenza diano risposte concrete nel più breve tempo possibile.

Nella comunicazione (allegata alla fine dell’articolo) leggiamo quanto segue:

“La Categoria è esposta ictu oculi al rischio di dover risostenere l’esame scritto per la sessione 2020/21 (c.d. scritto cautelativo), pur se nell’attesa di successiva fase orale; tale fatto potrebbe ingenerare un iperbolico assembramento dato dall’esasperato convogliare dei candidati delle sessioni 19/20 - 20/21, e così integrando un vulnus al diritto alla salute.”

Per questo quello che molti praticanti chiedono - e non solo l’autore della lettera - è:

“Garantire per la Categoria pari diritti ed opportunità definendo anche l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense attraverso una modalità di svolgimento che garantisca l’incolumità dei candidati tutelandone il diritto alla salute, ovvero un esame unico orale da remoto per le sessioni 2019/20, nonché 2020/21.”

Il testo integrale in allegato:

Lettera aperta al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
Qui il documento redatto da un praticante sulla correzione e lo svolgimento dell’esame di avvocato

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