Sfiducia Bonafede, mozioni respinte: Renzi salva il governo

Al Senato sono state respinte le due mozioni di sfiducia nei confronti del ministro Alfonso Bonafede: alla fine Matteo Renzi ha scelto di non aprire una crisi di governo, con Italia Viva che non si è schierata con le opposizioni.

Sfiducia Bonafede, mozioni respinte: Renzi salva il governo

Sono state respinte le due mozioni di sfiducia nei confronti di Alfonso Bonafede. La prima (del centrodestra) è stata bocciata con 160 voti contrari a fronte di 131 favorevoli e 1 astenuto, mentre la seconda (+Europa) ha visto 158 No, 124 Sì e 19 astenuti.

Fondamentale è stata la scelta di Matteo Renzi che, nonostante le diverse critiche espresse al Guardasigilli durante il suo intervento in Aula, alla fine ha annunciato il voto contrario del suo partito.

Una decisione che è stata decisiva visto che, in virtù dei 17 senatori di Italia Viva, un eventuale voto favorevole avrebbe fatto andare sotto la maggioranza e aperto una inevitabile crisi di governo.

Contro le mozioni si sono schierate pure le Autonomie mentre Gianluigi Paragone, ex senatore 5 Stelle ora al Gruppo Misto che poche ore prima ha rilasciato una durissima intervista contro il Movimento, alla fine si è astenuto.

Alfonso Bonafede si è dunque salvato dalle due mozioni di sfiducia presentate, una dal centrodestra e l’altra da +Europa, nei suoi confronti ma a tirare un sospiro di sollievo è stato tutto il governo giallorosso.

Le mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede

Alfonso Bonafede è stato l’unico ministro, insieme a Sergio Costa, a mantenere la propria poltrona durante il passaggio la scorsa estate tra il primo e il secondo governo Conte, venendo riconfermato alla guida del Ministero della Giustizia.

A inizio anno il Guardasigilli è finito però nel mirino di Italia Viva, con i renziani che più volte hanno minacciato di votare con il centrodestra un emendamento che di fatto cancellava la riforma della prescrizione voluta proprio da Bonafede.

Alla fine il CdM dove non hanno partecipato i ministri di Italia Viva ha approvato un Lodo sulla prescrizione, con lo scoppio dell’emergenza coronavirus che poi ha fatto scivolare tutta la questione in secondo piano.

La scarcerazione nelle scorse settimane di numerosi boss mafiosi che hanno approfittato della crisi sanitaria per ottenere i domiciliari, oltre alla polemica con il pm Nino Di Matteo sulla sua mancata nomina a capo del Dap, hanno però riacceso i riflettori sul ministro.

Lo scorso 7 maggio Matteo Salvini ha così annunciato di aver presentato, a nome di tutto il centrodestra, una mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli con tre sostanziali capi di accusa: la rivolta nelle carceri, la polemica con Di Matteo e le scarcerazioni dei boss mafiosi in regime di 41 bis.

Il centrodestra - si legge nel testo - visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica, esprime la propria sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e lo impegna a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”.

Al Senato però si è votato anche una seconda mozione di sfiducia nei confronti di Alfonso Bonafede, presentata da +Europa e appoggiata da Azione di Carlo Calenda e da diversi senatori centristi.

Si tratta di una “ mozione garantista ” ha spiegato in una nota il partito della Bonino, fatta “in nome di Enzo Tortora e della sua battaglia per la giustizia giusta, in occasione dell’anniversario della sua morte avvenuta il 18 maggio del 1988”.

Il nostro è un no alla politica fallimentare sulla giustizia di Bonafede, PD e renziani ne traggano le conseguenze” ha poi aggiunto il segretario Benedetto Della Vedova, lanciando così una sorta di appello al centrosinistra affinché voti a favore della loro mozione di sfiducia.

Proprio questa seconda mozione era considerata come la più insidiosa per la maggioranza, ma alla fine la scelta di Italia Viva di votare contro alla sfiducia ha evitato lo scoppio di una crisi di governo in piena emergenza coronavirus.

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1 commento

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daniele • 1 mese fa

Il solito teatrino di Renzi. C’era bisogno di un voto per sapere che non avrebbe mai abbandonato il Governo?!

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